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Il Senato autorizza il processo a Matteo Salvini

| 31 Luglio 2020 | POLITICA

L’Aula del Senato ha autorizzato il processo all’ex ministro Matteo Salvini per la vicenda Open Arms. I favorevoli all’autorizzazione sono stati 149, i contrari 141.

La Giunta per le autorizzazioni a procedere aveva deliberato il 26 maggio scorso di negare l’autorizzazione a procedere, ed era sulla relazione della Giunta che i senatori sono stati chiamati a votare. Quindi i favorevoli all’autorizzazione a procedere hanno votato “no” alla relazione della Giunta, mentre i contrari all’autorizzazione hanno al contrario votato sì.

Nelle dichiarazioni di voto in favore dell’autorizzazione a procedere si sono espressi M5S, Pd, Iv, Leu, Autonomie, mentre i gruppi di centrodestra avevano espresso la loro contrarietà. La relazione della Giunta per essere approvata necessitava di un quorum di 160 voti, cioè la maggioranza assoluta dei componenti.

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“Contro di me festeggiano i Palamara, i vigliacchi, gli scafisti e chi ha preferito la poltrona alla dignità. Sono orgoglioso di aver difeso l’Italia – ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, dopo il voto di Palazzo Madama -: lo rifarei e lo rifarò, anche perché solo in questo luglio gli sbarchi sono sei volte quelli dello stesso periodo di un anno fa, con la Lega al governo. Vado avanti, a testa alta e con la coscienza pulita, guarderò tranquillo i miei figli negli occhi perché ho fatto il mio dovere con determinazione e buonsenso. Mi tengo stretto l’articolo 52 della Costituzione (“la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”) e ricordo le parole di Luigi Einaudi: “Quando la politica entra nella giustizia, la giustizia esce dalla finestra”. Non ho paura, non mi farò intimidire e non mi faranno tacere: ricordo che per tutti i parlamentari, presto o tardi, arriverà il giudizio degli elettori”.

Il voto è stato palese. La relazione della Giunta era contraria all’autorizzazione a procedere, e visto che il voto ha riguardato tale relazione, chi è favorevole ad autorizzare il processo ha votato “no” e chi è invece contrario ad autorizzare il processo ha votato “si”.

Dopo la decisione del Senato di concedere l’autorizzazione a procedere per l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, il procedimento torna alla Procura di Palermo che dovrà chiedere il rinvio a giudizio del leader della Lega.

Il gup fisserà l’udienza preliminare al termine della quale i pm potranno chiedere il processo o il proscioglimento dell’ex ministro. L’imputato – Salvini assumerà questa veste dopo la richiesta di rinvio a giudizio – potrebbe scegliere riti alternativi come il patteggiamento o l’abbreviato.

L’udienza preliminare si concluderà con il rinvio a giudizio o con il proscioglimento. Nel primo caso il processo passare al tribunale ordinario del capoluogo e si svolgerà secondo le norme del codice di procedura penale.

Il via libera del Senato al processo a Matteo Salvini è “un’occasione importante per ristabilire la verità dei fatti e per riaffermare, una volta per tutte – ha commentato la Ong spagnola Open Arms dopo la decisione dell’Aula di palazzo Madama -, l’inviolabilità delle leggi internazionali e nazionali che regolano la nostra convivenza civile e che hanno permesso alle democrazie europee di non ripetere gli errori tragici del passato”.

“Ancora una volta, l’uso politico della giustizia è l’arma con la quale la sinistra vuole liberarsi degli avversari – ha affermato il leader di Fi Silvio Berlusconi in un’intervista a Studio Aperto -. E’ lo stesso metodo che hanno usato contro di me. Con 96 processi e 3636 udienze. Naturalmente Forza Italia non può che essere contraria a questi metodi, non solo per lealtà verso un alleato, ma anche e soprattutto perché sono metodi assolutamente inaccettabili in una vera democrazia”.

“Il processo di un Ministro per aver fatto quello che il suo mandato gli imponeva, ovvero difendere la Nazione e i suoi confini e rispettare l’indicazione data dagli elettori con il voto, è un precedente spaventoso nella democrazia Italiana – così una nota della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni dopo il sì al processo a Matteo Salvini -. Non conta più cosa sia giusto, ma cosa piaccia alla sinistra, al mainstream e ai poteri forti. Un altro tassello nella deriva liberticida che denunciamo da tempo. Ma a chi festeggia, senza pudore, voglio dire che quando saltano le regole dello stato di diritto, nessuno è più al sicuro. A Matteo Salvini va la totale e incondizionata solidarietà mia e di tutta Fratelli d’Italia. Ce la faremo, Matteo, a difendere questa nazione da vigliacchi e traditori”.

TAG: open arms, processo, Salvini, Senato
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