lunedì, Agosto 10, 2020
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Gravissimo errore del giornalista Borrometi; i misteri prendono forma

Il presidente Claudio Fava: "Sono allibito, arrabbiato e offeso. Perché mentire è un vizio, ma falsificare è un reato"

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Il falso attentato con l’autobomba, la presunta aggressione da parte di mafiosi, l’incendio alla porta di casa, le inchieste, il libro, le accuse, le denunce, la relazione finale dell’Ars, tutti ingredienti che stanno mettendo a dura prova l’integrità morale e l’etica professionale del giornalista Paolo Borrometi che fino a ieri era inattaccabile.

Sebbene la nostra inchiesta, aperta a fine agosto scorso, non ha mai smesso di cercare la verità sul personaggio insignito Cavaliere e pluri premiato, sebbene nonostante le pressioni ricevute, le minacce velate e le denunce che hanno tentato di dissuaderci dalla ricerca delle verità, siamo sempre rimasti vigili e attenti senza mai essere smentiti.

Etichettati come bugiardi e generatori di fake news, ogni qualvolta che abbiamo pubblicato abbiamo sempre allegato la documentazione inerente. A conferma della veridicità delle informazioni agli occhi dell’opinione pubblica. Compreso l’inchiesta su Paolo Borrometi.

Poiché il noto giornalista Borrometi ha già dato prova di incongruenza su tutte le sue vicende da lui descritte, la relazione finale della Commissione antimafia dell’Ars, condotta dal presidente Claudio Fava, ha ulteriormente messo in luce quanto Paolo Borrometi possa essere ulteriormente poco credibile: sostanzialmente, a margine delle indagini, ha mostrato che “quell’oscuro fardello di protezione di cui godeva” incomincia ad affievolirsi.

Ma c’è di più: colui che ha sempre manifestato di essere il “paladino dell’antimafia”, oggi avrebbe commesso un grave errore. Un gravissimo errore che lo porta ad essere, ancora una volta, un uomo molto ambiguo e con molti lati bui. Un uomo che con il giornalismo professionistico, a questo punto, non ha nulla a che fare.

Compie un gravissimo errore che solo chi non ha nulla da temere non avrebbe mai commesso. Un gravità che rafforza la nostra tesi sulla veridicità dei suoi racconti.

Ad evidenziarlo sono i ragazzi della redazione  https://www.generazionezero.org/ che sulla base della relazione finale della Commissione dell’Ars, si sono accorti di un’incongruenza su un articolo pubblicato sul sito ‘LaSpia’ di cui il direttore è proprio Paolo Borrometi.

Sostanzialmente la data di pubblicazione è stata cambiata. Cioè il genio Borrometi pubblica un articolo nel 2015 per poi modificare la data di pubblicazione al 02 Marzo 2020; guarda caso 5 giorni dopo l’audizione in Commissione Antimafia (avvenuta il 26 Febbraio 2020).

Visuale sul cambio data dell’articolo. Fonte generazionezero.org

Qui nasce un altro mistero. Un mistero che oltraggia le regole morali che disciplinano l’esercizio di una determinata professione come quella del giornalista professionista. Praticamente un reato penale di cui l’Ordine dei Giornalisti dovrebbe prendere le dovute posizioni disciplinari. 


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