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L’Ordine Mondiale sull’orlo di un collasso globale

| 7 Agosto 2022 | EDITORIALE

L’America pensava di dominare l’assetto delle relazioni internazionali riconosciuto e condiviso da tutti gli Stati a suon di dollari, oggi si trova a far i conti con la ribellione delle diverse civiltà che hanno sempre considerato la propria cultura e le proprie leggi le uniche universalmente valide. Infatti, in ogni epoca, ha imposto la sua supremazia del proprio modello di organizzazione politica e statuale nell’intento di gestire gli Stati indirettamente. Probabilmente con l’Unione Europea ci sta riuscendo.

Una conduzione dell’Ordine Mondiale che gli lascia l’amaro in bocca visto che Russia, Cina, Iran, India, Africa, Palestina e gran parte degli stati del Sud America sono da decenni in continuo conflitto con il sistema, (con alcuni di essi sulla carta), con esiti devastanti. Sebbene l’attuale sistema unipolare a guida statunitense, affermatosi ormai da un quarto di secolo, che dopo aver tentato di esportare su scala planetaria i principi della sua democrazia e del libero mercato, sia in netto declino. Le conseguenze di una supremazia a stelle e strisce nell’ultimo ventennio ha prodotto i frutti della disperazione economica, energetica, climatica e disuguaglianza sociale.

Sostanzialmente il concetto è questo: dopo il 1945 era condizionato dalla guerra fredda fra i due sistemi di potere guidati da USA e URSS, il secondo dei quali era caratterizzato da posizioni revisioniste e contrarie allo status quo. L’instabile mondo bipolare era il quadro all’interno del quale funzionava pressoché l’intero sistema internazionale. Ma la fine della guerra fredda (1988-91) e il collasso del sistema di potere sovietico ha travolto all’improvviso i criteri su cui si basava il vecchio ordine. Ciò ha significato un cambiamento del sistema di proporzioni storiche, e, come sempre avviene, ha portato vantaggi per qualcuno e svantaggi per altri.

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Ma l’attuale sistema internazionale ha caratteristiche di globalità mai riscontrate in precedenza, sia per quanto riguarda il numero dei suoi membri, sia per quanto riguarda il grado di interdipendenza fra di essi. Qualsiasi valutazione della natura dell’ordine mondiale emergente deve basarsi su una visione olistica dell’intero sistema internazionale. A tal fine può essere utile cominciare ad enumerare gli elementi chiave del cambiamento avvenuto all’interno del vecchio ordine, prima di considerare le sfide a cui il mondo si trova di fronte e il posto che occupano le Nazioni Unite nel nuovo ordine.

Ebbene, alla luce dei mutamenti evidenziati, è necessario capire quali sono le sfide a cui il mondo si trova di fronte. La prima riguarda il problema della sicurezza, la seconda sfida riguarda il problema dello sviluppo. Ma ci sono altre sfide che riguardano la democrazia e i diritti umani, l’ambiente, il traffico di droga, il terrorismo, la maggior parte delle quali ha carattere transnazionale. Questi problemi derivano dalla povertà, contribuiscono all’insicurezza nei rapporti fra gli Stati e richiedono urgenti soluzioni globali.

Sì è vero: il mondo è cambiato. In peggio. Non voglio sembrare catastrofista ma la situazione negli ultimi vent’anni ha subito una forte repressione politica ai problemi economici e sociali. Abbiamo lasciato nelle mani dei governi il compito di gestire la sorta degli Stati in totale autonomia, sapendo che i governi appartengono ai popoli che devono far valere i propri diritti, poiché i loro interessi sono permanenti, mentre i governi cambiano.

TAG: mondo, ordine mondiale, Stati
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