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Le confidenze di Arturo De Carolis tra passioni e timori

| 28 Maggio 2020 | CULTURA

Arturo De Carolis, giovane amante della scrittura, nasce ad Alatri il 1 marzo del 1999, ma vive a Ferentino, dove inizia presto a collaborare con alcuni giornali locali come “Gente comune” e “TG24info”.

In seguito con la pubblicazione di un articolo sulla violenza delle donne nel 2017, riesce a farsi conoscere e apprezzare anche da altri quotidiani, pubblicando articoli con maggior continuità.

Infatti, nel 2018 approda come giornalista, alla redazione del IlFormat.info, quotidiano online, occupandosi di cultura, arte, attualità, politica, recensioni di libri. Non solo, crea anche uno spazio per le interviste di personaggi e giovani emergenti, sulle iniziative e creatività, utile per comprendere il loro linguaggio e la visione del mondo di una nuova generazione.

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E dopo tante interviste da lui proposte si invertono i ruoli e diventa anche lui un intervistato, raccontandosi tra timori e passioni, in confidenza, a  bassa voce e sotto gli occhi di tutti.

Arturo dopo tante interviste è arrivato anche per te il momento di concederti e raccontare come nasce la tua passione per la scrittura.

La mia passione per la scrittura nasce pochi anni fa, quando ho incominciato a leggere diversi romanzi che mi appassionavano particolarmente. Oltre alla lettura mi è sempre piaciuto conoscere il mondo dell’arte, osservare un quadro e comprendere i significati che l’autore ci ha lasciato in quell’opera. Tutte queste motivazioni mi hanno portato a condividere le mie impressioni e opinioni attraverso la scrittura. Ho iniziato a condividere il mio pensiero con altre persone che lavoravano presso giornali locali, e quest’ultime approvando i miei pensieri mi hanno incoraggiato a continuare con la scrittura. Ma una grande attenzione arriva nel 2017, con un articolo contro la violenza sulle donne. Sinceramente non mi sarei aspettato tanta attenzione, ma è stato interessante e costruttivo vedere che molte persone sì confrontavano con me su un tema così delicato. Poco dopo ho conosciuto il giornale IlFormat.info, che leggendo un mio precedente articolo mi ha offerto la possibilità di entrare nella redazione. Sono entrato a far parte della sezione Culturale, discutendo i miei punti di vista riguardo a diverse opere d’arte, alcune molto famose. E poi la mia attenzione e curiosità si è estesa sulla musica e lo spettacolo. Dopo qualche mese ho proposto l’idea di aprire uno spazio alle interviste. Questa idea, mi ha dato la possibilità di conoscere diverse personalità della TV, la musica, i social e la letteratura. Con i miei ospiti mi è piaciuto molto condividere le loro storie e i loro pensieri. La scrittura mi ha dato questa occasione e senza non sarei mai arrivato a una considerevole visibilità.

Tra le tante interviste c’è un personaggio che ti ha colpito di più?

Un personaggio che mi ha colpito di più è stata Alessia Mucci, una ragazza molto seguita sui social. Di lei ho ammirato soprattutto l’impegno sostenuto per raggiungere il successo che ha oggi. Una ragazza che è riuscita ad affermarsi non solo sui social, ma anche nella musica. Alessia è il risultato di un grande lavoro e impegno e per me rappresenta un esempio per molte persone.

E in questa ricerca di volti nuovi quali sono secondo te le speranze e i timori dei tuoi coetanei?

Oggi noi giovani ci mostriamo come una classe sociale senza paure. Questo è quello che vogliamo trasmettere, ma non è così. Io penso che ognuno di noi indossi una maschera e che in realtà abbia veramente paura di qualcosa. Sono paure diverse da quelle di una volta, ma ci sono. Per fare un esempio abbiamo paura di essere giudicati dall’ abbigliamento, se non indossiamo vestiti alla moda. Oppure abbiamo paura di avere un presente o un futuro da soli, di essere isolati da una società che ci insegna a essere belli e perfetti, ma vuoti. Questi sono i timori che abbiamo e che in qualche modo cerchiamo di allontanare.  Invece, secondo me, sulle speranze dei miei coetanei…  è un tema molto complesso. Perché penso che noi giovani amiamo soffermarci più sul presente, anziché guardare al futuro. Ho rivolto questa domanda anche a dei ragazzi che ho intervistato e la maggior parte si è avvicinata alla mia affermazione. Nessuno ha in mente progetti per il futuro, sono pochi i ragazzi che ne parlano.

