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Azzurrina: realtà o fantasia?

| 18 Aprile 2022 | CULTURA, LIBRI, TV

La leggenda di Azzurrina, si diffonde in Romagna in un connubio di realtà e fantasia in più versioni. La più conosciuta racconta di una bambina, che in realtà si chiama Guendalina, figlia del feudatario Ugolinucio o Uguccione di Montebello, nata intorno al 1370 e vissuta nel  Castello di Montebello, in provincia di Rimini. Sembra che nasca albina,  allora associato al maligno e motivo per cui la madre le tinge di nero i capelli. La tintura alle erbe, però tende a schiarirsi in un colore azzurrino, da cui prende il nome. I genitori la fanno sorvegliare al castello da due guardie  Domenico e Ruggero, per evitare che esca subendo le offese. Ma in una giornata di pioggia il 21 giugno 1375, la bambina sparisce nel nulla, mentre rincorre una palla di stoffa per le scale. Si ipotizza che sia caduta nella ghiacciaia del castello, nel tentativo di recuperare il suo gioco, ma il corpo non viene mai trovato.

Nei primi tre secoli la storia viene trasmessa oralmente e solo più tardi intorno alla metà del Seicento, riportata da un parroco di Rimini in una raccolta di leggende in “Mons belli et Deline”, dove appare però il nome Adele o Delia e le vicende non proprio simili.

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Comunque in un’altra versione forse più realistica, la bambina non viene descritta albina, ma bionda e con gli occhi azzurri, in contrasto con la carnagione scura dei genitori. Motivo per cui Uguccione mette in dubbio l’onestà della moglie Costanza, facendo tingere i capelli alla bambina. In seguito il dubbioso padre, intesse una relazione clandestina, da cui nasce un altro figlio. E proprio in queste circostanze che la bambina sparisce, probabilmente uccisa per volontà del padre, il quale allontana anche la moglie Costanza facendola assassinare.

Secondo alcune ricostruzioni  documentate dell’ultima versione, la nobile Costanza eredita il Castello di Gradara, scenario tempo prima dell’infedeltà di Francesca, uccisa insieme all’amante Paolo Malatesta, dal marito. E questo potrebbe essere motivo di sospetto per Uguccione nei confronti  della moglie Costanza, a cui si aggiunge anche la sua bellezza. Tanto da farla sorvegliare durante le sue assenze, fino a quando non viene scoperta mentre amoreggia con un mercenario tedesco. A quel punto i dubbi diventano certezze sulla non paternità della bambina e per evitare pettegolezzi,  fa tagliare i capelli biondi alla bambina, imponendole un copricapo, che le tinge la chioma di un bluastro. Sperando intanto, che la moglie Costanza riesca almeno a dargli un figlio maschio, che invece arriva, ma da una sua mante. E proprio in questo periodo si collega la scomparsa della bambina, uccisa dai suoi sicari e forse sepolta nei boschi. Dopo poco si aggiunge anche l’allontanamento di Costanza al castello di Gradara e poi la sua  uccisione.

Nel tempo si diffondono aneddoti sulla sua presenza al castello nonostante sia morta, ma a quanto pare non troppo. E fino ai giorni nostri nell’anniversario della sua morte, si verificano una serie di apparizioni ogni cinque anni, in occasione del solstizio.

Il castello comunque attualmente è aperto al pubblico e alcune testimonianze del personale raccontano di fenomeni inspiegabili in coincidenza del solstizio, con apparizioni e voci. Addirittura si racconta di un tavolo che si solleva, nella sua stanza preferita e impronte del suo spettro sui muri.  Infatti, nella trasmissione Freedom andata in onda il 21 marzo, la storia e il fantasma di Azzurrina sembrano reali e molto inquietanti. Le testimonianze degli addetti del castello confermano la sua presenza anche con le voci registrate. Difficile capire se si tratti di una finzione o di uno spettro inquieto. Certo, se la storia fosse vera, la piccola avrebbe tanti motivi per restare sveglia.

Alcuni ricercatori dell’occulto testimoniano presenze, invece per il  CICAP, che effettua un sopralluogo, non esiste nessun fenomeno paranormale. Ritenendo l’esistenza stessa di Azzurrina irreale e probabilmente inventata all’apertura del castello nel 1989, dagli stessi conti Guidi di Bagno. Infatti, la leggenda di Azzurrina nella prima versione albina, si diffonde soprattutto in quel periodo. Quindi potrebbe essere un’invenzione pubblicitaria per favorire le visite.

Lo stesso dubbio resta per Azzurrina, la bambina bionda, illegittima, forse  realmente esistita, anche se per poco, vittima della leggerezza di sua madre, che oggi vaga nel castello alla ricerca di un riscatto, per la vita ingiustamente e crudelmente sottratta.

Per lo scrittore John Ronald Reuel Tolkien, alcuni spettri sono persino ignari di essere morti, come appunto descrive:

“La gente in paese dice che questa è una casa stregata”. “Che stupidaggini!”, “Quindi lei non ha mai visto dei fantasmi?”. “Assolutamente mai. E abito qui da quasi trecento anni”. (Bilbo Baggins)

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