domenica, Agosto 9, 2020
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Pio Albergo Trivulzio a Milano, San Giacomo a Roma: beni pubblici predati dai politici

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Intervista alla Dottoressa Attolico Trivulzio, pronipote del fondatore del Pio Albergo Trivulzio al centro di una nuova e gravissima inchiesta giudiziaria.

– Dottoressa Attolico Trivulzio, pochi giorni fa l’associazione Themis & Metis ha raccolto la sua testimonianza sullo stravolgimento che ha subito la struttura Pio Albergo Trivulzio di Milano, nel corso degli anni. La generosa donazione che la sua famiglia ha fatto alla città perchè ne fruissero gli anziani meno abbienti, è di nuovo al centro della cronaca giudiziaria per fatti molto gravi. Com’è visto da lei e dai suoi familiari l’ennesimo scandalo in cui spicca il vostro rinomato cognome?

Certamente dispiace quando il proprio cognome è associato ad uno scandalo, ma ciò che dispiace maggiormente a me è che venga meno l’oggetto per il quale il Pio Albergo Trivulzio fu fondato, ossia l’ospitalità e la CURA per chi ne avesse bisogno. Ci tenevo che venisse ricordata la vera finalità di Antonio Tolomeo,  quella di lasciare un luogo che desse attenzioni, ristoro e conforto a chi lo abitava. Le notizie che si susseguono in questi giorni lasciano sconcertati, se verranno confermate, colpisce proprio la totale mancanza di cura e di attenzione dei Dirigenti verso gli ospiti, negligenza che ha portato molti di loro alla morte. Ciò purtroppo non sta accadendo solamente al Trivulzio, ma in tutta Italia e in Europa. La mancanza di cura e attenzioni verso le persone anziane in moltissimi ospizi è il filo nero che sta percorrendo l’Europa in questi giorni.

– Come vorrebbe che si svolgessero in futuro le attività gestionali all’interno della struttura? Lei e la sua famiglia avete dei suggerimenti da portare a beneficio dell’azione intrapresa dal suo avo Antonio Tolomeo che certo non ha lasciato questo patrimonio alla città di Milano perché diventasse periodica materia giudiziaria ?

Penso che questo ed altri centri d’assistenza dovrebbero essere gestiti da persone che non siano nominate dalla politica, perché il rischio è il conflitto di interessi, ma che ci siano dei concorsi basati sul merito come accade nei musei. Poi la trasparenza totale sulla gestione dei patrimoni di questi enti, sui canoni a cui vengono affittati ciascuno degli appartamenti dell’ente, sugli appalti, sui lavori di ristrutturazione, sui lavori di manutenzione. Ed infine la tracciabilità nel tempo di tutto ciò che sono i beni comuni del nostro Welfare: ossia Ospedali, Ipab, scuole e musei, ed i patrimoni che servivano al loro mantenimento, composti di immobili,lotti terrieri, tenute, denaro di cui si deve poterne conoscere a chi sono stati venduti, a chi sono stati rivenduti e a che cifra, degli ultimi 80 anni. Ma queste regole, meritocrazia, trasparenza e tracciabilità, dovrebbero essere applicate a tutta l’amministrazione e la gestione dei beni dello Stato.

– Un fatto altrettanto grave sta attraversando la capitale ed ancora vi troviamo un lascito da parte della sua famiglia; l’Ospedale San Giacomo è stato trasformato in fondo immobiliare di cui la Regione Lazio può disporre a proprio piacimento. L’intesa che Nicola Zingaretti ha consolidato negli anni con società private che grazie a lui hanno disposto di beni pubblici – fra cui decine di milioni di euro – non fa ben sperare su quanto potrebbe accadere intorno alla struttura. Si sente di rivolgere un appello al governatore affinché fermi quella che appare come una vera e propria usurpazione?

La Storia dell’Ospedale San Giacomo è una storia tragica. Rifondato dal Cardinal Antonio Maria Salviati alla fine del 500 è vincolato ad uso ospedaliero, pubblico. È stato chiuso nel 2008 dopo aver speso 12 milioni di Euro di soldi pubblici in ristrutturazione, aver acquistato macchinari nuovi, un centro con diversi reparti d’Eccellenza ed un importante Pronto Soccorso. Il patrimonio del San Giacomo è stato svenduto alla velocità della luce e contava 900 tra Palazzi e appartamenti  prestigiosi al centro di Roma, venduti ad una media di 250.000 Euro l’uno. E oggi siamo costretti a fare una tenda davanti allo Spallanzani perchè non ci sono abbastanza posti letto, quando Ci sarebbero San Giacomo e Forlanini da risistemare e rendere fruibili per l’emergenza ma sopratutto per il dopo emergenza. Mi appello al Presidente Zingaretti perché faccia riaprire gli ospedali romani.

-Sempre nella Capitale, abbiamo letto interrogazioni ed articoli di giornali che chiedono una verifica sul Collegio Salviati e sul fatto che non ci siano più attività a favore dei minori ma ci siano gli uffici di Senatori, ci può dire di più?

Il Collegio Salviati ha anch’esso una storia raccapricciante. Fondato da Antonio Maria Salviati per far studiare giovani orfani meritevoli, oggi ha stravolto la sua destinazione. Fa parte di una IPAB che si chiama ISMA, Istituto Santa Maria in Aquiro. Dato in affitto al Senato, viene ristrutturato ad oltre 26 milioni di euro per circa 3000 mq, quasi 9000 euro al mq (come hanno fatto a spendere queste cifre?). Dopodiché il Senato ha deciso che, avendo speso una cifra sproposita (e ingiustificata!), non avrebbe più pagato per cui ora risiedono gratuitamente nelle stanze del Collegio. E la volete sapere una cosa ancora più sconvolgente?

– Ci dica…

Proprio in questo momento, in piena emergenza Covid, dopo che il 31 Gennaio è stato dichiarato lo stato di emergenza, le tre IPAB principali di Roma l’Isma, il Sant’Alessio dei ciechi (proprietario di 700 immobili al centro di Roma) ed il S. Michele sono state trasformate in ASP, dopo il DPCM del 31 gennaio 2020 che dichiarava lo stato di emergenza in Italia e dopo il Decreto di Marzo che ha stabilito il Lockdown in Italia, a Giustizia bloccata e con una delibera di Giunta, anche durante il periodo di malattia del Presidente Zingaretti e questo significa solo una cosa a parer mio…

– Prego continui

Che qualcuno che ha ancora interesse a mettere le mani sul patrimonio.


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