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Qualità della vita e Sanità: come le menzogne della politica riducono le città

| 18 Dicembre 2020 | ATTUALITÀ, CRONACA, INCHIESTE

Caltanissetta sprofonda penultima nella graduatoria sulla qualità della vita pubblicata in questi giorni da “Il Sole 24 ORE”. Al “tracollo”, certificato dalla graduatoria, si aggiunge, proprio in questo periodo di pandemia, anche l’inefficienza della gestione del servizio sanitario emersa dalle “denunce” pubbliche di Annalisa Petitto, giovane battagliera consigliere comunale di Caltanissetta nonché affermata penalista impegnata in Sicilia a difesa delle parti civili in svariati procedimenti penali contro mafia e corruzione nella pubblica amministrazione con la quale affrontiamo questi temi.

Avvocato Petitto, dopo avere appreso in questi giorni i dati de “Il Sole 24 ORE” che vedono Caltanissetta sprofondare nella penultima posizione della graduatoria delle 107 città capoluogo d’Italia, cosa ha pensato?

Sebbene non mi sia meravigliata del tremendo risultato, ho provato un immenso dispiacere per i miei concittadini. Caltanissetta, purtroppo, è sempre più “profondo nero”! Peraltro, i dati collocano Caltanissetta ultima tra le città capoluogo della Sicilia. L’incapacità ed il disimpegno della classe politica dirigente in merito alle problematiche socio-economiche, dimostrate da almeno vent’anni a questa parte, ha prodotto un inevitabile e gravissimo “tracollo”.

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La sua città è ultima in Italia nelle specifiche classifiche “ambiente e servizi”, “affari e lavoro”, “partecipazione alla formazione”.  Il tracollo è generale?

Caltanissetta, in questi anni – e sino ad oggi – non ha avuto la meritata attenzione ed il dovuto sostegno da parte delle rappresentanze parlamentari e di governo. E’ stata considerata, in tutte le “stagioni”, soltanto un serbatoio di voti per gli onorevoli di turno e di qualsiasi colore politico. Nessun progetto serio e concreto per lo sviluppo socio-economico è stato mai predisposto e realizzato per il nostro territorio. Titoli e promesse di “cambiamento”, slogan triti e ritriti, impegni per il futuro e potrei continuare con infiniti blà blà! E dopo ogni competizione elettorale ai cittadini sono rimasti soltanto i tristi ricordi degli “effetti speciali” dell’onorevole di turno che ha saccheggiato di voti la nostra città, illudendola ed ingannandola senza alcun ritegno.

 Mi pare di capire che non c’è tanta differenza tra la classe politica di “ieri” e quella di “oggi”?

Oggi, da ciò che emerge in modo plastico, larga parte della classe politica dirigente di Caltanissetta non ha saputo garantire risultati concreti al territorio. E’ sotto gli occhi di tutti come il tessuto economico-produttivo sia giunto ormai al collasso. La nostra rappresentanza parlamentare – ad eccezioni di qualcuno – è composta da chi immagina di vivere e campare di “rendite elettorali” e da altri onorevoli che pensano soltanto a come riscaldare la “poltrona” e gestire potere per mantenere il loro “serbatoio” di voti utilizzando, spesso, i vecchi metodi clientelari foraggiando i loro “amici” con incarichi di sottogoverno regionale e con ruoli e sotto-ruoli all’interno della pubblica amministrazione. La nostra classe politica dirigente – oggi più che mai – dovrebbe misurarsi per l’impegno concreto e per le risposte reali ed in tempi brevi da garantire al territorio. Tutto il resto – a partire dalla noiosa contrapposizione quotidiana per essere avanti o recuperare nei sondaggi – sono soltanto chiacchiere e propaganda di cui tutti siamo, da tempo, infinitamente stanchi. La classe politica deve misurarsi anche per la sua azione di trasparenza e di contrasto alle infiltrazioni mafiose ed alla sempre più dilagante corruzione, precondizione indispensabile a garanzia dei principi di legalità e di democrazia all’interno dei partiti politici e delle istituzioni.

Insomma, dobbiamo soltanto disperare o c’è qualche speranza?

Le confesso, nonostante l’evidente decadimento politico a cui assistiamo e che subiamo, che ho tanta fiducia per il futuro. Avverto nella collettività, in modo sempre più crescente, la volontà di “svoltare”. Mi auguro che presto possa emergere una nuova classe politica dirigente che si faccia carico del “profondo nero” di cui soffre il nostro territorio. Caltanissetta ha troppa ed urgente necessità di fare sentire la sua “voce” nelle sedi parlamentari e di governo. Deve concludersi, prima possibile, la “svendita” del nostro territorio. Nessun potente potrà mai fare svanire la possibilità di “riscatto” del nostro territorio!