E le tue?

Le mie speranze riguardano innanzitutto questo periodo di Pandemia, che si concluda al più presto. Perché sta veramente causando enormi problemi nella nostra società. Oltre a questo spero di trovare un lavoro che mi renda orgoglioso e che mi soddisfi. Già il fatto di scrivere per il giornale è stato un punto d’inizio per i progetti futuri. Oltre al giornalista, ho lavorato anche in altri ambiti, in cui mi sono trovato molto bene e ho dato tutto me stesso, per accrescere i miei valori e le mie capacità. Ma anche io cerco di nascondere le mie paure, come quella di non trovare un lavoro o una persona, che condivida con me le sue giornate. Ma come tutti, tendo a celare questi timori e a cercare d’impegnarmi per raggiungere i miei obbiettivi.

Come hai vissuto questo tempo sospeso della pandemia?

Come tutti, lontano da amici e parenti. Fortunatamente sono riuscito a riempire le mie giornate dedicandomi ai lavoretti di casa e al giornale ovviamente. Spero come tutti di ritornare alla normalità e di poter riabbracciare gli amici e le persone a me care.

Nell’ultimo articolo hai salutato il tuo pubblico, sospendendo la tua collaborazione con il giornale. Quali i motivi?

Si arriva ad un punto nella propria vita in cui decidi di sospendere alcune cose e di fare chiarezza nella mente piena. Ho sentito il bisogno di fermarmi per riflettere, che mi ha portato a sospendere quest’attività. Ho ricevuto molti messaggi di affetto da persone che leggevano i miei articoli e questo mi ha reso molto soddisfatto del mio lavoro. La dimostrazione che in ogni lavoro svolto, sono riuscito sempre ad avvicinarmi a molte persone. Ho sempre cercato di farmi voler bene e  di dare consigli per aiutare a risolvere diversi problemi.

E quali sono i nuovi progetti?

Per il momento mi sto dedicando a una pagina Instagram, che sta avendo molte visualizzazioni. Alla fine posso dire che il mio impegno e quello di altri ragazzi sta ricevendo i suoi frutti. C’è un progetto che tutti mi stanno consigliando ed è quello di scrivere un libro, ma ancora nulla di certo. Scrivere un libro è molto articolato, ma alla fine mi piace sempre mettermi in gioco, quindi non si sa mai.

Cosa conta di più per te nella vita e cosa ti manca? E quali timori per il futuro.

In questo momento una cosa che mi manca, e penso un po’ a tutti, è stare con gli altri. Questo periodo ci ha allontanato da molte persone e obbligati a una vita solitaria. Adesso la cosa che conta per me è ritornare in mezzo agli altri, alla normalità. Per il futuro bisogna sempre pensare in positivo. Non dobbiamo aver paura o timori, ma sempre credere in ciò che facciamo e vivere nella tranquillità a dispetto delle avversità.

L’amore di una donna è determinante nella tua vita? Hai un amore.

Penso che l’amore sia un’esigenza naturale, ognuno di noi ha bisogno di amore. E’ importante condividere con una persona i propri affetti e le proprie giornate. Io non ho un amore nella mia vita e ultimamente sono rimasto deluso da una persona, per cui provavo una affetto profondo. Si è rivelata una vera delusione, ma nella vita penso che queste situazioni abbiano anche qualcosa di positivo, ti aiutano in qualche modo a crescere e a non riproporre gli stessi errori.

Si prevede un ritorno al giornale? Ovvio che si spera in un Sì!

Tutto può succedere. La vita è un’incognita, non sappiamo mai cosa succederà del nostro futuro. Potrei tornare a scrivere, ma per il momento preferisco rimanere distaccato dal giornale e concentrarmi su altre cose.

Attendiamo il ritorno del giovane e talentuoso Arturo, che con i suoi soli ventun’anni, ha già scritto per alcuni giornali, ideato nuove pagine sui social, e sicuramente in questa pausa impastato nuovi progetti, che attendono e fremono per uscire dal bozzo e vedere la luce. Sorvegliamo curiosi e fiduciosi la penna creativa di Arturo, il suo ritorno con le parole in moto e le idee che impazzano, nuove storie e riflessioni, pronte per essere coordinate, lette e pubblicate.

Grazie Arturo e Buon tutto.

TAG: #culturale, Arturo De Carolis, scrittore
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