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Renzi e l’Arabia. Dal Corriere sdraiato nessuna domanda “scomoda”

| 1 Febbraio 2021 | POLITICA

E’ uno dei nostri alleati più importanti”, dice Matteo Renzi, rivendicando la partecipazione all’evento con il principe ereditario saudita. Non un riferimento ai crimini di quello che lui stesso definisce “regime”, dalla repressione degli oppositori all’assassinio del giornalista Khashoggi fino al trattamento dei lavoratori migranti, da cui il basso costo del lavoro, che il piccolo fiorentino dice di invidiare.

Il tutto, dalle colonne di uno dei giornaloni, il numero uno in Italia, Il Corriere della Sera, intervistato da un’accondiscendente Maria Teresa Meli, da sempre simpatizzante del leader di Italia Viva. Talmente simpatizzante che si tiene lontana da qualunque domanda scomoda.

A partire dall’ dell’opportunità che un senatore della Repubblica si presti a partecipare, in piana crisi di governo, ad una conferenza il cui unico fine, anche a sua detta, è il guadagno in danaro. D’altra parte i 14 mila euro mensili sono spiccioli; il povero, piccolo fiorentino, dovrà pure trovare il modo per arrotondare. Complimenti vivissimi, esimio senatore Renzi!

Ma complimenti anche alla Meli, sdraiata ai piedi del piccolo fiorentino sin dai tempi in cui faceva parte del Pd. Forse adesso la collega intravede la possibilità di una risalita di Renzi, Dio non voglia.

“Il regime saudita è un baluardo contro l’estremismo islamico, la forza politica ed economica più importante dell’area. Temo che sia più un argomento per attaccarmi personalmente non riuscendo a rispondere sui contenuti“. Bè, in affetti, i suoi contenuti, che cambiano un giorno sì e l’altro pure, sono davvero complicati da attaccare.

“I diritti umani violati? Il brutale omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, di cui secondo l’Onu è stato mandante proprio il principe ereditario Mohammed bin Salman?” Fuffa, secondo Renzi, così come lo sarà la compartecipazione dell’Arabia Saudita nell’attentato delle Torri Gemelle.

L’impressione, insomma, è una: Renzi vive nel suo splendido mondo dei sogni, rischiando, però, visto il posto che ancora occupa, di arrecare danni gravissimi al Paese. Quanto ai colleghi, quelli dei giornaloni, più che informare, disinformano, perché sottostanti ai poteri di turno o ai politici che gli danno o hanno dato una grossa mano a diventare “firme” come si dice in gergo.

Come possiamo lamentarci, poi, se gli italiani sono sempre più, poco e male informati facendo trovare il Paese in mani via via politicamente più disastrose?

TAG: Arabia, Corriere della Sera, Danila S. Santagata, Danila Santagata, Maria Teresa Meli, Renzi
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