Abbastanza chiara e netta come al solito. Insomma, abbiamo capito che lei per i “signori della politica” meriterebbe di stare in cima alla classifica degli “insopportabili”.

Siamo ultimi in Italia non per caso e per risalire devono cambiare uomini e metodi, non ci sono altre soluzioni, pazienza se da tempo anche ai “signori della politica” risulto essere “insopportabile”. Adesso, può starne certa, questa intervista contribuirà a farmi conquistare il podio più alto dell’antipatia. Sincerità per sincerità? Non ci soffro poi così tanto a risultare antipatica a questi “signori”. L’amore che ho per la mia città è così grande da darmi la forza di agire anche nella totale solitudine “politica” come, in questi mesi, è successo nelle battaglie contro i “centri di potere” della sanità pubblica di Caltanissetta.

Ha anticipato l’altro argomento dell’intervista. A che punto sono le sue “denunce” pubbliche contro i disservizi sanitari e la gestione dell’azienda sanitaria di Caltanissetta?

Le mie “denunce” pubbliche contro l’inadeguatezza e l’incapacità dei vertici dell’azienda sanitaria di Caltanissetta, rappresentano un “mezzo” per dare voce alle numerose e circostanziate segnalazioni che in questi mesi ho ricevuto (via telefono, mail, messaggi e social) da pazienti e loro familiari, medici ed operatori sanitari a qualsiasi livello, rappresentanti di organizzazioni sindacali e di associazioni, cittadini in genere – i quali avranno sempre il mio sostegno costi quel che costi – che da molti anni subiscono le gravi conseguenze di una “cattiva gestione” del servizio sanitario pubblico che, inevitabilmente, si riversa nelle prestazioni ospedaliere che devono essere erogate alla collettività.

Sarebbe il caso elencare, in sintesi, i disservizi più significativi per comprendere il grado di cattiva gestione della sanità pubblica della provincia di Caltanissetta.

Innanzitutto è opportuno evidenziare che i disservizi sanitari di cui ho ricevuto le segnalazioni riguardano, principalmente, l’ospedale S. Elia di Caltanissetta, molti dei quali già esistevano e che la pandemia ha solo ulteriormente aggravato. Chiariamo subito che l’ospedale di Caltanissetta, purtroppo, non ha un “centro covid” separato da tutto il resto, nonostante i fiumi di finanziamenti giunti e le strutture pronte ad essere utilizzate per fronteggiare esclusivamente la pandemia. I reparti covid sono all’interno dell’ospedale dove il personale medico ed infermieristico – di grandissima professionalità ed a cui va dato atto degli immensi sacrifici a cui è quotidianamente sottoposto – viene smembrato, svilito, costretto a lavorare in condizioni precarie e con turni massacranti. Un personale mai valorizzato per come merita. Aggiungo, in atto sono accorpati i reparti di ematologia ed oncologia, pneumologia chiuso, virologia smembrato, senologia trasferito, malattie infettive convertito. I concorsi per medici a tempo indeterminato sono bloccati, le graduatorie degli operatori socio assistenziali ed infermieri bloccate, le visite ambulatoriali rinviate alle calende greche, i posti letto realmente operativi nel reparto rianimazione covid sono stati otto fino al primo dicembre, intere famiglie recluse in attesa di esito tampone o provvedimenti di fine isolamento. A questo sintetico elenco devono essere aggiunte altre gravi criticità sempre oggetto di segnalazioni che ho ricevuto in questi mesi e che ricevo continuamente.

 Ha avuto un riscontro a seguito dell’atto stragiudiziale da lei trasmesso in questi giorni ai vertici dell’azienda sanitaria per conoscere gli atti relativi alla destinazione dei 300 dipendenti assunti a tempo determinato per l’emergenza covid?

Premetto che l’atto stragiudiziale si è reso necessario a seguito dell’immotivato diniego che ho ricevuto da parte del manager dell’azienda sanitaria alla mia legittima richiesta di accesso agli atti. A parere del manager non ho alcun diritto a potere visionare gli atti. Assurdo! Decisione che non sta nè in cielo nè in terra! Per tale motivo ho conferito specifico incarico all’avvocato amministrativista di mia fiducia, Alberto Marolda, che ha trasmesso ai vertici dell’azienda sanitaria un atto stragiudiziale ove sono evidenziate tutte le ragioni per le quali ho pieno diritto ad accedere agli atti, sia nella qualità di cittadina che di consigliere comunale. I “megadirettori” sono stati diffidati a riscontrare positivamente entro 15 giorni la mia istanza di accesso e nel caso di ulteriore diniego agirò davanti il TAR. Non mi fermo! La città deve sapere come sono stati utilizzati i 300 dipendenti, tra medici ed operatori sanitari, assunti esclusivamente per l’emergenza covid. L’Asp non è un’azienda privata! Sono troppi i disservizi e le disfunzioni subite dalla collettività anche in questi mesi di emergenza pandemica. Qualcosa, forse più di qualcosa, non “torna”!

