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La guerra che non vogliamo

| 12 Maggio 2022 | L'OPINIONE

di Claudio Landrò

Il volto squarciato dal dolore e dalla sofferenza di una giovane mamma col suo compagno con in braccio un piccolo fagotto intriso di sangue entrano disperati in ospedale, cercando un miracolo: l’errore, la sciagura reale della guerra. Non importa se sei Ucraino o Russo o di altro paese, oggi madri, padri piangono i loro figli. La tristezza nei nostri cuori lontani porta a chiedere perché ancora una volta, perché in Europa ancora.

Bisogna quindi indagare senza eccezioni sulle ragioni di un simile disastro, senza veli di parte. I conflitti sono sempre scaturiti per ragioni economiche, anche quelli vestiti da ragioni di fede e di razza. Scuse.

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L’Ucraina ha importanti ricchezze minerarie proprio nella regione più contesa del Donbass, ricchezze importanti ed il territorio è attraversato dal gasdotto russo, che serve parte dei paesi europei. Chiediamoci quindi se questa sciagura fosse evitabile e se si possa fermare, chi l’abbia veramente voluta.

I due paesi hanno convissuto in pace per decenni. Solo alcune decisioni Ucraine di far parte di un’alleanza ostile hanno portato alle origini del conflitto, senza che l’Europa intervenisse per dirimere l’originario problema, senza cercare una vera mediazione, ma applicando sanzioni, ora inasprite e con fornitura di armi al resistente popolo Ucraino.

Allora bisogna pensare che Europa, Russia od Ucraina abbiano attizzato la ragioni del conflitto, ma a nessuno di questi conveniva: forse ad una Russia sempre più integrata nel sistema europeo, ad un Europa amica di entrambe i contendenti e dipendente dalle forniture Russe ed Ucraine o forse ad altri. La breve, semplice e scarna analisi eseguita suggerisce che una terza potenza, in crisi di identità, sia intervenuta per ovvi interessi economici, di posizione e per alimentare la sua industria ed economia in piena crisi strutturale.

La fornitura di armi di ogni tipo ed importanti stanziamenti economici ci danno l’indicazione esatta della vera responsabile, alimentando così un’economia in reale stallo e con bisogno di trovare nuove risorse, aumentando la sua produzione bellica con conseguente miglioramento generale dell’occupazione, dopo anni di profonda crisi, un debito pubblico insostenibile ed una moneta non più utilizzata negli scambi commerciali da parte del suo stesso alleato Europeo. Tutto questo alimentando un conflitto lontano dalle sue coste ed avverso al nemico giurato di sempre. A questa si è aggiunta una nazione appena uscita dall’Europa strettamente interessata a seguire l’alleato di oltre oceano per cercare un sostegno economico, atto a sollevare un’economia asfittica e priva di reali sbocchi. Il tutto in danno reale di popoli amici tra di loro.

La guerra è sbagliata, noi non la vogliamo e non doveva neppure iniziare. L’Europa doveva intervenire per dirimere un potenziale conflitto, mascherato da ragioni di appartenenza, ma a difesa chiara dell’economia Russa, che non poteva mai dipendere dal suo nemico di sempre, interessato alle ricchezze Ucraine. Questo avrebbe portato ad una possibile frizione con l’alleato di oltreoceano, quindi non è stato fatto, se non applicando sanzioni, giuste forse, ma senza un reale intervento diretto. Un impegno mancato che ha scatenato una guerra sanguinosa ed ingiusta, che ha ancora dimostrato la fragilità di un Europa ancora divisa internamente da interessi nazionali, senza avere una vera visione comune ed una politica estera unita e forte.

Necessita quindi riflettere. Bisogna cambiare radicalmente, nel nostro interesse di Europei, riscattare e ritrovare i nostri valori comuni, liberarci da interessi nazionali e trovare quell’unità da sempre cercata nei discorsi, ma osteggiata dagli interessi nazionalistici. Svegliati Europa.

Dove sono i nostri rappresentanti nei colloqui di pace tra i due contendenti, perché non sono seduti allo stesso tavolo con impegno a garantire il rispetto degli accordi? Non sarebbe questo il nostro vero ruolo, coerente con la carta Europea dei Diritti e dalla nostra Costituzione, che ripudiano la guerra, rinunciare alla fornitura di armi, a fronte di una sospensione del conflitto e favorire una pace duratura nell’interesse dei nostri popoli da sempre amici. Intervenire si, assolutamente, subito, energicamente uniti nel segno dell’Europa libera e scevra da influenze ed alleanze esterne non più necessarie, addirittura contrarie alla nostra cultura, economia e storia millenaria. Intervenire subito anche per evitare lo scellerato utilizzo di nuove armi che porterebbero distruzione e morte ed aprirebbero un solco difficilmente colmabile tra i nostri popoli.

L’Europa intera soffrirebbe anche una contingente crisi economica per un’industria di trasformazione priva dell’energia e delle materie prime necessarie ai suoi fabbisogni, con lo spettro di una recessione aggravata da alta inflazione, disoccupazione e sempre più dipendente da terze economie.

Rifletti Europa. Trova la forza dei tuoi ideali, della tua storia, della tua cultura, quegli ideali per cui le scorse generazioni hanno sognato un Europa libera, unita ed indipendente. Questo è il tuo ruolo, questa la tua missione ed il tuo futuro. Unita ferma una guerra non voluta, una guerra tra popoli amici a noi legati da storia, cultura e, perché no, da grandi interessi economici.

L’Ucraina, l’Europa e la Russia entrambe sedute allo stesso tavolo di pace. Ferma la sofferenza reale, quotidiana, fai che oggi nessuno abbia più a piangere per i figli caduti, perché sono tuoi, ognuno di loro.

TAG: guerra, russia, Ucraina
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