L’artista cosentino Roberto Mendicino inserito nel Catalogo di Arte Moderna

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A Milano, nella sala Dino Buzzati della Fondazione Corriere della Sera, è stata presentata in prima nazionale la 55° edizione del CAM, Catalogo d’Arte Moderna (Editoriale Giorgio Mondadori-Cairo editore). Già edito da Bolaffi dal 1962, il Catalogo è la più preziosa pubblicazione di genere in Italia e cataloga le opere deimaestri dell’arte italiana dal primo Novecento ad oggi. La schedadell’artista Mendicino, inserita nella sezione “Artisti dal secondo dopoguerra a oggi”, è stata inserita per decisione del Comitato critico di consulenza, su indicazione dei critici segnalatori.

Nato a Cosenza, ma da tempo residente a Cerisano, docente d’italiano, Mendicino ha ricevuto riconoscimenti molto prestigiosi tra cui Premio Festival Art Spoleto 2016 e 2018 nell’ambito del Festival dei Due Mondi; “Diego Velázquez” e “I Guerrieri di Riace” (Lecce, 2017); “Julius Caesar Imperator” (Lecce, 2018);  “Premio Galarte” Rende (Cs), Museo del Presente, sotto il patrocinio del Senato della Repubblica e del Ministero per i beni e le attività culturali, 2018; “ Premio Internazionale Arte Palermo” (2018); “Pablo Picasso” (Lecce, 2018); “Premio Europeo Eccellenza delle Arti” (Roma, Barcellona, Parigi, 2019); “Artemisia Gentileschi”e “Monna Lisa” (Lecce, 2019).

L’artista è stato ancora insignito di altri numerosi riconoscimenti tra cui il 1° posto per tre anni consecutivi (2015-16-17) al “Borgia Film Festival” nella sezione pittura.

Mandicino espone in Italia, Europa e America. Tra le mostre personali più importanti si ricordano “Maschere nel deserto” (2016) e “I miei deserti” (2018), Cerisano (Cs), Palazzo Sersale, e “I deserti dell’anima” presso la Biblioteca Nazionale di Cosenza nel 2017.

Paolo Levi, critico d’arte, così scrive di lui: “Nelle composizioni pittoriche di Roberto Mendicino, in bilico tra una figuratività metafisica e una visionarietà surreale, si dipana un universo d’immagini enigmatiche che si caricano di significati simbolici. La sua ricerca stilistica e contenutistica allude alla trascendenza e conduce chi guarda in un mondo complesso, abitato da simboli da decifrare e scandito da attese e silenzi, che sfiorano il reale solo per un breve istante, per ritornare subito a luoghi immaginari senza spazio e senza tempo”.

Per l’artista cosentino, l’inserimento nel CAM rappresenta una vetrina importante, poiché il catalogo è considerato lo strumento principale di riferimento per collezionisti e amatori che vogliono avere una visione completa del recente panorama artistico nazionale.

Il CAM n. 55 è stato presentato da Massimo Pujia, responsabile commerciale dell’edizione; da Carlo Motta, responsabile editoriale e da Giovanni Faccenda, coordinatore del comitato critico, alla presenza di critici d’arte, giornalisti, galleristi e di un numeroso pubblico.