Lei “denuncia” pubblicamente, vuole leggere le carte, riceve le segnalazioni dai cittadini. Mi sembra che ci siano tutti gli ingredienti per risultare “insopportabile” anche ai “potenti” della sanità pubblica di Caltanissetta.

La sanità è di tutti! I servizi sanitari devono essere erogati tutti e l’emergenza pandemica deve essere fronteggiata in modo adeguato. Qualche “potente”, pagato profumatamente con i soldi dei cittadini, dimentica che dirigere un’azienda pubblica significa essere a servizio della collettività! Una cosa è certa, per la salute dei miei concittadini non ci sarà mai niente e nessuno che potrà fermarmi, anche a costo di risultare a certi “signori” ancora più “antipatica”, “insopportabile”, quasi “odiosa”.

Toglierei “quasi”, no?

Se tolgo “quasi” è certo che a questi “signori” io risulti “odiosa”. Si, in effetti ci sta: penso a questi “megadirettori”, seduti nelle loro comode poltrone, super blindati dal “potere politico” (non solo dei partiti che governano alla regione), abituati ad osservare tutto e tutti dall’alto! E per i disservizi e le disfunzioni sanitarie hanno la soluzione sempre pronta: sistemare le “carte”, fare quadrare i “numeri” ed organizzare una massiccia campagna di comunicazione ricca di “effetti speciali”, “annunci” e rimbalzi di responsabilità.

Comunque, come in tutte le parti del mondo, periodicamente cambiano i “megadirettori”…

Dott.ssa Marcella Santino Direttore Sanitario ASP Caltanisetta

A Caltanissetta non è così. Pensi, da circa sette anni, ininterrottamente, il direttore sanitario dell’azienda provinciale è sempre la stessa persona, la dott.ssa Marcella Santino, mia concittadina. E, particolare di non poco conto, il marito della Santino ricopre il ruolo “chiave” di direttore della struttura complessa “cure primarie” ed altri importanti ruoli all’interno della stessa azienda sanitaria. Incredibile, ma vero! Ogni commento è superfluo! Cambiano tutti i governi, passano tutte le “stagioni”, ma il “megadirettore sanitario” Marcella Santino è sempre lì “attaccata” alla poltrona. E chi la muove! Bellezza! Il manager dell’azienda sanitaria, l’ing. Alessandro Caltagirone, di Palermo, da alcuni mesi guida anche la grande struttura sanitaria palermitana del Policlinico e, pertanto, si “divide” tra due grandi aziende sanitarie. E’ mai concepibile che proprio in questo periodo di emergenza pandemica l’assessore regionale della Sanità Ruggero Razza lasci la guida della nostra azienda sanitaria all’ing. Caltagirone impiegato a “mezzo servizio” tra Palermo e Caltanissetta? E’ mai concepibile che l’assessore Razza lasci ancora al suo posto la dott.ssa Santino? L’assessore Razza, prima possibile, intervenga e cambi i vertici dell’azienda sanitaria. Vogliamo una sanità che realmente si occupi dei pazienti, dei medici e di tutti gli operatori sanitari, “libera” da tutte quelle dinamiche che non siano soltanto ed unicamente il bene e la tutela della nostra collettività!

Un anno fa ci siamo fatti gli auguri per le feste natalizie e per il nuovo anno. A tutti i problemi pensavamo tranne che alla pandemia, chi lo avrebbe mai detto. Le festività natalizie di quest’anno sono diverse, per tutti, per tutto…

Abbiamo il dovere di crederci, esprimere tutta la nostra forza per superare il peggiore dei mali che da alcuni mesi colpisce non solo il nostro Paese ma tutto il pianeta. Trascorriamo queste festività natalizie all’insegna della fiducia nella certezza di vincere la sfida delle sfide, la partita della vita!

La seguiremo sempre ci conti. E’ sempre un piacere conversare con Lei. Auguri di Buon Natale e di un Nuovissimo Anno, davvero, a tutti e per tutto!

Come ci diciamo da qualche anno: alla prossima “puntata”. Vi seguo anch’io, sempre! E ancora complimenti per il suo prezioso impegno per la legalità e per l’azione sociale portata avanti con tanta determinazione. Buon Natale e Auguri per un Nuovissimo Anno anche a Lei, davvero, a tutti e per tutto!

TAG: Annalisa Petitto, Il Sole 24 ore, Sanità Caltanisetta
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