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Verso l’1%. Non è per tutti la crisi

| 7 Giugno 2021 | ATTUALITÀ

Con il passare degli anni sul pianeta Terra viene sempre più a marcarsi un netto distacco tra chi detiene le ricchezze e il conseguente potere e chi ne è succube. Sempre più una ristretta cerchia di persone si ritrova a gestire le ricchezze del pianeta.

L’1% più ricco della popolazione mondiale detiene più del doppio  della ricchezza netta posseduta da 6,9 miliardi di persone (vedi link).

Gamba The Lenk, Rocky G. Vox e Treble Lu Professore lo ribadiscono a gran voce nel singolo 1%. (vedi link)

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È strabiliante come ciò che sto vivendo nella quotidianità, illustri pensatori del passato già lo ribadivano secoli addietro, e cioè che chi si ritrovava in una situazione di soggezione finiva con il far la guerra con chi si ritrovava nella medesima situazione, senza aprire gli occhi e cercare il motivo che lo ha condotto in tale situazione, generata dai governanti che si sono avvicendati nel corso degli anni, cantavano i Pitura Frescka chi manovra le sorti del pianeta (vedi link)

Le crisi ci sono sempre state e sempre ci saranno e sono avvertite dalle fasce più deboli, non da chi detiene le redini e magari nei periodi di crisi arriva addirittura a guadagnarci di più o forse dovrei utilizzare il termine lucrare che più si addice perché molte volte si arriva ad approfittarsi dei più deboli per raggiungere e massimizzare i propri interessi.

Non è per tutti la crisi canta Jaka (vedi link). Proprio come afferma il buon Giacalone chi si ritrova a giostrare il “monopoli” del Pianeta  gioca con le vite di tutto il pianeta.  Basti osservare l'”impero” Berlusconiano con i numerosi canali tv acquisiti, le radio e dulcis in fundo piattaforme hosting per gestire siti Internet.

La pandemia in corso non ha fatto che peggiorare la situazione già esistente. Tra i più ricchi ritroviamo chi gestisce piattaforme di negozi online, siti di social network, vedi Zuckemberg che con l’acquisto di Instagram e Whatsapp ha concentrato su di sè un monopolio, quello dei social network e della messaggistica più utilizzata ad oggi.

Da ciò ne deriva non solo una questione economica, ma di gestione di dati e riservatezza, con le parole privacy e libertà che per quanto possano essere regolamentate vanno a farsi benedire. Per quanto possa sembrare assurdo e anacronistico, siamo sempre meno liberi nell’accezione più ampia di libertà e sempre più proiettati verso l’1%.

TAG: crisi
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