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Polizia Postale indaga sui No Vax per le minacce su Telegram

| 2 Settembre 2021 | SALUTE

In queste ore la Polizia Postale sta monitorando i canali Telegram legati in particolare ad ambienti dei “No Vax“. L’obiettivo delle indagini è quello di vigilare contro la diffusione illegale di contatti privati di persone finite nel mirino di alcuni gruppi, oltre a identificare i responsabili di minacce ed eventuali episodi che possano profilare il reato di istigazione a delinquere.

“C’è in corso un’investigazione piuttosto complessa, gli iscritti ai canali sono tantissimi. Stiamo lavorando per oscurarli e identificarne il più possibile”, ha dichiarato la direttrice della Polizia Postale, Nunzia Ciardi. “Seguiamo attentamente la situazione fin dall’esordio e controlliamo i gruppi con le difficoltà connesse al fatto che Telegram è una piattaforma che non ha sede in Italia. Ci sono quindi anche difficoltà connesse alla legislazione applicabile”, ha aggiunto.

Ciardi ha poi spiegato che tra i reati all’attenzione della Polizia Postale c’è anche quello “di istigazione a delinquere con l’aggravante dell’utilizzo di mezzi informatici con finalità terroristiche”. “La stessa Procura di Torino ha incardinato un fascicolo dove si ipotizza questo reato”, ha aggiunto.

“Stiamo monitorando anche gruppi su Facebook e WhatsApp – ha aggiunto Ciardi -. Ma Telegram è sicuramente la piattaforma che consente il maggiore anonimato e offre maggiori opportunità a chi si vuole nascondere”. “Per questo dobbiamo dare un nome e un volto a chi scrive una determinata frase, ad esempio di minaccia: non è una cosa immediata, bisogna incrociare una serie di dati per arrivare a delle identificazioni, a cui contiamo di arrivare il prima possibile. Lavoriamo in sintonia con tutte le articolazioni della polizia, in particolare con la Digos e l’ordine pubblico per condividere più informazioni possibili”, ha spiegato la direttrice della Polizia Postale.

“Negli ultimi giorni il fenomeno è aumentato annunciando grandi mobilitazioni. Ma in queste ore la strategia di contrasto messa in campo dal Viminale ha già avuto un suo effetto”, ha poi dichiarato la direttrice della Polizia Postale. Riguardo ad un eventuale profilo dei possibili indagati, Ciardi ha spiegato che “a quel che si intuisce, anche vedendo le varie posizioni, è una galassia trasversale. Questi utenti minacciano fisicamente le persone, dicono di inserire indirizzi o numeri di telefono e creare una sorta di lista di linciaggio, che potrebbe essere foriera di atti di violenza”.

TAG: #no-vax, Polizia Postale, Telegram
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