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Cop27, vertice Onu sui cambiamenti climatici di Sharm El-Sheikh

| 8 Novembre 2022 | AMBIENTE

Prosegue con la seconda giornata e l’apertura ufficiale a Sharm El-Sheikh, in Egitto, la Cop27, il 27esimo vertice Onu sui Cambiamenti Climatici. “L’umanità ha una scelta da compiere: o cooperare sul clima o morire, o andare verso una solidarietà sul clima o il mondo rischia un suicidio collettivo”, è il monito lanciato dal segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres alla Cop27.

Presente al vertice anche Giorgia Meloni, primo presidente del Consiglio ad andare nel Paese da quando nel 2016 al Cairo fu trovato morto Giulio Regeni. Giorgia Meloni è stata accolta dal presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e dal segretario generale dell’Onu.

Il premier in serata ha preso la parola alla plenaria dicendo che “serve perseguire la giusta transizione su clima. Siamo in un momento decisivo nella lotta contro il cambiamento climatico negli ultimi mesi abbiamo sperimentato drammatici effetti in molte regioni del pianeta siamo chiamati a fare di più e più velocemente per proteggere il clima. L’Italia farà la sua parte sul clima. Serve una “giusta transizione energetica”. “Sappiamo come sono i disastri climatici, lo abbiamo visto, soprattutto per il dissesto idrogeologico”. “Lottare contro il cambiamento climatico è uno sforzo comune”.

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“L’Italia ha aumentato il contributo dei propri finanziamenti alla lotta al cambiamento climatico, abbiamo triplicato il nostro impegno” su questo fronte con un impegno di “1,4 miliardi di dollari in 5 anni”, ha detto Giorgia Meloni alla Cop27.

“Nell’UE, prevediamo di ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 e di raggiungere la neutralità climatica al più tardi entro il 2050. In questa prospettiva, l’Italia ha recentemente rafforzato la propria capacità installata di energia rinnovabile e accelererà questo trend in linea con gli obiettivi di RepowerEU. Intendiamo perseguire una transizione giusta per sostenere le comunità colpite e non lasciare indietro nessuno”.

“Non possiamo nascondere che le nazioni più impegnate su questi obiettivi – ha aggiunto – rischiano di pagare un prezzo a discapito di quelli responsabili della maggiore emissione di gas a effetto serra. Quindi servono ulteriori misure per rafforzare questo disequilibrio, altrimenti i nostri sforzi saranno vani e conferenze come queste rischiano di non produrre i risultati che la storia si aspetta da noi. Lo dobbiamo alle generazioni future”.

A margine del vertice, Meloni ha avuto un faccia a faccia con il primo Ministro del Regno Unito, Rishi Sunak, e un altro con il primo ministro della Repubblica federale democratica di Etiopia, Abiy Ahmed. Il presidente del Consiglio, fa sapere Palazzo Chigi, ha espresso soddisfazione per la recente conclusione dell'”Accordo per una pace duratura attraverso la cessazione delle ostilità” tra il governo etiopico e il Fronte di Liberazione del Popolo Tigrino e ha sottolineato l’importanza di una sua efficace attuazione per il bene del popolo etiopico e la stabilità del Corno d’Africa.

Meloni e Abiy hanno richiamato gli storici rapporti bilaterali e discusso delle opportunità di rafforzamento dei legami economici soprattutto in campo energetico. Nel colloquio tra Meloni e Sunak, invece, i due hanno discusso le principali sfide che la Comunità internazionale deve affrontare, prima fra tutte l’esigenza di una risposta unitaria all’aggressione russa all’Ucraina, e hanno sottolineato l’importanza della cooperazione tra Italia e Regno Unito in ambito G7 e NATO.

Si è discusso della lotta “all’immigrazione illegale” e del sostegno a Kiev. Meloni e Sunak, fa sapere Palazzo Chigi, hanno inoltre ribadito la volontà di lavorare insieme per sviluppare ulteriormente le relazioni bilaterali tra Roma e Londra.

