La grandiosa stagione del cinema espressionista

253

Chiaramente influenzato dall’opera dei pittori, il cinema espressionista tedesco, negli anni Venti, visse una straordinaria stagione ricca di capolavori che sono rimasti nella storia della settima arte e che hanno influenzato molta produzione cinematografica del resto del secolo.

Il Gabinetto del dottor Caligari è il film espressionista per eccellenza, la modalità di recitazione antinaturalistica venne adottata dagli attori del film diretto da Robert Wiene nel 1919.

Le splendide scenografie sghembe e  furono disegnate da Walter Rohring, Walter Reimann e Hermann Warm, artisti appartenenti al gruppo d’avanguardia Der Sturm. La pellicola narra la storia del Dottor Caligari, che manipola un sonnambulo per compiere i suoi loschi delitti.

Lo storico e Sociologo Siegfried Kracauer, per identificare e delimitare cronologicamente questo particolare e fervido periodo del cinema tedesco, utilizzò la brillante definizione “da Caligari a Hitler”: la filmografia espressionista nacque con l’invenzione di un mostro, scaturito dalla fantasia degli sceneggiatori Carl Mayer e Hans Janowitz, ed ebbe fine con l’avvento di un altro mostro, ben più reale e pericoloso.

Negli stessi anni approdano al cinema personaggi fantastici quali, per esempio, automi, vampiri e il mitico Golem, che esplorano il lato oscuro dell’animo umano ed esprimono una profonda angoscia esistenziale. Scenografie di gusto espressionista, evidente nell’architettura e nella scala a forma di padiglione auricolare, si incontrano nei film Il Golem (1920) di Paul Wegener e Carl Boese.

Atmosfere e tematiche riconducibili alla cultura espressionista si incontrano anche in alcune delle principali pellicole dei più grandi registi tedeschi di questo anni, quali Friedrich Wilhelm Murnau (Nosferato il Vampiro – 1922, e Faust – 1926).

Carl Theodor Dreyer (Il Vampiro, 1932, in cui l’evoluzione della vicenda narrativa segue la logica onirica) e Fritz Lang (Il Dottor Mabuse – 1922, il cui protagonista è un genio del male dai mille volti, M il mostro di Dussendorf – 1931, e sopratutto il famosissimo Metropolis – 1926)