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Legge di Bilancio: sul tavolo la questione IVA

Si lavora sulla riduzione o l'azzeramento.
| 19 Novembre 2022 | ECONOMIA

Il governo continua a lavorare alla prossima manovra ed emergono nuove misure che potrebbero entrare nel provvedimento. Una di queste sarebbe l’azzeramento o la riduzione dell’Iva su alcuni prodotti.

Della manovra 2023 si è parlato anche ieri in una riunione che si è tenuta a Palazzo Chigi, in vista del Consiglio dei ministri di lunedì o martedì che dovrebbe dare contorni definitivi alla Legge di Bilancio. Giorgia Meloni ha riunito i capigruppo di maggioranza, i vicepremier e il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti.

Per il provvedimento il governo dovrebbe mettere sul piatto circa 30 miliardi di euro e l’obiettivo è, con “prudenza”, cercare di dare sollievo a famiglie, imprese e fasce deboli. Per sostenere le famiglie dovrebbe essere stanziato circa un miliardo. Una delle misure che va in questa direzione, secondo quanto emerso dal vertice di governo, è quella che riguarda l’Iva.

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“Il taglio dell’Iva su pane e latte produrrebbe un risparmio minimo per i consumatori pari a 15,8 euro annui a famiglia”, ha commentato il Codancons. “In base ai dati Istat, una famiglia media spende ogni anno 264,12 euro per il pane e 145,08 euro per latte fresco (intero e parzialmente scremato) e conservato. Questo significa che l’azzeramento dell’Iva sul pane produrrebbe un risparmio medio pari a 10,22 euro annui a nucleo sul pane e appena 5,6 euro sul latte, per un totale di 15,8 euro”, ha aggiunto l’associazione.

“Intervenire solo sull’Iva su pane e latte è una misura mediatica che non produce reali vantaggi per i consumatori”, ha detto ancora il presidente del Codancons Carlo Rienzi. “Se davvero si vuole sostenere la spesa delle famiglie e combattere gli effetti negativi dell’inflazione, l’Iva va tagliata su tutti i generi alimentari e sui beni di prima necessità, intervento che produrrebbe un risparmio medio annuo che varia dai 180 euro per una coppia senza figli agli oltre 300 euro per un nucleo di 5 persone”, ha aggiunto.

Nella riunione di ieri, oltre all’ipotesi di ridurre o azzerare l’Iva per alcuni prodotti, si è parlato del taglio del cuneo fiscale di tre punti e di quota 103 per le pensioni (oltre alla proroga dell’Ape sociale e di Opzione donna). Si allontana l’ipotesi di un scudo fiscale per il rientro dei capitali dall’estero, mentre viene confermato un intervento sulle cartelle fino al 2015: per gli importi sotto i mille euro si potrebbe arrivare a uno stralcio oppure a un pagamento ridotto, per quelli superiori si va verso una riduzione di sanzioni e interessi al 5%.

Sul tavolo anche l’ipotesi di assegni familiari più corposi per chi ha più di 4 figli o gemelli. La flat tax dovrebbe essere estesa (la soglia sale da 65 a 85mila euro e si parla di tassa “incrementale” sui redditi del triennio precedente) solo per gli autonomi, mentre per i dipendenti si va verso una riduzione della tassazione sui premi di produttività. Arriva anche l’ipotesi di una tassa sulle consegne a domicilio per favorire il commercio di prossimità.

TAG: Governo Meloni, Iva, legge di bilancio, manovra
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