domenica, Agosto 9, 2020
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Matteo Salvini: sognando i pieni poteri di Orban

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Dopo l’eterno riposo recitato in prima serata con la perpetua rifatta ed altre funzioni religiose celebrate qua e la dove i suoi fan/zombies non fanno distinzione tra sacerdoti ed esaltati, l’obiettivo di Matteo Salvini si sposta ora sui pieni poteri ottenuti da Orban in Ungheria.

Non ci starà dormendo la notte il segretario della Lega. Viktor Mihály Orbán ha ottenuto quello che lui sogna da molto e con l’occasione, non ci risparmia l’ennesima cazzata;(che qualcuno tenga il conto a futura memoria) la decisione di concedere al leader ungherese pieni poteri sarebbe stata “una scelta democratica”. 

Salvini ci ha abituato a questo ritmo di ordinaria follia: tutto ed il contrario di tutto. In patria rimprovera a Conte l’eccesso di Dpcm – Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri – e si inventa chiusure del Parlamento mai avvenute e dall’altra, afferma che in Ungheria vince la democrazia perché un solo uomo deciderà per una intera nazione.

Il coronavirus diventa il deterrente per annullare il parlamento e il nazista Orban, riesce persino a sottrarsi ad una condizione richiesta dall’opposizione: un limite di tempo ai pieni poteri, non oltre i 90 giorni. Quale argomentazione ha esibito per sottrarsene? “Chi non firma la legge è dalla parte del virus”. Lo ha detto davvero.

Quanto è semplice sovvertire un ordine democratico. Ma il consistente problema riguarda l’intera Europa che in più occasioni si è dimostrata acquiescente dinanzi al dittatore ungherese fino ad assumerne le sembianze.

Poche settimane fa infatti, si congratulava con la Grecia per “le azioni intraprese per il contenimento dei flussi sulla cosiddetta rotta balcanica”.
Tradotto, grazie per aver buttato lacrimogeni su gente sopravvissuta a bombe e fame, grazie per aver bastonato uomini donne e bambini su gommoni insicuri e grazie per aver sparato contro persone inermi.

Posizione condivisa ovviamente dall’aspirante “datemi pieni poteri” padano che nelle ultime settimane, ha reso ben chiara ogni motivazione al no incondizionato ed incontrastato non solo ai pieni poteri ma al suo possibile ritorno al governo.

Il sospetto che l’individuo sia affetto da squilibrio mentale e da un disturbo ossessivo compulsivo, prende forma. Ma non è da escludere che sia semplicemente uno sfortunato con gravi problemi di apprendimento e un deficit della memoria. Per quanto anche l’ipotesi del narcisismo istrionico non va sottovalutata.

Bando alle ciance e passiamo alle certezze: è un cazzaro conclamato.

All’inizio dell’emergenza coronavirus, il tentativo di buttarla ancora sull’immigrazione; i porti andavano chiusi perché sul manuale del piccolo virologo che leggeva da bambino, c’era scritto che il virus arrivava dall’Africa sui barconi.

Poi gli hanno spiegato che Wuhan si trova in Cina e lo abbiamo perso di vista mentre cercava di localizzarla sul mappamondo che ha comprato per l’occasione. Il tempo di distrarsi un attimo ed ecco che il virus si materializza in Lombardia in corpi lombardi ed allora “fermi tutti”.

I confini lombardi non si possono chiudere! Non scherziamo! “Qui si produce, qui si lavora i positivi sono solo casi isolati”. E i confini chiusi? Ovviamente scherzava. Inizia cosi la campagna turismo invitando gli stranieri a recarsi in vacanza nel nostro Paese purtroppo anche suo. Il risultato è che fioccano le disdette ai soggiorni da nord a sud, dal mare alla montagna, dalle città ai piccoli borghi.

Si schiera anche contro la chiusura degli stadi e lo stop alle partite di calcio perché nel pieno di una emergenza sanitaria bisognava “offrire agli italiani qualche ora di serenità e al mondo un’immagine di tranquillità”.

Infatti eravamo tutti tranquilli mentre iniziava il conto dei malati e dei morti. Ad un certo punto deve essersi accorto che le autorità competenti, al governo quanto nella comunità scientifica, mettevano in ombra la nullità che rappresentava ad ogni uscita ed ha deciso di allinearsi: forse è bene chiudere tutto.

In Italia tutti concentrati sull’emergenza in corso meglio spostarsi all’estero dove il virus è ancora semi dormiente e c’è spazio per la raffica di cazzate che si fregia di sparare senza sosta. La sua intervista al quotidiano El Pais ci costa questo titolo: “El Gobierno italiano es incapaz de gestionar la emergencia del coronavirus”. 

Ed il punto non è che si debba condividere ogni contromisura adottata dal governo Conte, il punto è che se vivi da patriota non puoi farlo ad intermittenza. Se invece ti definisci patriota e sputtani il tuo Paese solo perché non hai i pieni poteri per trascinarlo nel baratro come saresti capace di fare, non pratichi patriottismo bensì infamia.

E vai con Twitter; sembra di sentire Betty Curtis “Soldi soldi soldi tanti soldi…”

Completamente fuori controllo, fra un tweet e l’altro si inserisce anche nelle agenzie stampa ed offre di più: “…Qua con non meno di 50 miliardi di euro non si fa nulla”.

Ma tornando ad Orban, solo pochi mesi fa scriveva all’amico:

“Caro Matteo…ti consideriamo come un compagno di battaglia nella nostra lotta per fermare l’immigrazione e per preservare il patrimonio cristiano europeo”. In pratica aspetta che il cazzaro conti qualcosa per sostituirsi alla D’Urso nel recitare le preghiere con lui.

Non sappiamo se quel giorno arriverà ed in generale, il domani rappresenta una tormentata incognita per tutti noi, in ogni parte del mondo.

Certo è che se gli italiani, dopo aver assistito ad ogni forma di bipolarismo più o meno conclamato da parte di questo individuo, trovassero giusto affidargli un qualsiasi incarico di potere, perderebbero tutto. La dignità di figli di quel lontano 25 aprile del 1945 prima di tutto.

Perché non è cosa di poco conto questa amicizia con Orban. Anzi, Non promette nulla di buono. Intendiamoci, non stiamo parlando di uomini di spessore capaci di sviluppare idee di crescita per i rispettivi Paesi seppur all’interno di politiche conservatrici. Stiamo parlando di fenomeni da baraccone che per capire con chi allearsi, verificano il grado di intolleranza verso gli stranieri.

Avremmo già dato no?

 

 

 

 

 

 

 


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