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Il punto della situazione sulla digitalizzazione delle imprese in Italia

Per restare al passo coi tempi e competere con l’estero, le imprese italiane sono chiamate a investire in tecnologie nuove e innovative.
| 27 Maggio 2021 | ATTUALITÀ

La pandemia di coronavirus ha accelerato la trasformazione digitale delle imprese italiane. Per restare competitive in un mercato dominato dalla digitalizzazione, urge che le aziende del nostro Paese investano nell’innovazione e nell’informatizzazione dei processi interni.

Per fare un esempio concreto e facilmente intuibile da parte di tutti si pensi alla dematerializzazione dei prodotti postali, che ha reso decisamente più semplice, comodo e rapido spedire lettere, raccomandate e pubblicità aziendale. In questo senso, è molto utile e vantaggioso quanto offerto da UfficioPostale.com, piattaforma di riferimento per i servizi postali online. Collegandosi al sito direttamente dal luogo di lavoro, è possibile spedire documenti, telegrammi, lettere promozionali e raccomandate con uno o più destinatari.

Il passaggio dall’analogico al digitale, come dimostra il caso appena citato, è la chiave dell’ottimizzazione dei processi aziendali. In Italia, tuttavia, il passaggio a una completa digitalizzazione delle imprese è ancora ben lontano dall’essere completato. A rivelarlo è uno studio frutto della collaborazione tra il Laboratorio Rise dell’Università degli Studi di Brescia e la società di consulenza IQ Consulting.

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Dalla ricerca, eseguita su un campione composto da 165 imprese (la maggior parte collocate nel nord della Penisola), emerge che il 40% delle attività produttive italiane non ha ancora sufficientemente investito nella digital transformation. Più nello specifico, l’indagine mostra che esiste ormai un divario tecnico importante tra chi ha intrapreso il percorso verso l’adozione di nuove tecnologie e chi è ancora fermo agli strumenti analogici.

La maggior parte delle imprese intervistate – specialmente come conseguenza dell’emergenza pandemica – ha dichiarato di aver adottato il telelavoro, trasferendo la quasi totalità delle riunioni e dei task su remoto. Soltanto il 10% delle attività coinvolte, tuttavia, è riuscito a passare in modalità smart la gestione e l’avanzamento della produzione.

Gli avanzamenti più importanti, secondo chi ha condotto la ricerca, devono pertanto essere ancora compiuti. Per acquisire una vera e propria maturità digitale, Le aziende italiane dovrebbero adottare tecnologie che consentano l’analisi dei dati, o che permettano di delegare una parte dei processi a strumenti che sfruttano i progressi della robotica e dell’intelligenza artificiale.

A frenare la crescita tecnologica delle PMI italiane è la scarsa presenza di competenze. Meno della metà delle risorse attualmente presenti sarebbe infatti in grado di sostenere l’accelerazione verso la trasformazione digitale. Serve quindi l’acquisizione di figure con conoscenze analitiche, tecnologiche e manageriali.

TAG: online, servizio postale
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