sabato, Settembre 19, 2020
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Gioventù Bruciata: Analisi di una difficile realtà giovanile

Da Colleferro a Matera sembra che ormai si tratti di "Allarme Sociale"

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Una serie di tristi vicende, che portano a delle importanti e amare riflessioni, non solo per ciò che riguarda la coscienza individuale di ogni singolo cittadino, ma anche per quella degli organi di governo per quanto riguarda la difficile realtà giovanile che sembra ormai destinata ad essere etichettata con quel famoso grido dell’Allarme Sociale a tutti i livelli.

I fatti di Colleferro e di Matera, sembrano dare le giuste risposte a proposito di un “Disastro Sociale” e dei risultati che fino a questo momento certa gioventù (non tutta per fortuna), ha dato e continua a dare.

L’omicidio del giovane Willy parte da un interrogativo che tutta l’opinione pubblica italiana si è posto: Chi sono i Fratelli Bianchi? Chi era quel giovane massacrato a calci e pugni fino ad ucciderlo? Chi sono i ragazzi di Matera? Senza dubbio, da un lato la stampa va a nozze, con nomi e cognomi e tralasciando la Gogna Pubblica, ci si imbatte nei profili degli autori  cercando di tirarne fuori il lato peggiore.

Osservandoli nelle loro pose da Gladiatori del Web e della Strada, la loro istruzione il loro” Forte del Potere”, li proietta verso un  Mondo che è  la loro ostrica con la perla dentro, quella perla del potere e della notorietà, della forza bruta e dell’indelebile “Credo della Strada: Chi mena per primo, mena due volte”.

Via, tutti incollati alla tv, per vedere e sapere chi fossero i Fratelli Bianchi, oppure per lanciarsi con la tastiera in mano, nei profili social dei fratelli Bianchi o dei protagonisti dello stupro del Branco di Matera.

La logica dell’opinione pubblica, come curiosare, commentare, insultare, gli autori dei fatti di Matera e Colleferro è quella di un atteggiamento “Sputasentenze“, dove in un “Cortile Multimediale”, racchiusi in una cornice medievale, noi Popolo del Web;  chiediamo la forca per gli arroganti e sanguinari delinquenti, bulli di turno.

Cosa non sappiamo dei Fratelli Bianchi? Cosa non sappiamo del Branco di Matera? Pensiamo di essere tutti educatori, leoni da tastiera, opinionisti che sparano ovunque usando l’arma della Moralità davanti ad un telecamera, senza sapere su quale livello è il nostro Grado Culturale.

No, non è un insulto, ma il vero Allarme Sociale è proprio questo: Il “Grado Culturale” che la società dell’era Hi Tech, ci ha trasmesso.

Se l’omicidio del giovane Willy a Colleferro trasmette i chiari segnali di alcuni giovani che soffrono, a dirla breve del Delirio di Onnipotenza e che la strada è il trampolino di lancio verso il Potere Assoluto, a Matera ci sono altre condizioni, nuove forme di pensiero individuate nei protagonisti dello Stupro di un Branco che in realtà non segue i codici comportamentali di Madre Natura.

Segue i codici di una nuova forma di linguaggio molto comune fra alcuni giovani del tessuto sociale contemporaneo. Sesso, denaro, potere e la frenesia di lasciarsi abbandonare “all’Ecstasi Miracolosa” di chissà quale intruglio.

Tra Matera e Colleferro, esistono due logiche di pensiero che hanno un unico fine: La legge del più forte, la legge del Branco, la legge del menare per primi che come risultato finale ha il raggiungimento del Potere del singolo, o di due singoli, leader del Branco e futuri capi di chissà quale organizzazione criminale. 

Qualcuno dal suo attico di Manatthan, ha descritto,  i tratti della “Scuola Allievi Giovani Camorristi“, ma, forse(senza nessuna polemica e tralasciando le pesanti critiche) noi tutti come cittadini e membri della società contemporanea, abbiamo dimenticato perchè, questi fenomeni criminali, che vanno dalle baby gang (scusate il minuscolo), fino alle cosche criminali vere e proprie, passando per un altro grande laboratorio, come il dilagante Bullismo, sono in costante aumento?

