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Il pittore della luce per la prima volta a Milano

| 19 Marzo 2022 | CULTURA

Joaquin Sorolla (1863-1923) è stato il più grande impressionista spagnolo. Nativo di Valencia, il pittore ha impresso sulle tele la specificità della Spagna a cavallo tra XIX e XX secolo, arricchendole degli insegnamenti appresi a Roma e nell’allora capitale europea della cultura, Parigi.

Sorolla, pur federe alla pittura impressionista en plein air, ha un’arte impregnata dai capolavori dei grandi maestri del suo Paese quali El Greco, de Ribera, Velasquez e Goya. A Milano a Palazzo Reale, fino al 26 giugno, una mostra imperdibile ci fa conoscere il talento di questo genio indiscusso della pittura europea. Meno celebre oltre i Pirenei dei mastri francesi o del nostro Giovanni Boldini, Sorolla è l’impressionista che ha studiato la luce e il suo impatto sui paesaggi e sulle figure. In più, l’essere nato e cresciuto in una città marittima, ha contribuito ad arricchire la sua arte di quel sapore mediterraneo visibile in tante sue opere.

I quadri esposti a Palazzo Reale ci fanno conoscere il suo lavoro di impressionista “in spiaggia”, capace di rendere reali, quasi fotografati, i marosi delle onde che si stagliano sulla riva. Le onde di Sorolla vanno osservate da molto vicino, dove la corrente pittorica dava vita a pennellate larghe e confuse, per poi allontanarsi dall’opera e rendersi conto di essere di fronte a “un’impressione”. Il mare ci appare come se riuscissimo a sentire il rumore delle onde e odorare la salsedine.

L’impressionismo è immerso nella belle epoque che precedette la prima guerra mondiale. I lavori di Sorolla ci illuminano con eleganti signore in spiaggia o bambini che fanno il bagno seguiti da un curato.

Nei dipinti esposti a Milano, provenienti dal Museo Sorolla di Madrid, abbiamo la sensazione di essere immersi in un ambiente mediterraneo. Il sole picchia e illumina. Le ombre non sono mai nere, ma bluastre. Il colore c’è sempre, e la totale assenza di colore, il nero, la possiamo vedere solo negli abiti o in alcuni particolari.

Le luci del sole sono sostituite da quelle dei lampioni della metropoli New York, città che Sorolla visitò nei primi anni dieci. Il cuore del pittore batte però sempre per la Spagna. Gli ultimi suoi anni di carriera lo vedono infatti impegnato nel dipingere i costumi tipici della sua terra. Le figure estremamente realistiche delle sue ballerine di flamenco o dei suoi contadini della Mancha ci permettono di conoscere una Spagna ancora agricola e distante dalle luci ammalianti delle nascenti metropoli americane o dell’ammaliante Parigi.

Le sale di Palazzo Reale ci permettono di conoscere un maestro della pittura ma anche un pezzo di storia europea e non solo. I capolavori di Sorolla sono fonti per un’analisi sul nostro passato fatto di territori nemmeno troppi distanti geograficamente ma quasi agli antipodi dal punto di vista culturale.

La mostra è davvero un’occasione imperdibile. Non solo per conoscere uno dei giganti dell’arte a cavallo tra i due secoli scorsi, ma per comprendere un passato non poi così troppo lontano e che ha molti punti in comune con il nostro presente.

TAG: Arte, Impressionismo, impressionisti, Milano, mostre, Novecento, ottocento, pittore, pittura, Post-Impressionismo, quadri, Sorolla
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