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Cosa votano gli incel? Nascerà un loro partito?

| 28 Dicembre 2020 | ATTUALITÀ

I celibi involontari in Italia sono in forte aumento. Sono maschi, eterosessuali e tendenzialmente giovani (la maggior parte di loro ha dai 18 ai 30 anni). Si ritengono, almeno una parte di loro, discriminati dal fatto di non trovare una partner. Sono uomini senza sesso (se si esclude la prostituzione e l’onanismo) e senza affetto, con cui ci si può imbattere sul web. Spesso nascosti dietro nick name, quasi a vergognarsi della loro condizione, se la prendono con la rivoluzione sessuale, colpevole di aver dato alle donne troppo potere, soprattutto in materia di scelta del partner (ipergamia).

Gli incel denunciano l’assenza di compagnia, invocano un diritto (contestato da molti) al sesso, rimpiangono la società pre-rivoluzione sessuale, nonostante questa abbia cambiato usi e costumi da parecchi decenni e fino a pochi anni fa la stragrande maggioranza degli uomini eterosessuali trovava comunque una partner con cui convivere e fare figli (tema, quest’ultimo, evitato dagli incel).

Alle loro richieste, la politica può dare risposte? Non essendo pochi, gli incel guardano ai partiti, ma risultano divisi tra loro. La condizione di incel copre tutto l’arco costituzionale, mentre “l’ideologia” incel, minoritaria, guarda molto a destra.

Su ilforumdeibrutti, portale frequentato da incel, è stato fatto un sondaggio politico. L’ago della bilancia degli incel è sembrato pendere leggermente a sinistra. Ci sono moderati progressisti, comunisti e no global, qualche centrista, berlusconiani, conservatori e reazionari.

Alcuni di sinistra risultano combattuti tra una convinzione politica che difende a spada tratta la rivoluzione sessuale e la loro condizione. Qualche incel si definisce apertamente femminista, accusando le donne di non essere loro femministe e di preferire l’uomo maschilista e retrogrado a quello rispettoso e sensibile. Altri, orientati a destra, accusano le donne di comandare nel nucleo familiare e di preferire l’uomo straniero al maschio italiano (nonostante in Italia siano più le coppie miste con uomo italiano e donna straniera). Su alcune questioni, tipo l’astio verso figure del veterofemminismo progressista come Laura Boldrini o Michela Murgia, sono però tutti d’accordo.

La politica però sembra non guardare a questa categoria. A destra non piacciono: sono considerati uomini poco virili, che si piangono addosso, tutto l’opposto del maschio alfa in grado di scegliersi la donna e provvedere alla famiglia. Si possono leggere molti commenti di utenti di destra che bollano gli incel come sfigati di sinistra che non sanno rimorchiare una donna. A sinistra forse è anche peggio che a destra: gli incel sono visti come reazionari, maschilisti se non addirittura potenziali violenti. Negli ambienti più liberal sono additati come uno dei mali della società, alla pari del razzismo o del bullismo.

Sui social si possono leggere commenti di utenti di destra che chiedono addirittura la castrazione chimica per gli incel, percepiti come disadattati e potenziali stupratori. Tesi curiosamente sposata anche da alcune femministe radicali. A sinistra c’è chi affronta il tema incel da una prospettiva sanitaria, valutandoli come malati da curare presso strutture psichiatriche.  Gli incel vengono quindi considerati come gli omosessuali di cento anni fa: dei malati da curare. Alcuni li additano a criminali e chiedono di istituire un reato apposito, seguendo il solco tracciato dal ddl Zan contro l’omofobia. Non manca chi considera gli incel omosessuali latenti che non riescono ad accettare la propria condizione e quindi si sfogano contro le donne, oggetto del desiderio degli etero, verso cui provano invidia.

Ci sono politici che hanno espresso la loro volontà di appoggiare gli incel o le loro rimostranze? Al momento no, se si parla di esponenti di primo piano. Abbiamo però politici nazionali che si sono definiti celibi involontari. Un esempio è Andrea Orlando, attuale vicesegretario del Pd. Orlando in alcune interviste ha dichiarato che non riesce a trovare, per diversi motivi, una compagna. Orlando è stato ministro dell’Ambiente e della Giustizia, si è candidato alla segreteria del Pd ed è il vice di Nicola Zingaretti. Un parlamentare di lungo corso, che non disdegna le comparsate televisive e ha un buon numero di follower sui social, fatica a trovare una compagna. Orlando è un cinquantenne di bell’aspetto, con uno stipendio da parlamentare e una posizione sociale senz’altro invidiabile: la sua condizione di celibe involontario smentisce la teoria LSM. Forse è particolarmente selettivo, sta di fatto che un esponente di primo piano della politica italiana non si sia vergognato di ammettere di faticare a trovare una compagna.

Un singolo caso può essere l’eccezione che conferma la regola: sono tanti i fattori personali che condizionano le scelte di un uomo o di una donna. Non tutte riconducibili a degli schemi o a teorie dal sapore postulare. Ma gli incel sono una realtà che vota e la politica dovrà prima o poi fare i conti con loro.

Sembra che nessuno voglia il voto degli incel o quantomeno di ingraziarseli. Forse perché molti incel non sanno di essere catalogati sotto questa dicitura o sono addirittura convinti di non esserlo. Il maschio italiano medio fa sesso con la propria sgraziata compagna pensando di stare con una Diletta Leotta, ride alle battute volgari contro la bruttona di turno dei film dei Vanzina, incurante che l’attrice sbeffeggiata è più attraente della sua partner. Si fa fatica ad ammettere la propria mediocrità, anche se rispettabile. Il lavoratore sfruttato da un’azienda, specie nelle società rampanti dell’ordocapitalismo, si convince di essere simile ai suoi superiori, per terrore di essere valutato come superfluo, per quieto vivere o per illudersi sulla sua condizione sociale.  Anni fa la presidente del Comitato Case Popolari Molise-Calvairate di Milano Franca Caffa spiegò che tanti inquilini dei casermoni Aler sono convinti di vivere in abitazioni simili a quelle della soap opera Beautiful. Si vive in un brutto posto convincendosi che sia bello; ci si fa sfruttare al lavoro convincendosi di essere imprenditori; si fa sesso con una brutta donna (o con un brutto uomo) convincendosi che sia bella/o. Perché, spiegava Caffa, il potere della televisione e della pubblicità con il loro mondo patinato ci hanno appannato la vista.

Alcuni incel hanno però cambiato visuale. Per i sostenitori della teoria redpill hanno aperto gli occhi, forse invece iniziano a giudicare il mondo in prospettiva diversa. Ed essendo in crescita, il loro voto può pesare. Per il momento restano in ombra, nascosti nel web, ma se vorranno cambiare davvero qualcosa o far sì che la politica si occupi di loro, devono per forza venire allo scoperto.

TAG: Andrea Orlando, femminismo, incel, politica, redpill
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