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Credit Suisse e banche USA hanno tenuto in tensione i mercati internazionali

| 18 Marzo 2023 | ECONOMIA

Si è chiusa ieri una settimana fortemente negativa per i mercati internazionali. Prima la chiusura di SVB e Signature Bank, poi il tonfo di Credit Suisse, hanno creato molta tensione nelle Borse. Intanto oggi l’agenzia Moody’s ha tagliato il rating di First Republic Bank a ‘B2’ da ‘Baa1’.

Il downgrade riflette il “deterioramento del profilo finanziario della banca e le significative sfide che ha di fronte nel medio termine”, afferma Moody’s in una nota, nella quale precisa che il rating dell’istituto di credito americano potrebbe essere tagliato ulteriormente. Il presidente americano Joe Biden, però si dice fiducioso affermando che la pressione sulle banche Usa si è allentata e la crisi degli istituti di credito si è calmata.

Il nuovo scivolone di Credit Suisse e l’ennesimo crollo di First Republic hanno agitato il venerdì delle Borse, alimentando il timore di una recessione globale. Nel tentativo di smorzare la paura di un possibile contagio, Biden è tornato a rassicurare sulla resilienza del sistema bancario americano che, a suo avviso, va rafforzata con sanzioni più severe per i manager delle banche fallite.

Le piazze finanziarie europee però hanno chiuso tutte in calo appesantite dalla banche. Milano ha perso l’1,64%, Francoforte l’1,33% e Parigi l’1,43%. Credit Suisse archivia la seduta perdendo l’8% nonostante il prestito da 54 miliardi di dollari della Banca Centrale Svizzera. In calo anche Wall Street, dove First Republic registra un nuovo tonfo del 20% mostrando come il salvataggio da 30 miliardi messo a punto dalle 11 maggiori banche americane non basta a rassicurare.

Non contribuisce ad allentare la tensione la chiusura di Svb Financial, la casa madre di Silicon Valley Bank. Il Chapter 11, afferma l’istituto, punta a “preservare valore” da due unità del gruppo – Svb Securities e Svb Capital – che sono separate dalla banca fallita la scorsa settimana.

Il caso SVB continua ad agitare la politica e attira critiche alla Fed, la principale autorità di supervisione della banca. Secondo indiscrezioni, la Fed di San Francisco – quella chiamata direttamente a monitorarla – aveva lanciato i primi allarmi oltre un anno fa, segnalando fra l’altro ai manager della banca la necessità di gestire meglio i rischi legati agli aumenti dei tassi di interesse.

Proprio la Fed è attesa la prossima settimana all’importante test dei tassi. Alla riunione di martedì e mercoledì, la banca centrale americana è attesa annunciare un rialzo del costo del denaro dello 0,25% mostrando così il suo impegno alla lotta all’inflazione nonostante le tensioni sul settore bancario.

Non tutti gli analisti sono però convinti che Jerome Powell procederà con un nuovo aumento dei tassi: alcuni ritengono infatti probabile il mantenimento dello status quo, mentre altri chiedono addirittura un taglio del costo del denaro a sostegno di banche e soprattutto di un’economia che rischia una recessione pesante fra un’inflazione che molla la presa e la stretta creditizia.

Intanto Ubs sarebbe in trattative per acquisire Credit Suisse, tutta o in parte. Nozze che, secondo le autorità svizzere, rappresentano il ‘piano A’ per rafforzare la fiducia nel sistema bancario del Paese. Secondo le indiscrezioni riportate dal Financial Times, i consigli di amministrazione delle due società si riuniranno separatamente nel fine settimane per valutare l’operazione.

Ubs avrebbe chiesto al governo svizzero una sorta di rete di protezione (backstop) per l’acquisizione, riporta Bloomberg. La prima banca svizzera avrebbero chiesto al governo di “assumersi alcune spese legali o di altre perdite specifiche”. Secondo un’indiscrezione riportata sempre dal Financial Times, che cita persone a conoscenza del dossier, anche BlackRock starebbe pensando a un’offerta per il Credit Suisse, in una proposta rivale a quella di Ubs.

Ma poco dopo è arrivata la smentita di BlackRock: “Non stiamo partecipando ad alcun piano per l’acquisizione di tutto o parte di Credit Suisse e non abbiamo alcun interesse a farlo”, ha dichiarato il portavoce del fondo statunitense secondo quando riporta Bloomberg. La Banca Centrale Svizzera punta a una soluzione semplice e chiara prima dell’apertura dei mercati lunedì.

TAG: Banche, Borse, mercati finanziari, Moody's, Presidente Joe Biden
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