Il loro Step Evolutivo, è un qualcosa che inizia come un  percorso di crescita interiore, ma rivolto verso una forma mentis che sta nell’annientare l’altro, senza che lo Stato Sovrano, ponga delle rigide misure repressive.

La riduzione delle pene detentive, appare scontata per questa Gioventù che non è affatto ribelle, ma figlia di un Potere, legato alla necessità di avere tutto e subito, di curare il corpo e non la mente, di apparire fiera e muscolosa, pronta ad imporre uno Status Quo, punendo i malcapitati di turno.

Tutti siamo scossi, tutti siamo inferociti, tutti stiamo criticando, ingiuriando, i Fratelli Bianchi, i cantanti Trap di Matera, e chissà quale altro Mostro Contemporaneo che si è macchiato di un delitto dettato dall’Assoluta Onnipotenza e certezza di dettare le regole, verso coloro che giudicano sbagliato il suo modo di agire. Proprio come il Giovane Willy.

Alla fine che importanza ha se una madre reclama il proprio figlio? Che importanza ha se ci si ritrova con un figlio ammazzato, per un motivo banale? Adesso la stessa Opinione Pubblica si ritrova non solo a condannare la gravità dei fatti, ma a sentire le prese di posizione dei protagonisti: “Cosa ho fatto? Dovrò bere l’acqua del rubinetto?”.

Oppure: “Chiediamo l’isolamento”, la paura di quell’eterno codice criminale esistente all’interno delle patrie galere, dove la regola non ammette che si tocchino donne e bambini(?). Così, nel frattempo ci si chiede, dov’è il carcere duro, dove sono i programmi di educazione, che fine ha fatto, o se c’è mai stato, un Decreto Sicurezza unico e lineare.

Dopo, assisteremo a un Giorno in Pretura e magari rifletteremo sul Caso Cucchi, per raggiungere poi l’Apogeo nell’essere solidali con Stefano Cucchi. Io sto con Stefano Cucchi, io sto con Willy. Ma noi, come stiamo con Willy? Oppure con Cucchi?

E’ chiaro che i diritti umani, vanno tutelati per l’ennesima volta, ma deve essere altrettanto chiaro, che le pene detentive devono essere ancora più severe. La Flessibilità delle Leggi e l’apparato difensivo in sede legale, pare sia diventato lo strumento per la riduzione delle pene, accompagnato dalla buona condotta e niente più.

Noi figli e testimoni dei tempi che cambiano, torneremo alle eterne serate in compagnia dello stravagante Gossip di Barbara D’Urso, ascolteremo estasiati l’urlo di Mario Giordano che in una Catarsi Scalfariana griderà: “Non ci stò”. Lodevole, convincente, senza orma di dubbio. Ma i fatti lasciano a desiderare.

Il tempo, sarà testimone del nostro Cammino Sociale. Willy riposa in pace e quelle due quindicenni inglesi vittime del Branco, ricorderanno questo episodio per un bel pezzo.

Nel frattempo, noi Massa Amorfa e Primordiale, accenderemo lo schermo e saremo protagonisti dello Share che ha raggiunto il 25% di ascolti nel programma Non è la D’Urso, seguito a ruota dal Grande Fratello Vip, dove prenderemo a modello, i Flirt, le Griffe, le auto di lusso, le piscine i tatuaggi e l’eterna connessione WiFi con il mondo intero, attraversando gli oceani a bordo di lussuosi panfili, approdando su splendidi paesaggi in compagnia di Fedez o bellezze tropicali, sognando ed emulando il benessere materiale, esteriore, più che quello interiore.

La Società Contemporanea, segna la fine della Lotta di Classe, segna la fine dell‘Era Partitica e della Democrazia Libera ed Eguale, segnando un altro passo: La Crisi dei valori e di identità, la fine di ogni forma di vivere e convivere nel Libero Agire Sociale, nel totale rispetto dell’altrui dignità e l’inizio di una nuova era: L’Invasione degli Ultra Social e l’era del Narcisismo Globale Individuale accompagnato dal forte desiderio del Successo a qualsiasi costo.  Una Strada senza ritorno, che ci porterà in un lago senza fondo. 


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