Il presidente del Consiglio ha avuto anche un incontro con il Presidente dello Stato di Israele Isaac Herzog. Palazzo Chigi comunica che lo scambio si è concentrato sulla collaborazione bilaterale e sulla transizione energetica. Il premier si è detto pronto a collaborare con il futuro nuovo governo israeliano per rafforzare il partenariato nell’ambito industriale e tecnologico e nel settore delle tecnologie pulite per l’ambiente. È stata condivisa, fa sapere Palazzo Chigi, una forte assonanza sulla difesa dei valori comuni a partire dalla lotta all’antisemitismo.

Meloni ha poi incontrato per circa un’ora anche il padrone di casa, il presidente dell’Egitto, Abdel Fattah al Sisi. Durante l’incontro si è parlato di approvvigionamento energetico, fonti rinnovabili, crisi climatica e immigrazione L’incontro ha dato occasione al presidente Meloni di sollevare il tema del rispetto dei diritti umani e di sottolineare la forte attenzione dell’Italia sui casi di Giulio Regeni e Patrick Zaki, spiega una nota di Palazzo Chigi.

Giorgia Meloni ha poi avuto un incontro bilaterale con il Cancelliere della Repubblica federale di Germania, Olaf Scholz. L’incontro, spiega Palazzo Chigi, ha fatto seguito alla conversazione telefonica che Meloni e Scholz avevano avuto il 28 ottobre. I due Capi di governo hanno discusso dei principali temi europei e internazionali, dalla guerra di aggressione russa all’Ucraina alla conseguente crisi energetica e alla gestione dei flussi migratori. Meloni e Scholz hanno inoltre confermato l’intenzione di consolidare le relazioni bilaterali tra l’Italia e la Germania.

Nel discorso di apertura, il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha chiesto che “tutti i governi tassino i profitti inattesi delle compagnie dei combustibili fossili” e che questo denaro sia reindirizzato “alle persone che lottano con i prezzi crescenti di cibo ed energia e ai paesi che soffrono perdite e danni per la crisi climatica”.

“Dobbiamo affrontare molte sfide, ma il cambiamento climatico è la più grande. Questa Cop27 dovrà tenere traccia delle promesse. Dobbiamo fare tutto il possibile per mantenere” l’obiettivo di limitare il riscaldamento climatico “a 1,5 gradi” rispetto ai livelli pre-industriali “a portata di mano”, ha scritto in un tweet la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in concomitanza con l’avvio della Cop27 a Sharm El Sheikh.

Poi si è tenuto il primo colloquio faccia a faccia tra von der Leyen e il primo ministro britannico Rishi Sunak. “Affrontiamo molte sfide comuni, dal cambiamento climatico e la transizione energetica alla guerra della Russia contro l’Ucraina. Attendo con impazienza una cooperazione costruttiva tra Ue e Regno Unito basata sui nostri accordi”, ha scritto la presidente della Commissione europea in un altro tweet.

Intanto, un’analisi di Carbon Brief (sito specializzato in scienza e politica del cambiamento climatico) evidenzia che Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Australia non hanno raggiunto la loro “giusta quota” di finanziamenti per il clima a favore dei Paesi in via di sviluppo. I Paesi ricchi si erano impegnati a fornire 100 miliardi di dollari l’anno entro il 2020, ma l’obiettivo è stato mancato. La quota Usa era 40 miliardi di dollari, ma nel 2020 hanno versato 7,6 miliardi. Australia e Canada solo un terzo, Londra tre quarti. Tokyo e diversi Paesi europei, tra cui l’Italia, sono invece tra i più virtuosi.

La mattinata si è aperta con la cerimonia di apertura della Cop27, alla quale ha partecipato anche Meloni. Poi due tavole rotonde: una sulla transizione equa dal titolo “Just Transition”, a cui ha preso parte anche il presidente del Consiglio, e una sulla sicurezza alimentare, “Food Security”. In giornata è prevista anche la firma del Memorandum of Understanding (MoU) con Alikhan Smailov, primo ministro del Kazakistan. Nel pomeriggio il bilaterale fra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al-Sisi e le dichiarazioni dei leader.

TAG: cambiamento climatico, Cop27, Egitto, Governo Meloni, Onu
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