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Antologia di Spoon River. La Morte che diventa Vita

| 19 Settembre 2020 | CULTURA

Quando la Morte si innalza a Lirica sublime

Spoon River, il Borgo rurale

Tra Grano, Famiglia e Chiesa

L’Antologia di Spoon River è una raccolta di poesie pubblicate da Edgar Lee Masters tra il 1914 e il 1915 sul quotidiano dello Stato in cui viveva, il Missouri.

Ritengo questo volume, un classico da leggere, per quanto poco conosciuto, almeno nei lettori più giovani.

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È una “summa” di epitaffi che rappresentano, condensati in pochi versi, la vita delle

persone defunte.

I loro desideri, le loro aspettative, le considerazioni sulla vita che hanno vissuto e a cui sono stati strappati più o meno prematuramente, più o meno a torto o a ragione.

E’ anche uno spaccato di una certa Società americana di inizio secolo, lontana dai fragori delle grandi metropoli statunitensi che, forse, cominciavano a scimmiottare lo stile di vita di quelle ben più blasonate europee.

La passione per le Lettere

Cresciuto in una famiglia borghese, Edgar Lee Masters ebbe modo di seguire le vicende professionali paterne , divenendo Avvocato.

Purtuttavia, ben presto, si appassionò allo studio dei classici.

Questo anche su consiglio di parenti ed amici che vedevano in lui un giovane non solo portato negli studi giuridici ma anche in quelli umanistici.

È scarna la biografia.

Del resto, poco appassionato alle cause legali, si inventò poeta, ma per vocazione.

Spese gli ultimi anni nell’indigenza, aiutato da amici compassionevoli.

Per quanto ebbe fama, se non postuma, con la sua “Antologia”, mai riuscì ad eguagliare quel successo nelle sue opere successive.

LA MANO DI CESARE PAVESE E FERNANDA PIVANO SU SPOON RIVER

Cesare Pavese ebbe un ruolo fondamentale nella trasposizione dell’opera in Italia.

Già negli anni ’40, stante il Regime fascista, si industriò nel far conoscere saggi e scritti poco tradotti della letteratura americana.

Pavese, finissimo conoscitore della lingua inglese e delle fatiche letterarie dei più grandi romanzieri anglo – sassoni dell’epoca, incaricò una sua giovane allieva, Fernanda Pivano, di adoperarsi al fine di tradurre e far conoscere alcuni scrittori, sopratutto statunitensi.

E memorabili risultano le sue traduzioni, per quanto oggi risentano, nel lessico, del passare degli anni e dell’evoluzione della lingua italiana.

“Adesso, per la prima volta, sulla base di una documentazione inequivocabile, conservata nel fondo Pivano della Fondazione Benetton di Milano, è emerso come lo scrittore piemontese, che s’ era innamorato della sua allieva e l’aveva spinta a tradurre Lee Masters, abbia dato un contributo fondamentale alla versione dall’ inglese di un’antologia che lui stesso aveva pensato di volgere in italiano.

Lo fece sia in termini di revisioni lessicali, sia nella stessa struttura del testo.

Il libro uscì, ma con il solo nome della Pivano, grazie all’impegno profuso da Pavese.”

© Massimo Novelli La Repubblica.

Due persone da ricordare tra le tante che dormono sulla collina……

Yee Bow

 

“Mi mandarono alla scuola della Domenica

In Spoon River

E tentarono di farmi abbandonare Confucio per Gesù.

Non mi sarebbe andata peggio

Se avessi tentato d’indurli ad abbandonare Gesù per Confucio.

Perché, senza preavviso, come se fosse uno scherzo,

sbucando alle mie spalle, Harry Whiley,

il figlio del sacerdote,

mi ficcò le costole nei polmoni

con una botta del suo pugno.

E adesso io non riposerò mai coi miei antenati in Pechino

E nessun figliuolo venererà la mia tomba”.

In questa lirica traspaiono alcuni aspetti insolitamente attuali.

La giovane età del protagonista malaugurato.

Forse uno dei primi immigrati che vuole integrarsi in un mondo aspro come poteva essere quello americano, di “frontiera”.

Più che l’atto violento del compagno, forse anch’egli inconsapevole, la presa di coscienza di una morte troppo prematura e l’impossibilità di una degna sepoltura nel paese d’origine, piegato ad una logica di obblighi scolastici.

Marie Bateson

Vedete la mano scolpita

con l’indice puntato al cielo.

È questa la direzione, non c’è dubbio.

Ma come si può seguirla?

Il Bene è astenersi dall’assassinio e dalla lussuria,

perdonare, beneficare gli altri, adorare Dio

senza immagini.

Ma in fondo queste non sono che cose esterne

Con cui più che altro si fa del bene a se stessi.

Il nocciòlo interno è libertà, è luce, purezza…..

Per me è finita,

trovate voi la mèta o fallitela, secondo la vostra visione”.

Questi, a mio parere, due esempi di “abbandono” nella morte.

E il Passante, il viandante che si ferma a rifiatare sulla tomba o a leggerne l’epigrafe, conosce, almeno parzialmente, colui che, prima della ripresa del cammino, gli comunica i suoi ultimi pensieri.

TAG: Cesare Pavese, Edgar Lee Masters, Fernanda Pivano, Spoon River
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