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Vertice internazionale a Parigi sulla Libia

Draghi: "Garantire libere elezioni. Ue trovi accordo su migranti"
| 13 Novembre 2021 | EUROPA

In Libia “è importante che le elezioni si svolgano il 24 dicembre in modo simultaneo, presidenziali e parlamentari. Ma per farlo occorre una legge elettorale. E’ quindi mio auspicio che questa legge vanga fatta con l’accordo di tutti che lavoreranno insieme non nelle prossime settimane, ma nei prossimi giorni, perché è urgente per poter votare il 24 dicembre”.

Lo ha detto il premier Mario Draghi alla conferenza stampa finale del vertice di Parigi sulla Libia. Draghi, che ha preso parte all’incontro con i vertici di diversi Paesi, tra i quali il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera uscente tedesca Angela Merkel, ha fatto riferimento alle consultazioni messe in pericolo dall’instabilità nel Paese nordafricano.

Andare al voto, secondo il presidente del Consiglio “è la volontà chiara del popolo libico come dimostra la registrazione di circa 3 milioni di elettori”. Un’opinione quella del premier italiano condivisa nel comunicato finale della Conferenza sulla Libia, che ha lanciato un appello per elezioni “libere” e “credibili” in Libia il 24 dicembre, minacciando sanzioni contro chi ostacolerà il processo elettorale.

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Da Draghi anche un appello a Bruxelles sulla questione migranti. “Questi sbarchi continui in Italia rendono la situazione insostenibile: l’Ue deve trovare un accordo su questo fronte. Noi stessi – ha aggiunto il premier – dobbiamo riuscire a investire di più in Libia, a spendere più denaro per creare condizioni più umane” sul fronte dell’immigrazione “che spesso non ha origine in Libia ma dai Paesi vicini”.

A Parigi, prima dell’inizio della Conferenza, Draghi ha incontrato il presidente del Consiglio dei ministri del governo di unità nazionale della Libia, Abdel Hamid Dabaiba, presso l’Ambasciata d’Italia a Parigi. Nella capitale francese presente anche il presidente del consiglio presidenziale libico Moahmed Al Menfi.

Dabaiba e Menfi fanno parte del governo ad interim, creato nello scorso febbraio, con l’obiettivo di guidare la Libia alle prossime elezioni presidenziali e parlamentari fissate per il 24 dicembre. La  formazione del nuovo governo ha messo fine all’esistenza di due governi diversi – uno a ovest, con sede a Tripoli, e uno a est, nella regione della Cirenaica – che si erano combattuti per anni in una sanguinosa guerra civile. Negli ultimi mesi però non sono mancati i dissidi proprio tra i due esponenti del nuovo governo.

“La presenza dei due copresidenti libici della Conferenza, Menfi e Dabaiba, significa che loro hanno fatto proprio il percorso verso la stabilità, lo hanno discusso, concordato con tutti noi”, ha detto Draghi. La presenza di Menfi e Dabaiba “è la dimostrazione che sono pronti a lavorare insieme verso appuntamenti molto complicati – ha continuato il premier italiano – ma per i quali abbiamo fiducia che si risolveranno nel miglior modo per la Libia“.

Il presidente del Consiglio, nel corso della conferenza stampa conclusiva del vertice internazionale sulla Libia a Parigi, ha inoltre parlato di “riaccostamento” tra le posizioni di Italia e Francia sulla Libia. “Le nostre posizioni si sono molto avvicinate”, ha dichiarato il premier parlando al fianco del presidente Emmanuel Macron, aggiungendo che se “non si va d’accordo non si aiuta la Libia“.

La sintonia tra Macron e Draghi è dimostrata anche dalle dichiarazioni simili nel corso della Conferenza. Il presidente francese ha ammonito Russia e Turchia affinché ritirino i loro mercenari della Libia “senza ulteriore ritardo”. Secondo Draghi “il  ritiro di alcuni mercenari stranieri prima delle elezioni aiuterebbe a rafforzare la fiducia fra le parti”.

Macron, esprimendosi al fianco di Draghi e di Angela Merkel durante la conferenza stampa conclusiva del vertice internazionale nella capitale francese, ha parlato di un’azione europea “perfettamente allineata” e “coordinata” sulla Libia. Macron ha ribadito che bisogna restare impegnati “per elezioni libere, imparziali e trasparenti”.

La Conferenza di Parigi ha dunque espresso “pieno sostegno” al Piano d’Azione “per il ritiro di mercenari, foreign fighter e forze straniere dal territorio libico, sviluppato dalla Commissione congiunta 5+5, come primo passo per la piena applicazione del cessate il fuoco del 23 ottobre 2020”. Lo si legge nel comunicato finale della Conferenza che aggiunge, in una postilla, che la Turchia ha tuttavia “espresso riserve sullo status di forze straniere”.

In passato Ankara ha dispiegato truppe regolari nell’ovest della Libia, su richiesta dell’allora governo, per proteggere Tripoli dall’offensiva del generale Khalifa Haftar, ed al momento è poco propensa a ritirare i propri militari dal Paese. Alla Conferenza di Parigi, la Turchia si è presentata soltanto con il viceministro degli Esteri, Sedat Onal.

TAG: Draghi, Libia, Macron, Merkel, Parigi
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