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“La liberazione dopo oltre 30 anni di carcere: Beniamino Zuncheddu assolto dalla strage di Sinnai”

| 26 Gennaio 2024 | CRONACA

La strage di Sinnai, un capitolo oscuro che ha segnato la vita di Beniamino Zuncheddu per oltre 30 anni, finalmente si chiude con la sua assoluzione. Dopo un processo di revisione durato anni, la Corte d’Appello di Roma ha emesso la sentenza che ha sancito la fine di questo incubo per il 59enne. Nel lontano 1991, Zuncheddu era stato accusato dell’atroce strage di Cuili is Coccus, in cui tre pastori persero la vita e un’altra persona rimase gravemente ferita. Nonostante si sia sempre dichiarato innocente, ha trascorso più di tre decenni dietro le sbarre.

Oggi, finalmente, Beniamino Zuncheddu è un uomo libero. I giudici della Corte d’Appello di Roma hanno emesso l’assoluzione con la formula “per non aver commesso il fatto”. Dopo essere stato condannato all’ergastolo, Zuncheddu ha trascorso oltre 32 anni dietro le sbarre, ma ora può finalmente voltare pagina. La decisione dei giudici è stata accolta con applausi e sollievo da parte di tutti i presenti in aula.

Questo tragico evento, avvenuto nell’ormai lontano gennaio del 1991, ha segnato profondamente la vita di Zuncheddu. Oggi, a distanza di 33 anni, può finalmente dire addio a questo incubo. Dopo la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Roma, Zuncheddu ha dichiarato: “È la fine di un incubo”. La sua innocenza è stata dimostrata grazie a prove a carico contraddittorie e all’impegno degli avvocati che lo hanno difeso.

La strage di Sinnai è stata un evento sconvolgente. Il 8 gennaio 1991, tre pastori furono uccisi a colpi di fucile in un ovile di Sinnai, in Sardegna. Uno dei pastori rimase gravemente ferito. Da subito, le indagini si concentrarono su possibili dissidi tra gli allevatori della zona, in particolare tra la famiglia Fadda e quella degli Zuncheddu. Gli inquirenti seguirono questa pista in base agli episodi precedenti alla strage, come l’uccisione di bestiame e le liti tra gli allevatori.

Beniamino Zuncheddu venne arrestato poco dopo, ma le indagini presero una svolta quando Luigi Pinna, genero di uno dei pastori uccisi, lo indicò come l’autore del crimine. Nonostante le sue continue dichiarazioni di innocenza, Zuncheddu fu condannato all’ergastolo. Solo dopo molti anni ottenne la semilibertà, ma il suo calvario continuò.

Nel 2020, grazie a nuove prove emerse, il suo difensore riuscì ad ottenere un processo di revisione a Roma. Durante questo processo, Pinna modificò la sua versione dei fatti, affermando che l’agente di polizia che conduceva le indagini gli mostrò la foto di Zuncheddu prima di effettuare il riconoscimento, influenzando così la sua testimonianza.

Oggi, finalmente, Beniamino Zuncheddu può guardare avanti e iniziare una nuova vita. Dopo oltre 30 anni di carcere ingiusto, è un uomo libero. La strage di Sinnai non sarà dimenticata, ma la sua assoluzione mette fine a un capitolo oscuro e segna la vittoria della verità e della giustizia.

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