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La Coca-Cola da medicina a fresco drink

| 6 Maggio 2021 | CULTURA

L’8 maggio 1886 nasce la Coca-Cola in Georgia ad Atlanta, per opera del farmacista John Stith Pemberton, che sperimenta un prodotto utile per combattere il “mal di testa e la stanchezza”. Ma si ritrova in quella che poi diventa la bevanda analcolica più famosa del mondo.

John, infatti, spesso si cimenta in nuovi preparati e in questo caso usa il Vino di coca o Vino Mariani, che comprende vino e foglie di coca, ideato da un farmacista italiano Angelo Mariani, con un concentrato di Noci di Cola. La nuova miscela quindi, viene alla luce da una variazione della bevanda europea.

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Sembra comunque che Pemberton nelle sue ricerche, cercasse qualcosa per sostituire la morfina di cui fa uso, senza riuscirci. Semmai si rivela adatto per il blocco dello stomaco e qualche ruttino. L’alcol comunque, viene eliminato e usato “l’estratto delle noci di cola”, quindi restano i due ingredienti  da cui prende il nome come la conosciamo oggi. Le Foglie di Coca, da cui si estrae la cocaina e che dal 1903 viene privata della parte tossica e la Noce di Cola, che aggiunge la caffeina. In sintesi la celeberrima Coca-Cola.

Pemberton, ritiene che il preparato, possa funzionare per le emicranie e per la sua dipendenza. E nell’avviare la sperimentazione per un fortunato errore, con l’aggiunta dell’acqua gassata, scopre nel gradevole sapore, la possibilità di una buona bevanda dissetante. Intravedendo un affare, la vende, inizialmente con il nome “Pemberton’s French Wine Coca”.

Apre una società la Coca-Cola Syrup and Extract, ma è costretto a venderla alla spina, non avendo i mezzi per proporla in altro modo, oltre ai problemi di salute e non riuscendo a ricavarne un buon guadagno se ne libera. Il farmacista infatti, cede tutti i diritti ad Asa Candler, che rende la bibita un grande successo con la Coca-Cola Corporation. L’imprenditore inizia una campagna pubblicitaria e di marketing, con cartelloni affissi ovunque e l’imbottigliamento nel 1899, che segna la sua fortuna.

Qualche anno più tardi, nel 1919, la società si trasforma in una multinazionale “The Coca-Cola Company”, che produce anche altre bibite come la Fanta e la Sprite. E negli anni Venti nei bar americani è facile trovare la frizzante bevanda, servita a zero gradi, in un bicchiere specifico con ghiaccio. La bevanda viene confezionata in seguito, nella mitica bottiglia a forma di fava di cacao, creata da Alexander Samuelson ed Earl Dean.

Anche la pubblicità con l’immagine di Santa Claus, disegnata da Haddon Sundblom nel 1931, aiuta il marchio fissandolo in tutto il suo rosso nell’immaginario collettivo. Babbo Natale e la bottiglia sono i simboli di un’ascesa inarrestabile e planetaria. Tanto che le parole Coca-Cola e O.K., sono le più usate e conosciute e tra le tante imitazioni che si moltiplicano si ricorda la nota Pepsi.

La bibita arriva anche in Italia con stabilimenti a Milano, Genova e Roma negli anni Trenta e dal 1960 si diffondono le lattine tinte di rosse. In realtà le lattine vengono ideate per l’esercito, in quanto più facili da trasportare e anche da razionare. Si trasforma nel tempo in un marchio internazionale di successo, esportato, amato e consumato.

Inizialmente, comunque il colore della coca è verde, solo dopo viene aggiunto il caramello, che dona l’aspetto ambrato. Viene modificata anche l’etichetta dal verde al rosso usato nella pubblicità. Inoltre, i dettagli della ricetta, gli aromi restano a lungo segreti fino al 2018, quando Ida Grass svela la formula e l’ingrediente 7x di J. Pemberton. La ricetta comunque resta custodita in una cassaforte di massima sicurezza e si presume con qualche altro segreto, che spinge a una sete oscura e insaziabile.

La Coca-Cola, nata sotto il segno del Toro è la bevanda maggiormente conosciuta e venduta al mondo, con un fatturato di 22 miliardi di dollari all’anno e con circa   400 marchi diversi, diffusi in più di  Duecento Paesi. Attualmente solo a Cuba e nella Corea del Nord non si vende. E in Russia viene concessa dal 1985, per l’avversione del Governo Sovietico al capitalismo americano. Inoltre, sempre nel 1985 è stata creata una coca-cola, per essere consumata persino nello Spazio.

La bevanda prima usata come un medicinale, poi come un fresco drink, attualmente ha un valore di 73,1 miliardi di dollari ed è tra le tre aziende più grandi del mondo. Ancora oggi negli Stati Uniti lo sciroppo si può acquistare nelle farmacie per un dollaro.

L’8 del mese è l’anniversario della sua nascita, anche se la Coca-Cola esuberante festeggia ogni volta che si apre il tappo. Fresca, rigenerante, sembra non esserne mai sazi, una vera droga appunto, come suggerisce il nome e come un tempo si presenta. Amata e digerita da tanti, anche quando lo stomaco non lo permette, ma la mente la richiede.

D’altronde la Coca, “con tutte quelle bollicine” è gustosa, aiuta a digerire, tiene svegli, si usa anche per eliminare lo sporco, la ruggine e il grasso. E la possono bere tutti, bambini compresi. La Coca-Cola insomma, unisce tutti, il ricco e il povero, in un unico gusto irripetibile, accessibile e democratico, tanto da far dire all’estroso Andy Warhol:

“Una Coca-Cola è una Coca-Cola e non c’è denaro che ti consenta di berne una più buona di quella che sta bevendo un barbone all’angolo.”

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