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Valle d’Aosta, Filippo Rolando il grande bluff

| 15 Luglio 2020 | INCHIESTE

La Corte di Appello di Torino ha definitivamente sancito l’inadeguatezza del concordato del Casinò di Saint Vincent, che, dopo la falcidie di  oltre 350 aziende e 200 lavoratori, si è accorta solo adesso del fatto che il concordato non poteva essere presentato, perché non previsto dalla legge fallimentare.

Il geniale Amministratore unico Filippo Rolando, insieme ai suoi validissimi collaboratori dello Studio Sanzo (che ha già ricevuto un compenso di ben 1.500.000 euro per redigere un concordato pieno di lacune e viziato da un atto di impresentabilità), hanno presentato un concordato non valido già nel 2018, senza bilancio, bocciato dal Tribunale di Aosta, ripresentato solo dopo due settimane, ignari del fatto che dovevano attendere due anni per la ripresentazione, in quanto la legge fallimentare vieta ad un’azienda di presentare nuovamente un concordato entro l’arco temporale di due anni: errore che neanche uno studente che frequenta il primo anno del corso di giurisprudenza compie.
Oltre a questo imperdonabile errore, il concordato presenta innumerevoli criticità, non ultima quella della valutazione degli immobili, passati da un valore di 100 milioni ad un valore di 23 milioni.
Tale svalutazione è avvenuta  nell’arco di soli due anni. Non si comprende chi abbia permesso questo atto volutamente fraudolento verso i creditori. Numerose saranno le istanze di fallimento derivanti dalle società che si sono sentite defraudate da tale concordato, annullato, per fortuna, dalla Corte di Appello di Torino.
Se l’Amministratore avesse un minimo di etica e dignità si dimetterebbe per manifesta incapacità ed, a seguire, anche il suo studio legale, che – ci auguriamo –  restituisca sino all’ultimo euro alla collettività valdostana, la quale certamente  non merita questo scempio.
TAG: casinò saint vincent, politica, Tribunale di Torino, Valle D'Aosta
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