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L’ONU per la risoluzione Ucraina

| 24 Febbraio 2023 | ESTERI

Si sono conclusi gli interventi in Assemblea Generale dell’Onu (76 in tutto), e la sessione speciale di emergenza sull’Ucraina è stata aggiornata al pomeriggio.

L’incontro riprende alle 15 locali, le 21 italiane, con le spiegazioni delle posizioni di cinque paesi, e poi si procederà al voto degli emendamenti proposti dalla Bielorussia e quindi della bozza di risoluzione co-sponsorizzata da 75 paesi, tra cui l’Italia.

Gli Stati Uniti, intanto, stanno valutando se inviare caccia da combattimento a Kiev e allo stesso tempo mettono in guardia la Cina dal fornire armi a Mosca, dicendosi pronti a rivelare informazioni di intelligence che dimostrerebbero come Pechino stia effettivamente considerando l’ipotesi.

“Continuiamo le discussioni sia internamente, mentre guardiamo alla difesa aerea a lungo termine di Kiev, che con l’Ucraina”, ha detto la vicesegretario di Stato per gli affari politici, Victoria Nuland, rispondendo a una domanda del Washington Post in merito alla possibilità che gli Usa inviino alle forze ucraine jet di quarta o quinta generazione (come lo sono ad esempio gli F-35).

“Ci sono alcuni Paesi in Europa che sono interessati a fornirli e, come ha detto il presidente Biden, questa sarà una loro scelta”, ha spiegato la numero due di Antony Blinken, ribadendo che si tratta di “un quadro in evoluzione mentre si valuta di cosa abbia bisogno l’Ucraina”.

Il monito alla Cina da parte di Washington, concordato con i partner della Nato, arriva alla vigilia del primo anniversario della guerra e della riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, proprio mentre ufficialmente le autorità cinesi si propongono come mediatrici tra Mosca e Kiev e si apprestano a rivelare al mondo il loro piano di pace per la fine del conflitto.

La decisione dell’amministrazione Biden, hanno rivelato funzionari americani al Wall Street Journal, è maturata dopo una serie di avvertimenti a porte chiuse a Pechino culminati con il monito pubblico di Blinken al capo della diplomazia cinese, Wang Yi, durante il loro colloquio a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco.

Nelle prossime ore proprio il segretario di Stato americano interverrà al Consiglio di sicurezza e c’è chi a Washington ritiene che potrebbe essere quella l’occasione scelta per rivelare le informazioni di intelligence, come accadde un anno fa sulle intenzioni del Cremlino di invadere la Russia. La linea ufficiale della Casa Bianca e del Pentagono tuttavia è che finora Pechino non ha fornito armi a Mosca.

“Finora non è successo”, ha sottolineato la portavoce Karine Jean-Pierre, ma il dipartimento della Difesa ha ribadito che se succederà ci saranno “conseguenze gravi”. La preoccupazione di un cambiamento a breve nell’approccio di Pechino agli aiuti a Mosca c’è ed è condivisa anche dalla Nato. Ci sono “alcuni segnali” che la Cina avrebbe piani per supportare la Russia nell’invasione dell’Ucraina, ha dichiarato il segretario generale Jens Stoltenberg, che ha rivolto un appello a Pechino perché “desista” dall’appoggiare “una guerra illegale”, che costituirebbe una violazione del diritto internazionale.

“Penso che il presidente Putin voglia ancora occupare Kiev – così alla viglia dell’anniversario dell’invasione russa, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista alla Bbc, ripresa dai media ucraini -. Ma le loro idee, la loro missione e speranza riguardano tutta l’Ucraina: vogliono che perdiamo la nostra indipendenza e la nostra sovranità. Ed è per questo che, credo, tutti hanno capito: se non puoi occupare la capitale, se non puoi occupare Kiev, non puoi occupare l’Ucraina”. “Penso che abbia il tipo di pensieri che hai menzionato, ma penso che siamo forti”, aggiunge il leader ucraino.

“Non ci siamo spezzati, abbiamo superato molti ostacoli e vinceremo. Inchioderemo alle loro responsabilità tutti coloro che hanno portato il Male, questa guerra nella nostra terra, il terrore, le uccisioni, le torture, i saccheggi. La Russia ha scelto la strada dell’assassinio, la strada del terrore e della tortura, dei saccheggi: ci sarà una responsabilità di Stato per tutto questo terrore”, aveva scritto Zelensky su Telegram. I media ucraini hanno intanto annunciato una conferenza stampa di Zelensky il 24 febbraio. Il tema sarà “Un anno di invincibilità”.

Kiev ha lanciato l’allarme sul fatto che le truppe russe stanno preparando provocazioni vicino al confine della regione di Chernihiv, nell’Ucraina settentrionale. “Ciò è evidenziato –  lo scrive il Comando operativo Nord dell’esercito ucraino su Facebook – dai dati dell’intelligence che hanno registrato il movimento di colonne militari con il personale che indossa uniformi senza segni di identificazione e simili a quelle delle Forze Armate ucraine”.

Una dichiarazione che arriva mentre i media locali parlano di una forte esplosione che è stata avvertita nella parte occidentale di Kiev. Un giornalista del Kyiv Independent ha precisato che l’allarme antiaereo è stato attivato pochi minuti prima dell’esplosione. Esplosioni sono state udite chiaramente anche a Mariupol, la città martire ucraina occupata dai russi dallo scorso maggio: lo indica il consiglio comunale (filorusso), citato dal giornale ucraino Ukrainska Pravda, che colloca le detonazioni nella zona degli impianti siderurgici Ilyich, dove c’è anche una prigione.

Uno scambio di accuse incrociate, partito a inizio giornata con l’annuncio del ministero della difesa russo che su Telegram ha lanciato l’allarme: “Kiev sta preparando una provocazione armata contro la Transnistria”. “Secondo le informazioni disponibili, nel prossimo futuro il regime di Kiev sta preparando una provocazione armata contro la Repubblica Moldava transnistriana che sarà condotta dalle Forze Armate ucraine, anche con il coinvolgimento della formazione Azov”, ha dichiarato il ministero. “Come pretesto per l’invasione, Kiev ha in programma di organizzare una offensiva dal territorio della Transnistria. I sabotatori indosseranno uniformi militari russe”, ha detto il dipartimento.

Immediata è arrivata la smentita della Moldavia.  “Le autorità statali non confermano le informazioni diffuse questa mattina dal Ministero della Difesa russo”, si legge in un messaggio sul canale Telegram ufficiale del governo moldavo. “Invitiamo alla calma e invitiamo la popolazione a seguire le fonti ufficiali e credibili della Repubblica di Moldavia. Le nostre istituzioni collaborano con i partner stranieri e in caso di pericolo per il Paese informeranno il pubblico senza indugio”.

TAG: guerra ucraina, Onu, russia, USA
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