Charles Bukowski  è stato uno dei poeti statunitensi conosciuto per la sua grande composizioni di romanzi e poesie che seppero conquistare un gran numero di persone. Molte delle sue opere rimandano a temi sessuali, descritti anche in maniera molto dettagliata. Infatti la sua corrente letteraria si avvicina al realismo sporco, una corrente che incentra l’attenzione del lettore nella descrizione di elementi fondamentali. Tra le sue opere spicca una poesia particolare intitolata “Gli Alieni “ che ha attirato l’attenzione di Antonietta Pezzullo, donna amante di poesia e scrittura, che ha deciso di presentarci e di farci comprendere il vero significato di questa opera:

” è sicuramente tra le poesie che mi fanno pensare a una grande percezione di estraneità verso gli altri, in cui mi riconosco e che l’autore definisce appunto gli alieni.  Le sue parole sono una sintesi del suo pensiero e scritti autobiografici: storia di ordinaria follia, post office, la raccolta di poesie tutti gli anni buttati via, che come negli alieni si avverte fortemente il distacco da una vita ordinaria e un senso di emarginazione. La rabbia, la solitudine, sono tematiche ricorrenti nel suo realismo sporco, di un mondo che non riconosceva, e a cui si opponeva estraniandosi, scrivendo , bevendo e lottando sentendosi solo contro tutti. Lo stile , il linguaggio asciutto , diretto , cinico , reale , ti fa sentire dentro le parole, simile e partecipe del suo dolore. Nei versi troviamo la sua anima tormentata, insoddisfatta e il suo modo di vivere ai margini di una società che stenta a comprendere quelle persone che “attraversano la vita senza attriti o angosce” e che perfino quando muoiono si tratta di una morte pacifica , di solito nel sonno. Per Charles abituato a situazioni estreme , alla precarietà, al poco o niente , questo modo di vivere sembra quasi finto. Un mondo ovattato o uno sketch pubblicitario. Una realtà che per un poetico ribelle resta distante ì, fuori dai quei prati rasati e dai colletti bianchi, allineati e certi. Una umanità quella degli alieni sfuggente, contorta , paradossale. E la consolazione, il riscatto per un uomo solo, ha il volto e il calore di donna. È un bicchiere pieno o una birra in mano. È una tastiera che aspetta la sera, per liberare l’anima dagli strazi, trasformandoli in arte. Lettere vive per sferrare colpi e metterli a segno. Le parole , la sua difesa e la sua costanza. La voce che gli ha permesso di essere e di affermarsi senza amalgamarsi, ma distinguendosi e facendo della sua estraneità un valore. Il valore dei pochi e inadeguati, come Charles , che ribadisce a voce muta tra il bianco e il nero: “ io non sono uno di loro. Non ci vado nemmeno vicino a essere uno di loro, però loro sono lì e io sono qui “.