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Berlusconi PD: certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano

| 19 Novembre 2020 | POLITICA

Nella disperata concentrazione sui numeri veri e presunti generati dalla pandemia, non c’è spazio per l’attenzione alle trattative in corso nella suburra italiana in cui i politici si dimostrano gli squallidi servi di sempre. Servi dei propri finanziatori, servi della propria vanità, servi di un sistema che – è bene rassegnarsi – non sarà mai distrutto forte del sostegno determinato dei cittadini.

Ti distrai un attimo ed ecco, figuri che immaginavi consegnati al sarcofago della propria criminale esistenza, rifioriscono di colpo presso l’opinione pubblica. Silvio Berlusconi, onorato dalla credibilità che il presidente della Repubblica per primo non ha mai messo in discussione, occupa la scena nonostante morti, contagi, zone rosse e zone gialle!

Da qui la narrazione sfocia nel drammatico ma per noi italiani la relatività è più sacra della famiglia quindi, può essere percepita come esilarante convinti come siamo che, il costo dell’inerzia, sia a carico d’altri.

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In questi ultimi giorni, gli appelli di Berlusconi hanno superato i contagi da covid. Fra i più significativi: “Un anno bianco fiscale, con lo stop al pagamento di tasse e tributi, una politica di tagli fiscali” la sua ricetta per sopravvivere alla crisi in corso.

I suoi fedelissimi rilanciano l’appello sulla carta da pesce che chiamano giornale: “Si sente uno di loro, Silvio Berlusconi, e nella sua voce c’è la stessa ansia che si sente in quella di ristoratori, baristi, negozianti piegati da coprifuochi e lockdown striscianti”. Bastava dire al governo: “Facciamo fare a tutti quello che ho fatto io fino a quando non mi hanno beccato e condannato a 4 anni di reclusione”.

Di questi, 3 gli sono stati condonati grazie agli amici buoni del Partito Democratico che nel 2006, sotto il Governo Prodi, hanno promosso l’indulto per alcuni reati. Quelli commessi da lui ovviamente. E l’anno non condonato? Qualche ora al mese presso un centro medico dove raccontava barzellette agli anziani; la più  divertente quella sulla sua condanna a fronte di 368 milioni di dollari frodati al fisco si presume.

Intendiamoci, che il peso fiscale non possa gravare su molte attività colpite direttamente dalla crisi sanitaria in corso, è una verità inoppugnabile, ma coprire gli appelli  di Berlusconi da un velo di normalità è vergognoso. Vestire di normalità gli intrecci politici che vogliono passare dallo stato di clandestinità alla pubblica conoscenza, è altrettanto vergognoso.

Il perno principale di ogni “inciucio” è sempre quel PD intriso di misteri; ossequiato com’è dalla stampa, conserva,  agli occhi dell’opinione pubblica, la nobile aria di partito espressione dei più deboli e, protetto dalla magistratura nei giorni più bui, quando nomi  importanti rischiavano di creare grossi imbarazzi al partito, esce sempre pulito da ogni affare sporco.

Ed eccoli li, Bonnie e Clyde, pronti a colpire alla luce del sole dopo aver coperto di normalità ogni loro inciucio passato e presente grazie a quell’italiano medio che, di rispolverare la storia giudiziaria del nostro Paese, proprio non ne vuol sapere. Solo che a questo giro, potrebbe esserci un padrino d’eccezione a sancire l’alleanza: un M5S ormai senza identità, imborghesito dai palazzi e dalla diplomazia. Sordo agli appelli di Alessandro Di Battista che chiede equidistanza dai partiti.

Che sia troppo tardi o no per recuperare consenso e coerenza, è un problema degli elettori del Movimento. Di sicuro  è troppo tardi per avere uno scudo contro gli squali che avanzano pretendendo la gestioni di miliardi di fondi. Ammenoche’ il premier Giuseppe Conte non riesca, con quella capacità ormai nota di anteporre la propria faccia al resto, a fermare parte dello scempio.

Il PD dentro al governo garantirà la riuscita dell’altra parte dello scempio.

Nicola Zingaretti, nel tentativo di coprire tutto quello che ha fatto e che non ha fatto a capo della Regione Lazio, sembra vivere per questo grandioso momento: l’abbraccio governativo con l’amante di sempre e coi rigurgiti dello stesso: Meloni e Salvini.

C’è chi, all’interno del PD, definisce l’entusiasmo del Segretario la garanzia più solida per la trasparenza dell’operazione e qui, ci vorrebbe Totò “Ma mi faccia il piacere”. Basterebbe un po’ d’attenzione alle inchieste di Report, l’ultima in ordine di tempo, per capire quanto sia trasparente tutto ciò che riguarda Zingaretti e soci.

E, per tornare a Berlusconi, l’indifeso anziano incerato ed esposto al museo del ridicolo, cosa può voler dire averlo nel governo o in ruoli decisionali nella gestione dei beni pubblici? Ce lo dice la storia: nel 1994, con la scusa di detassare gli utili reinvestiti dalle imprese, fa risparmiare a Mediaset 243 miliardi di lire con la legge firmata Tremonti.

Nel 2002 vuole ed ottiene la legge che depenalizza i reati per falso in bilancio; 5 dei processi in cui è imputato vengono cancellati. Nel 2005 con la ex Cirielli annulla una serie di processi a suo carico e, per dormire più tranquillo, elimina il carcere per gli over 70.

Nel 2002 è artefice della maxisanatoria per evasori fiscali – dirà di averlo fatto per il popolo ma è Mediaset a beneficiarne più di tutti: evasione per 197 milioni di euro risolta con 35 e lo stesso Berlusconi, sana con 1.800 euro un’evasione di 301 miliardi di lire. Anche questo lo ha fatto per tutti noi.

Nel 2002 il Salva Milan: i club di calcio che hanno contratto debiti, possono spalmare su 10 anni la svalutazione dei cartellini dei giocatori. Il Milan risparmia 242 milioni. Sempre per il bene del popolo.

Questa è purtroppo solo una piccola parte delle leggi che hanno favorito la sua ascesa al potere politico ed economico e, facendo un po’ di calcoli, forse oggi qualche milione in più nelle casse dello Stato lo troveremmo senza tutti questi furti, frodi, mazzette ed appropriazioni indebite.

Un partito di governo onesto questo risponderebbe ad un delinquente che chiede di prendere parte alla gestione di fondi e di finanziarie. Ok! Ok! “onesto” e “PD” nella stessa frase fa ridere…

Tralasciando i rapporti con la mafia di Silvio Berlusconi comprovati dalla rete criminale che dalla Sicilia si estende ad Arcore ma, anche su questo, il PD se la gioca bene, “mafia capitale docet”.

Siamo sicuri che il coronavirus sia la minaccia più pericolosa per l’Italia?

 

 

 

 

 

 

TAG: Alessandro Di Battista, Giuseppe Conte, M5S, Nicola Zingaretti, PD, Silvio Berlusconi
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