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Guerra Ucraina: i russi conquistano Soledar

| 14 Gennaio 2023 | ESTERI

Dopo una feroce battaglia durata settimane, e dopo aver smentito tre giorni fa i miliziani della Wagner che affermavano di aver preso la città, Mosca ha annunciato di avere conquistato Soledar, nel Donbass ucraino. Kiev ha negato ancora una volta la caduta dell’avamposto, mentre a Mosca si accendevano le discussioni sul ruolo svolto dall’esercito regolare e su quello del corpo militare privato.

Solo in serata, dopo una giornata di polemiche, il ministero della Difesa ha riconosciuto che l’assalto finale alla città è stato compiuto dagli uomini di Yevgeny Prigozhin, rendendo omaggio al loro “coraggio”.

La guerra delle dichiarazioni accompagna dunque il conflitto sul terreno. I russi affermano di avere ucciso non meno di 700 militari ucraini negli ultimi tre giorni di scontri a Soledar, mentre gli ucraini sostengono che vicino a Bakhmut, una quindicina di chilometri a sud, hanno neutralizzato oltre 300 soldati di Mosca. Ma Kiev mostra di prendere sul serio la riorganizzazione delle truppe russe per continuare la loro ‘operazione militare speciale’.

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L’intelligence militare ucraina afferma infatti di avere prove che Mosca intende creare un esercito di due milioni di soldati – rispetto all’obiettivo originario di 1,5 milioni – apprestandosi a dichiarare una nuova mobilitazione per reclutare 500.000 uomini dopo quella di fine settembre, che le ha permesso di chiamarne alle armi 300.000.

Gli ucraini affermano che di fronte al pericolo rappresentato da questo schieramento hanno più che mai bisogno della fornitura di nuove e più efficaci armi dall’Occidente.

L’Ucraina è ormai “di fatto un membro della Nato”, ha detto in un’intervista alla Bbc il ministro della Difesa Olekskii Reznikov, aggiungendo che presto Kiev riceverà anche carri armati e aerei da combattimento che finora l’Alleanza Atlantica ha rifiutato di fornirle per il timore di un’escalation con Mosca. Un timore che secondo lui è espresso solo per “una questione di etichetta”.

Ma dalla Germania arriva un richiamo alla prudenza. Berlino non farà “dichiarazioni affrettate” sull’invio di Leopard, ha chiarito il cancelliere Olaf Scholz, rispondendo alla domanda di un giornalista che gli chiedeva di presunte pressioni della Polonia e della Finlandia per consegnare questi tank a Kiev.

Smentendo l’annuncio russo di avere conquistato Soledar, il portavoce del gruppo orientale delle forze armate ucraine, Serhiy Cherevaty, ha affermato che “i combattimenti sono ancora in corso in città”. Ma una troupe della Cnn che staziona vicino a Soledar ha riferito di avere assistito al ritiro degli ucraini, sebbene ordinato.

Mentre fin da ieri il think tank americano Institute for the Study of War aveva riferito che le forze russe controllavano “la maggior parte, se non tutta Soledar”. A Mosca non si nutrono dubbi sul fatto che Soledar sia caduta. Semmai i contrasti riguardano il ruolo svolto rispettivamente dalle forze regolari e dai miliziani della Wagner.

Grey Zone, un canale Telegram utilizzato dal corpo militare privato di Prigozhin, insiste nel dire che i miliziani avevano già preso il controllo della città il 10 gennaio. Ma il portavoce del ministero della Difesa, Igor Konashenkov, ha assicurato che la conquista è avvenuta ieri sera, ponendo l’accento sulle azioni a suo avviso decisive delle forze regolari, tra le quali formazioni di paracadutisti, truppe di artiglieria e l’aviazione, che hanno martellato gli ucraini.

Dopo qualche ora si è fatto sentire lo stesso Prigozhin, lamentando che “cercano costantemente di rubare la vittoria alla Wagner e parlano della presenza di non si sa chi solo per sminuire i suoi meriti”. Il consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak ha definito questi contrasti “una rissa pubblica”, da interpretare come “un buon segno dell’inizio della splendida fine” di Mosca. Infine, dopo diverse ore, il ministero della Difesa russo ha ammesso che, nonostante si sia trattato di un’offensiva combinata, l’assalto decisivo alla città è stato compiuto dagli uomini della Wagner con “un’azione coraggiosa”.

TAG: guerra ucraina, Kiev, Mosca, Soledar
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