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Perquisizioni negli uffici di un ente beneficenza e della diocesi sarda

Il Cardinale Angelo Becciu indagato per appropriazione indebita
| 10 Giugno 2021 | INCHIESTE

La polizia ha perquisito gli uffici di un ente di beneficenza e diocesi sardo per conto dei pubblici ministeri vaticani che stanno indagando su un cardinale, un tempo potente, con l’accusa di appropriazione indebita.

Gli avvocati del cardinale Angelo Becciu hanno affermato in un comunicato che tutta la documentazione sequestrata servirebbe solo a “confermare l’assoluta correttezza del comportamento” di Becciu, dell’ente benefico e della diocesi di Ozieri.

Papa Francesco ha licenziato Becciu come capo dell’ufficio di santificazione del Vaticano e lo ha spogliato dei suoi diritti e privilegi come cardinale a settembre, nel mezzo di un giro di vite sulla cattiva gestione finanziaria e la corruzione nella Santa Sede.

Becciu ha detto che il Papa aveva citato la documentazione che il Vaticano aveva ricevuto dalla Guardia di Finanza che indicava che Becciu aveva sottratto circa 100.000 euro in fondi della Santa Sede donando i soldi a un ente di beneficenza gestito da suo fratello.

Becciu ha ammesso di aver fatto la donazione ma ha negato qualsiasi illecito, dicendo che il denaro era per l’ente di beneficenza, non per suo fratello. Ha osservato che in qualità di capo del personale della segreteria di stato vaticana, all’epoca, gestiva il vasto portafoglio di attività dell’ufficio, comprese le donazioni di beneficenza.

L’ente benefico Spes appartiene alla diocesi sarda di Ozieri, nel paese natale di Becciu, e il suo rappresentante legale è suo fratello. Non appena Becciu è stato licenziato, il vescovo di Ozieri, Corrado Melis, ha rilasciato una dichiarazione in cui affermava che la donazione della Santa Sede è stata ricevuta sul conto bancario diocesano ma non è mai stata spesa o inoltrata alla Spes in attesa di altri finanziamenti per un progetto edilizio di cui la Spes stava guidando.

Non è chiaro perché la ricerca di Spes e Ozieri sia avvenuta solo ieri, otto mesi dopo il licenziamento di Becciu, sulla base di quella che Papa Francesco ha detto essere un’indagine sulla donazione.

L’agenzia di stampa AdnKronos ha citato un mandato di perquisizione emesso il 3 giugno dal procuratore italiano Maria Teresa Gerace per conto del Vaticano affermando che la documentazione era considerata “indispensabile per suffragare l’ipotesi di sottrazione di fondi pubblici per cui Becciu è indagato”.

Becciu non è stato incriminato, e il suo caso è uno dei tanti che hanno messo in discussione la tattica dei pm del Vaticano. Mercoledì scorso, i pubblici ministeri sono stati criticati dai valutatori Moneyval del Consiglio d’Europa per, tra le altre cose, aver condotto un raid aggressivo contro l’unità di intelligence finanziaria del Vaticano nel 2019 in modi che hanno violato gli accordi di riservatezza con altri paesi.

TAG: Angelo Becciu, donazioni, frode, Vaticano
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