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Proroga e nuova procedura per favorire il risanamento

| 7 Agosto 2021 | ECONOMIA

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che introduce misure urgenti in materia di crisi d’impresa e di risanamento aziendale. Il decreto apporta correttivi alla disciplina vigente, rinvia alcune misure e introduce nuovi strumenti di supporto alle imprese in difficoltà.

La principale misura introdotta è la composizione negoziata della crisi. La misura punta alla ristrutturazione ed al risanamento delle aziende, non ad una procedura fallimentare. La sua entrata in vigore è prevista per il 15 novembre 2021. La misura si aggiunge alla proroga dell’entrata in vigore del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, slittata a maggio 2022, e delle procedure di allerta, rinviate al 2024.

A tal fine viene  introdotta una nuova figura, quella del “negoziatore”. Si tratta di professionisti dotati di esperienza nella gestione delle crisi. I professionisti sono iscritti in un elenco apposito e dovranno avere gli stessi presupposti previsti dall’art. 356 del Ccii, per cui commercialisti, avvocati e consulenti del lavorosono ancora una volta in pole position, ma dovranno essere in regola con la formazione professionale che un decreto del Ministero della giustizia stabilirà entro 30 giorni.

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L’elenco degli esperti per la composizione negoziata per la soluzione della crisi d’impresa sarà composto da iscritti all’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili o all’albo degli avvocati da almeno cinque anni che possono documentare precedenti esperienze nell’ambito della crisi d’impresa e della ristrutturazione dei debiti o risanamenti aziendali, oltre al possesso dei requisiti formativi che saranno indicati dal ministero.

Potranno far parte dell’elenco anche gli iscritti da almeno cinque anni all’albo dei consulenti del lavoro che documentano di avere concorso, almeno in tre casi, alla conclusione di accordi di ristrutturazione dei debiti omologati o di accordi sottostanti a piani attestati o di avere concorso alla presentazione di concordati con continuità aziendale omologati.

Possono, infine, essere inseriti nell’elenco coloro che, pur non iscritti in albi professionali, documentano di avere svolto funzioni di amministrazione, direzione e controllo in imprese interessate da operazioni di ristrutturazione concluse con piani di risanamento attestati, accordi di ristrutturazione dei debiti e concordati preventivi con continuità aziendale omologati, nei confronti delle quali non sia stata successivamente pronunciata sentenza dichiarativa di fallimento o sentenza di accertamento dello stato di insolvenza.

Per attivare la composizione negoziata, che diventerà operativa dal prossimo 15 novembre, bisognerà presentare domanda alla Camera di Commercio di competenza per territorio che nominerà un esperto indipendente. Questa figura avrà il compito di agevolare e mediare le trattative fra impresa, creditorie altri stakeholders, ad esempio i lavoratori.

Verrà istituita una piattaforma telematica nazionale ai fini dell’accesso alla composizione negoziata. Conterrà una lista di controllo con le indicazioni operative per la redazione del piano di risanamento e un test pratico di auto analisi per la verifica della ragionevole perseguibilità del risanamento accessibile da parte dell’imprenditore e dei professionisti dallo stesso incaricati. La  piattaforma telematica nazionale servirà anche per la nomina dell’esperto.

Il decreto legge prevede poi modifiche alla legge fallimentare (l.f.). Viene corretto, nuovamente, l’articolo 180 della l.f. chiarendo che l’omologazione del concordato preventivo può avvenire anche in mancanza di adesione dei creditori pubblici, che significa non considerare il voto negativo se questo non è basato sulla convenienza della proposta del debitore. In questo modo viene immediatamente recepita la giurisprudenza dei principali tribunali italiani, formatasi da gennaio scorso.

Viene rinviato il Titolo II sulle misure di allerta al 31 dicembre 2023, per sperimentare prima l’efficacia della composizione negoziata e avere il tempo di rivedere i meccanismi di allerta contenuti nel codice della crisi d’impresa.

TAG: covid, crisi, Imprese
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