Spagna: tra nuove elezioni e crisi dei partiti

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Dopo il fallimento dell’ennesima trattativa tra il PSOE e Podemos, la Spagna andrà al voto. A Madrid non c’erano alternative: nessun’altra maggioranza era possibile nel seno dell’attuale legislatura. La data potrebbe essere fissata intorno al 10 novembre.

Lo stallo dei negoziati si è generato intorno alla presenza o meno dei parlamentari di Podemos nel nuovo esecutivo. Secondo i portavoci del PSOE, il partito di Pedro Sánchez avrebbe solo voluto il voto di fiducia dal partito di Pablo Iglesias.

È dalle elezioni del 28 aprile 2018 che, in assenza di una coalizione in grado di dar vita a un nuovo esecutivo, la Spagna è senza governo. A queste elezioni il PSOE aveva ottenuto la maggioranza relativa con il 28,68% mentre il Partido Popular è arrivato secondo con il 16,7% perdendo almeno 15 punti percentuali in confronto alla scorsa elezione. Dopo poi, il Partito ‘Ciudadanos’ era arrivarto terzo con almeno il 15%. Dietro di loro si sono piazzati i populisti di Podemos con l’11,95% e i sovranisti di Vox con poco più del 10%.

Il voto degli spagnoli ha confermato alcuni fenomeni che già verificati di recente nello scenario politico spagnolo: i) la fine del bipartitismo già messo in crisi con l’ascesa di Podemos che nel 2016 si era piazzato come il terzo partito con il 21,15% dei voti e ii) la conseguente frammentazione politica che potrebbe portare a una crisi politica ben più profonda di quella che vediamo ora.

Vale ricordare che la Spagna è andata al voto in seguito al voto di sfiducia proposta da Pedro Sánchez che contro l’allora Primo Ministro Rajoy. In precedenza, l’Audiencia Nacional – che equivarrebbe alla Corte dei Conti – aveva determinato che il PP aveva messo in piedi un sistema di finanziamenti illeciti che, sin dal 1989, era servito per arricchire le casse del Partito spagnolo.

Così, con la fine del governo Rajoy era stato conformato un governo di minoranza sostenuto dai deputati che hanno votato la sfiducia. Subito dopo, ostacoli come la bocciatura della legge finanziaria, la sconfitta del PSOE alle regionali di Andalusia e l’ascesa di Vox a livello nazionale hanno costretto Sanchez a indire le elezioni di Aprile 2019 che hanno dato vita a una legislatura sterile.

A questo punto, la convocazione di nuove elezioni non potrà soluzionare una crisi nella quale nessun partito è in grado di rappresentare la volontà popolare.