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Rubrica Sport: Terzo appuntamento con Mattia Buzzanca

| 27 Ottobre 2022 | SPORT

Oggi finalmente è arrivato il giorno di parlare di stereotipi. Quante volte categorizziamo le persone solo in base agli stereotipi? È normale e succede in qualsiasi ambito, tuttavia in palestra è molto più facile che si diffondano preconcetti che non fanno altro che allontanare le persone da questo mondo e portandole a giudicare in modo negativo chi lo frequenta.

Per questo motivo se anche voi siete abituati a considerare i “palestrati” come persone che pensano solo ai muscoli, vanitosi ed egocentrici, non preoccupatevi, siete perdonati.

In questo appuntamento vorrei provare a spiegarvi perché è importante non fermarsi all’apparenza ma guardare oltre.

Pensiamo ad un/una bodybuilder, una persona che ha fatto dello sviluppo fisico e muscolare la sua intera vita e, se vogliamo, anche il suo lavoro. Queste persone appaiono letteralmente come dei mostri, hanno un volume muscolare quasi sovraumano e uno stile di vita fuori dal comune. Ma cosa c’è davvero dietro questa immagine così poco condivisibile?

Un obiettivo da raggiungere e tanta fatica, un sogno importante che li rende fieri di loro stessi e che dà senso alla loro vita. Nel bodybuilding non ci sono scorciatoie: vuoi raggiungere un certo traguardo? bene, sai cosa ti aspetta, non c’è alternativa.

Solo questa consapevolezza basterebbe a spaventare la stragrande maggioranza delle persone ed è assolutamente comprensibile perché viviamo in un mondo in cui si tende spesso a ricercare la via più facile, rimanere nella zona di comfort e ad avere molteplici strade per raggiungere determinati traguardi, cosa che ci fa sentire in qualche modo protetti e ci da speranza (e menomale!!).

Sappiamo però apprezzare chi non ha alternative? Chi sa già che per raggiungere il suo obbiettivo dovrà passare ore e ore in sala pesi, tra fatica, dolore, stanchezza ma anche grande soddisfazione e gioia. Chi ogni giorno dovrà rinunciare ad ogni tipo di sfizio alimentare e rispettare saldamente una dieta, spesso monotona e poco soddisfacente. Chi in tutto questo deve ovviamente anche sostenere le sue ore di lavoro perché purtroppo, in Italia, è difficile vivere col bodybuilding. Provate a riflettere, cosa passa per la testa quando vedete una persona a bordo di una macchina costosa e vestita di tutto punto? la prima cosa che ci viene da pensare è che sicuramente avrà tanti soldi e di conseguenza un bel lavoro che glieli garantisce; e che per ottenere quell’impiego avrà sicuramente lavorato sodo, studiato tanto, fatto sacrifici e chi più ne ha più ne metta. Sicuramente è un individuo che colpisce, naturale, a chi di noi non piacerebbe essere così?.
Con questo non voglio dire che vedendo un bodybuilder dovremmo aspirare ad essere così anche noi ma come siamo in grado di riconoscere l’impegno e il sacrificio che c’è dietro il successo della persona economicamente realizzata anche per il bodybuilder andrebbero riconosciuti gli stessi meriti in quanto la fatica e la dedizione accomunano entrambi i percorsi , quello che è differente è la meta finale.

Insomma, spesso si giudicano le persone che praticano questo sport come individui che in apparenza sacrificano tutto il bello della vita, ma la realtà è che è proprio grazie a quei sacrifici che potranno raggiungere quello che per loro è il bello della vita. Quindi io mi chiedo, come si fa a giudicare negativamente una persona che dedica in tutto e per tutto la sua vita al raggiungimento del suo sogno?

TAG: Arturo De Carolis, Mattia Buzzanca, sport
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