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Via libera definitivo al decreto attuativo dell’Assegno unico

| 26 Dicembre 2021 | ECONOMIA

Il 23 dicembre il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo al decreto attuativo dell’Assegno unico. Il testo, che ha ricevuto il parere favorevole delle commissioni parlamentari, è passato senza modifiche. Da gennaio sarà quindi possibile fare domanda per ottenere l’Assegno universale per i figli e da marzo inizieranno le erogazioni. Ecco come funziona.

L’Assegno unico è il meccanismo di sostegno che cambia profondamente l’aiuto che lo Stato riconosce alle famiglie con figli. A differenza della prima sperimentazione, non ci sarà una soglia sopra la quale non arriverà il contributo, che è quindi ‘universale’.

La misura parte a gennaio ma arriverà concretamente a marzo, quando scatteranno anche i benefici della nuova Irpef a quattro aliquote e, con un conguaglio, si recupereranno gli sconti previsti per i due mesi precedenti.

La data di marzo è indicata in chiaro per l’Assegno unico mentre per la nuova Irpef a quattro aliquote il ‘mini-rinvio’ sarà dovuto a ragioni tecniche, per adeguare i software con i quali le aziende compilano le buste paga.

L’Assegno unico, già operativo in via sperimentale per i lavoratori autonomi, scatta dal settimo mese di gravidanza e vale fino ai 21 anni d’età.

Sono 11 milioni gli assegni stimati dall’Inps per circa 7,3 milioni di famiglie, con un importo compreso tra 50 euro e 175 euro mensili in base all’Isee, che andrà presentato con un’apposita domanda a partire da gennaio (ma per la quale c’è tempo fino a giugno prossimo, avendo diritto a recuperare anche quanto previsto da gennaio in poi).

Il beneficio medio annuo sarà di circa 1.000 euro. All’Inps però già prevedono che molti non presenteranno l’Indicatore della situazione economica equivalente, accontentandosi quindi della cifra minima. L’importo erogato andrà a scalare con l’aumento del reddito: da 175 euro mensili per Isee pari o inferiore a 15mila euro si scende man mano fino a 50 euro per Isee pari o superiore a 40mila euro.

Sono poi previste delle maggiorazioni (e nessuna soglia d’età) per le famiglie con i figli disabili: per i minorenni si riceveranno 105 euro al mese in più “in caso di non autosufficienza”, 95 euro “in caso di disabilità grave” e 85 euro “in caso di disabilità  media”. In presenza di maggiorenni disabili e fino a 21 anni si riceveranno 50 euro al mese in più, mentre oltre i 21 anni si continuerà a ricevere un assegno tra 85 e 25 euro. Maggiorazioni ci sono anche per le famiglie con 4 o più figli.

L’Assegno unico spetta a tutti coloro che risiedono in Italia, comprese le persone extracomunitarie che risiedono da più di 2 anni.

L’Assegno unico, che non concorre alla formazione del reddito complessivo, è compatibile sia con eventuali altre misure in denaro a favore dei figli, sia con il Reddito di cittadinanza.

Chi riceve il Rdc non dovrà fare domanda, ma gli verrà decurtata dalla quota spettante dell’assegno unico la quota per i figli prevista dal Reddito di cittadinanza. Inoltre è stata introdotta una condizionalità, in base alla quale “se il secondo genitore non interviene a completare la domanda, il primo genitore, ovvero il richiedente, riceverà solo il 50% dell’assegno”. I pagamenti avverranno mensilmente a partire da aprile 2022.

TAG: assegno unico, Decreto, figli
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