Quando sentire fa paura

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Spesso le persone sono bloccate nei confronti di un problema a causa delle loro emozioni e della difficoltà nel gestirle. A volte succede che si utilizzano buona parte delle proprie energie per evitare le emozioni, per non sentirle, per nasconderle, magari utilizzando la razionalità che ci fa credere di avere il controllo di tutto ciò che accade.
Ma nasconderci le nostre emozioni, cercare di non sentirle, anestetizzarle, avrà delle conseguenze importanti a livello di pienezza della nostra vita, della soddisfazione personale e della possibilità di difenderci in modo adeguato da ciò che è negativo per il nostro benessere o equilibrio interiore.

Il nostro corpo ci parla e, come afferma Michele Giannantonio, psicologo e psicoterapeuta, “Noi pensiamo col corpo, oltre che col cervello“.
Le emozioni che proviamo ci danno informazioni importanti su di noi e su ciò che stiamo vivendo.

Se, ad esempio, stiamo parlando con una persona e sentiamo un nodo allo stomaco, dobbiamo chiederci cosa significhi.

-Questa persona ha detto forse qualcosa di sbagliato?

-Sono in ansia perché mi sento giudicato?

-Mi sento attratto verso di lei?

-Ho fretta di andar via e non riesco a dirglielo?

Insomma, le emozioni sono tutte spie che segnalano qualcosa di importante che sta avvenendo dentro di noi.
Spesso sento dire dai miei pazienti che “È meglio non pensare, è meglio non ascoltarsi, meglio non sapere”. Oppure “Non potrei reggere quello che scoprirei”.

Sotto queste affermazioni si cela la convinzione comune che le emozioni siano pericolose. Ma questo  è  un autoinganno! “Per paura di perdere l’altro o le nostre convinzioni, attraverso l’autoinganno rischiamo di perdere e di tradire noi stessi“, afferma ancora il prof. Giannantonio. Negare l’evidenza dei fatti non aiuta mai.

Inoltre il non sentire richiede un investimento energetico, così come il camminare o il pensare. Essi sono processi automatizzati,  ma richiedono uno sforzo. Immaginate una pentola che scotta, come facciamo a non accorgercene? Se non la sentiamo, stiamo esercitando un controllo forte su di noi, anche involontariamente.

Vi faccio un altro esempio: se avete il terrore dei cani e dovete tenerne uno in casa per qualche ora, cosa fareste? Magari lo chiudereste in una stanza, ma controllando di continuo che la porta sia ben chiusa e avreste comunque una stanza in meno da poter usare a vostro piacimento. Per mantenere la vostra sicurezza, non sareste liberi. Cosi il “non sentire” può diventare un’abitudine consolidata in noi, che ci costringe a bruciare energie e non ci fa sentire padroni in casa nostra.

Cosa fare allora per lasciarsi andare alle emozioni?

Ecco un semplice esercizio da provare a svolgere in casa per accogliere, accettare se stessi e ricentrarsi.

Prendetevi 10 minuti per voi, spegnete il telefono, luci soffuse e musica rilassante nella stanza.

Con i piedi per terra

Mettetevi in piedi, senza scarpe, e fate qualche respiro profondo. Cercate di mettere a fuoco se vi sentite ben piantati per terra o se sentite come se l’energia del corpo fosse puntata troppo verso l’alto. Sentite la vostra schiena, se svolge bene la funzione che dovrebbe, quella di sorreggere spalle, braccia, collo, testa e addome. Sentite una postura rigida, come se fosse un militare? O le spalle chiuse, come se doveste difendervi da qualcuno che non c’è in questo momento?

Osservate, respirando lentamente, tutto ciò che avvertite nello stare in piedi che vi suona strano o curioso: siete soli con voi stessi, lasciate andare con gentilezza brutti pensieri e ricordi dolorosi. Se arrivano, allontaniamoli con gentilezza e torniamo  a concentrarci sulla nostra schiena.

Muoviamo ora le spalle e le braccia, divertiamoci a sentirle e riapriamo lentamente gli occhi.

Cosa avete notato? Qualche curiosità?

Potreste avvertire tensione al collo e alle spalle. Fa pensare che stiate cercando di tenervi su con la parte superiore del corpo. Spesso le persone, in alcune situazioni, cercano di aiutare se stesse cercando di sollevarsi verso l’alto. Ma sollevare spalle e braccia non ha alcuna utilità,  serve solo a darci l’impressione di essere più lontano dalla fonte del nostro malessere  come se camminassimo su sassi roventi. Questo porta ad una complessiva sensazione di instabilità  corporea e quindi anche psicologica.

O, al contrario, potremmo sentire una spinta verso il basso, che ci schiaccia verso il terreno.

In entrambi i casi, ripetere più volte questo esercizio ci aiuterà  a sentire meglio il nostro corpo, con tutte le emozioni  e le sensazioni fisiche che esso ci trasmette.