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Migranti, ministro Lollobrigida: “Più partenze vuol dire più morti”

| 1 Marzo 2023 | POLITICA

Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, a Bruxelles per una serie di incontri, durante un punto stampa ha parlato di diversi temi, a partire dall’immigrazione. Da alcune sue dichiarazioni riportate dalle agenzie di stampa, era emersa la possibilità di un piano per far entrare legalmente quasi 500mila immigrati legali, anche attraverso accordi multilaterali e bilaterali per sostenere l’immigrazione legale.

Ma qualche ora dopo è arrivata una smentita e una precisazione dallo stesso Lollobrigida: “In realtà non ho mai parlato di alcun piano, perché non esiste alcun piano in merito. La cifra da me indicata e riportata dai media si riferisce al numero di richieste di ingressi sul nostro territorio nel settore della produzione, nei trasporti, in agricoltura, nel terziario e via così. Non abbiamo dunque aggiunto nulla rispetto a quanto già noto da mesi, in un contesto italiano nel quale esistono offerte di lavoro in settori strategici messi in crisi anche da provvedimenti come il reddito di cittadinanza. Abbiamo sottolineato che il contrasto all’immigrazione irregolare è ancor più necessario proprio perché nemico di quella regolare”.

“Più partenze corrispondono a più morti, questo è il dato assoluto. Quindi quello che va fermato sono le partenze per fermare i morti”, ha proseguito Lollobrigida, secondo cui “l’Italia ha fatto tutto quello che poteva fare, e lo dicono i numeri. Abbiamo accolto più migranti di ogni altro, ma ora porsi è necessario porsi il problema a livello europeo, Non è possibile che una sola nazione si faccia carico del problema. L’immigrazione illegale è nemica dell’immigrazione legale, noi non siamo contro la migrazione, siamo contro l’illegalità”.

Intanto il Ministero tedesco dei Trasporti sarebbe intenzionato a inasprire l’ordinanza sulla sicurezza delle navi private e questo potrebbe limitare gran parte dei salvataggi di migranti nel Mediterraneo da parte di imbarcazioni delle Ong battenti bandiera tedesca. Lo riportano media tedeschi. Secondo una bozza del ministero guidato dal liberale Volker Wissing, le navi con “attività politiche e umanitarie o scopi idealistici comparabili” non dovrebbero più appartenere al settore del diporto.

Ne deriverebbero così requisiti nuovi, con conseguenti alti costi per tecnologie e assicurazioni diverse. Sarebbero “particolarmente colpite le navi più piccole che possono intervenire rapidamente e salvare persone che annegano in mare”. Rappresentanti di organizzazioni di soccorso hanno criticato fortemente l’ipotesi, dicendo che requisiti di sicurezza più stringenti potranno causare spese aggiuntive non sostenibili.

Il ministro si è poi soffermato sul tema della siccità, dicendo che “il governo lavora su diverse proposte di meccanismo, che può essere un commissario speciale o altra formula che permetta di superare la troppa burocrazia, poiché troppe scrivanie producono un rallentamento del tempo davanti a un problema che va affrontato subito”.

Il ministro Lollobrigida a Bruxelles ha incontrato gli eurodeputati italiani con l’obiettivo di “fare il punto sui principali dossier e coordinarsi nella difesa del Made in Italy”. Durante il suo meeting con la delegazione italiana degli eurodeputati all’Eurocamera, ha detto: “La ragione per la quale sono qui con voi è perché in questi mesi a causa di errori gravi il sistema Italia è stato criminalizzato o considerato attore di atteggiamenti che non sono imputabili né ai presenti né alla nostra nazione. Si è puntato l’indice nei confronti dell’Italia e credo che si debba reagire in maniera coesa. È opportuno quindi che il governo sostenga tutta la delegazione italiana in Europa in una reazione che salvaguardi l’immagine dell’Italia”.

Nel corso della giornata è previsto anche un incontro con i top player del settore economico italiano “con la richiesta di avere più sostegno a livello di azione e cooperazione per il rafforzamento della nostra economia. Dobbiamo guardare anche all’esempio delle altre nazioni che si presentano ai tavoli in maniera più coesa”.

TAG: Bruxelles, immigrazione, Made in Italy, migranti, ministro Francesco Lollobrigida, siccità
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