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Il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità un nuovo decreto

| 19 Marzo 2022 | POLITICA

“Abbiamo preso provvedimenti importanti per dare risposte al Paese per la guerra in Ucraina: aiutiamo cittadini e imprese a sostenere i rincari dell’energia con attenzione ai bisognosi e alle imprese esposte”. Così il presidente del Consiglio Mario Draghi nella conferenza stampa convocata per illustrare i nuovi provvedimenti di contrasto al caro energia e agli effetti economici della crisi in Ucraina.

“Le risorse di questo provvedimento arrivano dalle aziende del comparto energetico: tassiamo una parte degli straordinari profitti che i produttori stanno facendo grazie all’aumento delle materie prime e ridistribuiamo questo denaro alle famiglie e alle imprese”, ha spiegato Draghi. “L’inflazione che osserviamo in Europa è dovuta all’andamento dei prezzi. Risolvere questo problema è complesso: bisogna risolvere il conflitto e diversificare le fonti”.

“Fino a fine aprile il prezzo alle pompe di benzina e gasolio sarà ridotto di 25 centesimi al litro”, ha spiegato Draghi annunciando le misure. “Aumentiamo da 4 a 5,2 milioni il numero delle famiglie protette dagli aumenti delle bollette, che pagheranno l’energia come estate scorsa. Abbiamo portato il tetto Isee da 8mila a 12mila euro, includendo 1,2 milioni di famiglie in più rispetto al provvedimento precedente”.

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Rispondendo a una domanda, il sottosegretario Roberto Garofoli, ha aggiunto che il decreto rafforza anche alcuni presidi riguardanti la sicurezza del sistema produttivo, interviene “sulla disciplina del Golden Power” nonché sul sistema 5g e sulla sicurezza informatica. Il provvedimento, infatti, prevede l’obbligo per le Pubbliche amministrazioni di “diversificare i prodotti di sicurezza informatica, in particolare gli antivirus, in particolare quelli legati alla Federazione Russa”, ha spiegato Garofoli.

Draghi ha detto che col decreto viene rafforzato anche il sistema di accoglienza per gestire l’afflusso dei rifugiati ucraini “che stanno aumentando e che ci aspettiamo che aumenti molto nelle prossime settimane”. Il ministro dell’Economia Daniele Franco è sceso più nel dettaglio: “Pensiamo di stanziare 400 milioni, un quarto destinato ai servizi sanitari per chi entrerà in Italia, e poi a lato stanziamenti per il sistema dell’istruzione per proseguire l’anno scolastico ma anche per accogliere nuovi eventuali alunni”.

Durante la conferenza stampa Draghi ha anche detto che “c’è la determinazione (di arrivare) al 2% del Pil” per quanto riguarda la Difesa e le spese militari. “Quando e come farlo è tutto da discutere ma è chiaro che anche su questo fronte, la risposta non può che essere europea”, ha precisato il presidente del Consiglio aggiungendo che lo sforzo maggiore in questo senso è quello del coordinamento. “L’Unione europea spende per spese militari 2 o 3 volte di quello che spende la Russia, eppure nessuno ha l’impressione che l’Ue abbia forze tali da poter contrastare nemici importanti. Evidentemente c’è un problema di coordinamento che attraversa tutta la filiera della difesa”.

L’altro settore dove, secondo Draghi, serve una risposta europea è quello energetico. “Le regole europee per la fissazione del prezzo del gas sono state raggiunte anni fa e rispecchiavano la situazione di allora, ma poi è cambiato tutto”, ha detto, spiegando che “occorre avere una risposta europea perché questi interventi sono difficili a farsi a livello nazionale”.

Secondo il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, questo aumento dei costi è “insensato” e “bisogna pensare a un sistema equo e intelligente per fissare il prezzo del gas” ed evitare speculazioni. Il ministro ha poi aggiunto: “La guerra ha dimostrato l’impellente necessità di diversificare le fonti e noi stiamo lavorando per farlo. Per quanto riguarda le misure attuali, abbiamo pensato di aumentare la produzione nei giacimenti già esistenti. Anche se noi decidessimo di aprire pozzi, questo richiederebbe numerosi anni. Teniamo conto che il gas avrà parabola di 10-15 anni come vettore di transizione, quindi le scelte andranno fatte con grano salis”.

Già nella mattinata, il presidente del Consiglio aveva parlato della necessità di sostenere le imprese e il potere d’acquisto delle famiglie, specialmente le più vulnerabili. “Abbiamo molte sfide comuni a cui vogliamo trovare risposte comuni insieme a tutti gli altri partner dell’Unione europea. La più urgente è quella sull’energia”, aveva dichiarato al termine di un vertice con i leader di Spagna, Grecia e Portogallo a Villa Madama. “L’invasione ucraina ha aperto un periodo di forte volatilità sui mercati delle materie prime che si è aggiunta ai rincari”.

TAG: consiglio dei ministri, Decreto, energia, Mario Draghi
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