adv-579
<< AMBIENTE

Tempa Rossa, Basilicata: cronaca di un disastro ambientale nel silenzio assordante dei media

| 5 Novembre 2020 | AMBIENTE

Passa ancora sotto silenzio la nube di idrogeno solforato e di benzene in Basilicata, a seguito dell’ennesima grossa fiammata di fumo nero proveniente dall’impianto Total di Corleto Perticara (“Tempa Rossa”), un Comune di poco più di tremila abitanti a circa un’ora di auto da Potenza. 

A Tempa Rossa, 50mila barili di greggio al giorno a pieno  regime, è stata edificata la piattaforma petrolifera su terra ferma più grande d’Europa. Il giacimento, scoperto nel 1989,  si trova nell’alta valle del Sauro, nel cuore della Basilicata. Ha una profondità di 5 chilometri e una capienza stimata di 480 milioni di barili di petrolio. Cinque dei sei pozzi attivi si trovano nel Comune di Corleto, il sesto è nel territorio di Gorgoglione.

Quello di mercoledì notte è l’ennesimo incidente presso i pozzi di Corleto Perticara. Nulla è stato comunicato dalla Total, nonostante la compagnia petrolifera si sia impegnata a dare informazione di eventuali incidenti o anomalie. E ancora una volta, nessuna traccia di questo incidente negli organi d’informazione nazionali.

adv-324

Notizia banale, irrilevante? Anche no. 

Perché nelle zone della Basilicata interessate da trivellazioni e raffinazioni petrolifere in provincia di Potenza, tra il 2011 e il 2014 i ricoveri per tumore maligno in età pediatrica (0-14 anni) sono aumentati del 48%. Quelli per cancro alla tiroide del  70% per gli uomini, del  56% per le donne. E mentre per la regione Basilicata l’aumento del tasso di mortalità è stato del 2%, Corleto Perticara ha registrato un balzo del 23%. I dati, elaborati dai Medici per l’Ambiente a partire da quelli forniti dall’ISTAT, dovrebbero attirare l’attenzione di tutte le testate nazionali, grandi e piccole.

A Tempa Rossa c’è una grande vasca di raccolta per le acque di strato, estratte insieme al greggio. Queste acque vengono separate dal petrolio e reiniettate nel sottosuolo. Quando piove, l’acqua esce dalla vasca e scende giù nei terreni  agricoli. La condotta che parte da Tempa Rossa 1 e arriva al Centro Oli passa a pochi metri da pozzi nei quali l’acqua è diventata color ruggine.  Nei terreni circostanti c’erano vigne, alberi da frutta. Oggi, sono tutti secchi. 

A Corleto Perticara, i composti cancerogeni nelle falde sono 130 volte superiori alla soglia di legge. Dalle indagini svolte nel 2015 su una dozzina di pozzi artesiani di privati locali, sono emersi  valori di cloroformio  oltre 20 mcg/l ,  con un limite di legge a 0,15; livelli di  bromodiclorometano, benzoapirene, benzoperilene, solfati, nitriti, manganese  fino a quasi 40 volte la soglia di legge; e ancora ferro, alluminio, boro, fluoruri e nichel. Dove finiscono queste sostanze, e con quali effetti?

A Corleto Perticara si trovano idrocarburi nel miele, metalli pesanti nelle carni e nel latte ovino. Molte pecore muoiono con il fegato e la milza spappolati, e molti agnelli nascono deformi. Perché l’acqua di molti dei pozzi dove si abbeverano gli animali da pascolo in questa zona è gialla, per la presenza di ferro, manganese, alluminio e altri metalli pesanti.

Secondo l’ARPAB (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente nella Basilicata) e le autorità politiche regionali, va tutto bene. Non vi è alcun legame tra attività petrolifera, inquinamento dei suoli e recrudescenza di malattie tumorali.

E in linea con la politica del “va tutto bene”, stamani Mario Montano, Sindaco di Corleto Porticara da settembre 2020, ha rassicurato i concittadini. Per un problema di ENEL, ha spiegato il Sindaco, si è verificato un blocco parziale dell’impianto della sezione di trattamento del gas: “L’evento è stato causato da un cavo della fibra ottica esterno all’impianto tranciato per errore durante alcuni lavori, con conseguente aumento della visibilità della fiamma in torcia. Per questo motivo ed ovviamente per ragioni di sicurezza, la produzione è stata ridotta al fine di limitare il fenomeno. Voglio rassicurarvi: dalle centraline di monitoraggio della qualità dell’aria non emergono anomalie in termini di emissioni”.

La misura proposta dalla Total – riduzione della produzione per limitare l’altezza della fiamma in torcia – è un inefficace déjà vu, un teatrino già visto. 

A fine luglio, a seguito delle frequenti fiammate della fiaccola in torcia di Tempa Rossa, l’assessore regionale dell’Ambiente della Basilicata, Gianni Rosa, aveva inviato alla Total una diffida  legata «all’ inosservanza rispetto a quanto concordato con la Regione in merito alle tempestive comunicazioni di ogni evento o anomalia”.

La Total aveva annunciato «di aver provveduto alla riduzione della produzione di greggio con conseguente riduzione del 30 per cento del volume di gas inviato alla torcia e conseguente abbassamento della fiamma». «Tali condizioni – veniva evidenziato in una nota della compagnia petrolifera – verranno mantenute fino all’effettiva produzione e trasferimento del Gpl al centro di stoccaggio e caricamento».

Ma già il 5 settembre, a seguito di intenso e cattivo odore, i cittadini di Corleto Perticara avevano nuovamente allertato i Vigili del Fuoco. Alla richiesta di chiarimenti, i dirigenti dell’impianto avevano spiegato che si trattava di eventi normali durante le prove di esercizio, e che il cattivo odore sarebbe stato avvertito dai cittadini per tutto il mese di settembre. In quell’occasione, i dirigenti avevano anche chiesto scusa per aver dimenticato di avvertire preventivamente la popolazione. E un’altra fiammata si è verificata il 18 ottobre. 

Ministro Costa? Se ci sei, batti un colpo.

TAG: #CorletoPorticara, #MarioMontano, #SergioCosta, #TempaRossa, #Total, Basilicata
adv-662
Articoli Correlati