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Sul clima Draghi lancia l’allarme: “Non c’è più tempo”

| 18 Settembre 2021 | AMBIENTE

“È necessaria un’azione convinta e determinata. La trasformazione è gigantesca, e non c’è tempo, i costi che i nostri cittadini subirebbero sarebbero immensi”, queste le parole ha detto il premier Mario Draghi nelle dichiarazioni congiunte al termine del vertice Eumed di Atene. “Esprimo solidarietà al premier Mitsotakis per gli incendi di quest’estate. L’esperienza che abbiamo vissuto, con incendi dalla Turchia è forse la lezione migliore, per procedere nella lotta al cambiamento climatico”, ha aggiunto Draghi. Il presidente del Consiglio ha inoltre sottolineato Il ruolo dell’Ue definendolo “centrale nella dimensione della difesa europea”. Secondo il premier la crisi in Afghanistan ha mostrato la necessità “di un rafforzamento della sovranità europea e uno degli aspetti è quello della difesa. Anche su questo fronte non c’è molto tempo da aspettare”.

Draghi si è soffermato anche sulle conseguenze non solo ambientali del cambiamento climatico e delle azioni messe in campo dai governi per ridurre l’inquinamento. “Dobbiamo considerare che una transizione” ecologica “così grande e rapida comporta anche costi economici e sociali immensi. Da un lato siamo determinati a percorrere questa transizione, dall’altro siamo determinati a proteggere, specialmente i più deboli, dai costi sociali che, come abbiamo visto ora con l’aumento delle bollette, potrebbero essere veramente significativi”.

Sempre sulla transizione ecologica, secondo Draghi “c’è un ruolo fondamentale dell’Ue e della commissione. Per tanti motivi. Uno è che i Paesi Ue sono in posizioni di partenza diverse: i Paesi del Nord, rispetto a quelli del Sud, dipendono meno da certi idrocarburi. E poi c’è un altro motivo per cui la commissione è centrale ed è il suo potere d’acquisto. Nella seconda fase della campagna acquisto dei vaccini la commissione Ue è stata straordinaria: una delle cose di cui si è parlato è cercare di vedere se questo ruolo di acquirente collettivo dell’Ue può essere esteso ad altre esperienze”.

Poco prima, il premier era intervenuto con un videomessaggio al Forum delle Maggiori Economie sull’Energia e il Clima (Mef), promosso dal presidente Usa Biden:  “Con l’accordo di Parigi ci siamo impegnati a contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali. La maggior parte dei nostri Paesi ha rinnovato questo impegno nelle recenti riunioni del G20. Tuttavia, dobbiamo essere onesti nei confronti di noi stessi: stiamo venendo meno a questa promessa. Se continuiamo con le politiche attuali, raggiungeremo quasi 3 gradi di riscaldamento globale entro la fine del secolo” con “conseguenze catastrofiche”.

Le conseguenze del surriscaldamento globale, ha sottolineato Draghi, sono già evidenti: “Gli effetti dei cambiamenti climatici sono già molto chiari. Negli ultimi 50 anni, il numero di disastri legati ad eventi meteorologici si è quintuplicato. Gli incendi stanno divorando le foreste, dalla California all’Australia. E dalla Germania alla Cina, stiamo assistendo a inondazioni sempre più devastanti. L’Italia sta fronteggiando l’innalzamento del livello del mare a Venezia e lo scioglimento dei ghiacciai sulle Alpi”. E allargando lo sguardo oltre l’Italia, il premier ha aggiunto: “Gravi carenze idriche e siccità sono fenomeni sempre più frequenti e colpiscono in maniera sproporzionata alcuni Paesi tra i più poveri del mondo, ad esempio in Africa”.

TAG: cambiamento climatico, clima, Draghi, Eumed, summit
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