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Fao, i legumi sono gli eco-alleati dell’uomo

| 11 Febbraio 2021 | SALUTE

Lenticchie, ceci e fagioli Bambara, ricorda la Fao, sono alimenti ad alto valore nutrizionale e, rispetto ad altre colture alimentari di base, hanno un prezzo di vendita più elevato, rappresentando un’importante coltura commerciale per i piccoli produttori. Sul fronte della sostenibilità i legumi sono noti per fissare l’azoto atmosferico, contribuendo ad arricchire il suolo di materia organica di alta qualità e ad aumentare la capacità del terreno di trattenere l’acqua.

Proprietà che consentono agli agricoltori di ottimizzare l’uso dei fertilizzanti e dell’energia nei sistemi arabili, con una riduzione anche delle emissioni di gas a effetto serra. Proprio per questo il 10 febbraio si celebra la Giornata mondiale dei legumi, alleati indispensabili nella lotta contro la povertà e a favore della sicurezza alimentare, della salute e della sostenibilità. A promuoverla dal 2019 è la Fao per sensibilizzare l’opinione pubblica a conoscere e consumare un ingrediente fondamentale nella dieta, ottima fonte di proteine e micronutrienti. Tema di questa edizione, infatti, è ‘Ama i legumi – per un’alimentazione sana e un pianeta sano’, con due eventi in programma il 10 febbraio a Roma e il 12 febbraio a New York con diversi interventi dal vivo e videomessaggi.

Festeggiamenti anche in Italia dove la manifestazione Terra Madre Salone del Gusto di Torino celebrerà la Giornata mondiale con la rete Slow Beans, che coinvolge produttori, cuochi e i sindaci delle città italiane coinvolte. I motivi per promuovere una dieta vegetariana sono di natura molto varia.

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Etici, ecologici e salutistici. Senza parlare del fatto che, negli ultimi anni, i medici ormai riconoscono i danni operati sull’organismo da un regime carnico. Un grande studio della Oxford university pubblicato dalla rivista Pnas, del 2019, che ha calcolato anche i risparmi in termini economici che si otterrebbero, parla chiaro: se tutto il mondo adottasse una dieta strettamente vegana si risparmierebbero 8,1 milioni di morti premature da qui al 2050, ma anche un cambiamento minore che limiti il consumo di carni rosse a circa 300 grammi alla settimana ne eviterebbe più di 5 milioni.

I ricercatori hanno elaborato quattro diversi scenari, uno di ‘business as usual’ in cui si mantengono le attuali tendenze in termini di dieta, uno in cui si limita la carne a 300 grammi a settimana aumentando l’apporto di frutta e verdura, uno strettamente vegetariano e uno vegano. Il maggior guadagno in termini di vite salvate, soprattutto per le minori malattie cardiovascolari ma anche per tumori e patologie legate all’obesità, verrebbe appunto dalla dieta vegana, seguita dalla vegetariana (7,4 milioni di morti risparmiate).

Queste due permetterebbero anche i maggiori vantaggi in termini di riduzione delle emissioni, del 63% per la dieta vegetariana e del 70% per la vegana, mentre quella ‘moderatamente carnivora’ le ridurrebbe del 30%. I benefici economici per i sistemi sanitari andrebbero dai 700 ai mille miliardi di dollari l’anno.

TAG: FAO, legumi, salute
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