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In migliaia a Glasgow alla marcia del clima

| 7 Novembre 2021 | AMBIENTE

“Insieme siamo forti, e possiamo far sì che il cambiamento avvenga”. Vanessa Nakate riassume così, alla fine della giornata, il senso della Marcia per il clima che Fridays for Future ha organizzato ieri a Glasgow, dove si sta svolgendo la Cop26. Almeno 100mila persone (250mila per gli organizzatori) hanno sfilato per la città scozzese, con musica e cartelli. Il gruppo del partito Comunista è stato fermato dalla polizia e deviato in una strada laterale. Una persona è stata arrestata. Il pezzo di corteo successivo è stato bloccato dai tafferugli, ma è poi ripartito.

Il corteo ha attraversato la città per 4 km. Presente anche Greta Thunberg, che ieri ha però preferito non parlare.

Il corteo è stato diviso in più blocchi con i manifestanti che hanno sfilato sotto una sottile pioggia e il vento gelido. In contemporanea con Glasgow, in tutto il mondo si sono tenute manifestazioni, che hanno raccolto milioni di persone.

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“Le parole dei leader non sono accompagnate dai fatti”, “basta con questi vertici senza significato, servono azioni concrete”, e servono “adesso”, ha detto Vanessa Nakate, giovane attivista ugandese impegnata nella battaglia sui cambiamenti climatici assieme a Greta, rivolgendosi alla folla dal palco di Glasgow. In gioco “non ci sono delle statistiche”, ma il futuro degli “esseri umani”. “Insieme siamo forti – ha concluso – e possiamo far sì che il cambiamento avvenga. Un altro mondo è possibile”.

Tanti i cartelli e gli striscioni dei manifestanti in cui si chiede “giustizia climatica”. “Vogliamo che i governi agiscano”, ha detto Jaline. Ed Amy: “Vogliamo il cambiamento, per noi e per i bambini”. “Dobbiamo fare pressione sui governi, siamo qui per questo”, ha concluso Rory.

Forte la presenza dei sindacati britannici e delle rappresentanze dei Paesi meno sviluppati. Numerosi i cartelli con la scritta “Climate refugees welcome”. Alla marcia di Glasgow c’è stata gente di tutte le età, anche se la prevalenza è stata di giovani. Fred, 66 anni, è venuto dalla Pennsylvania e ha portato un cartello che chiede green jobs. “Voglio sostenere il cambiamento – ha detto – Serve un cambio di sistema. Bisogna fermare la produzione di carne”.

Alcuni manifestanti sono arrivati con un enorme pallone a forma di unicorno. Fiona, 62 anni, inglese della Cumbria, ha spiegato di essere vegana e che “l’agricoltura è la principale fonte di emissioni, dobbiamo smettere di mangiare carne. Dobbiamo cambiare noi i nostri comportamenti, non possiamo aspettare i governi”.

Proprio alla Cop26 di oggi sono stati raggiunti tre accordi che coinvolgono Stati e agricoltori con 45 governi, guidati dal Regno Unito, che si impegneranno a investire complessivamente 4 miliardi di dollari in azioni per proteggere la natura e passare a sistemi agricoli più sostenibili.

Circa un quarto delle emissioni mondiali di gas serra viene dall’agricoltura, dalle foreste e da altri usi del terreno, e questo comporta la necessità di una riforma urgente del modo in cui si coltiva e si consuma il cibo, per fronteggiare il cambiamento climatico.

I 4 miliardi di dollari di investimenti pubblici che gli Stati si impegnano a mobilitare nell’innovazione agricola saranno spesi nello sviluppo di sementi resistenti al cambiamento climatico e in soluzioni per migliorare la salute del suolo, oltre che nel rendere disponibili queste innovazioni agli agricoltori di tutto il mondo.

Il 5 novembre, invece, Greta Thunberg, promotrice dei Fridays for future, aveva parlato della Cop26 come di un “fallimento”, “bei discorsi”, “parole vuote” e “bla bla bla”.

TAG: clima, Cop26, Glasgow, marcia
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