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Il discorso di Conte: “Alcuni Paesi poco costruttivi”

| 19 Luglio 2020 | POLITICA

Le discussioni di questa giornata si sono concentrate su un ‘super-freno di emergenza’, in base al quale uno Stato membro può fare richiesta “entro tre giorni” di portare la questione “senza ritardi” al Consiglio europeo, o all’Ecofin, per “affrontare” le sue preoccupazioni “in maniera soddisfacente”.

La questione della condizionalità sullo Stato di diritto viene legata a un “approccio basato su prove, oggettività, non discriminazione, pari trattamento per gli Stati membri”, rendendo il testo dell’accordo ancora più stringente. Contro la condizionalità sullo Stato lottano Polonia e Ungheria: entrambi i Paesi sono al centro di una procedura Ue in base all’articolo 7.

Intanto, Michel si è riunito a colloquio con la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron e il premier olandese, Mark Rutte. Secondo fonti italiane, il primo ministro olandese insiste con la richiesta che il via libera all’erogazione dei fondi del Recovery ai singoli Stati sia condizionata all’unanimità del Consiglio Ue: per l’Italia è una richiesta “inaccettabile”, che non permette di sbloccare un’intesa.

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Durante la prima fase del Consiglio, il premier Giuseppe Conte ha portato a termine “un intervento molto duro” prima della sospensione dei lavori. Conte, spiegano fonti italiane, ha attaccato “l’approccio ben poco costruttivo con cui alcuni Paesi stanno affrontando la discussione, dimostrando scarsa consapevolezza sulla crisi epocale che l’Europa sta vivendo e sulla necessità di una pronta ed efficace reazione”.

Inoltre, il premier avrebbe aggiunto che quella del Consiglio europeo “è una discussione spartiacque perché da domani dovrà essere affrontata in tutte le sedi europee una riforma organica della politica fiscale europea”.

TAG: Consiglio Europeo, Italia, Olanda, premier Conte, Recovery Fund, UE
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