sabato, Agosto 8, 2020
Home POLITICA Pontida come il Papeete; lo storytelling di Salvini si ripete

Pontida come il Papeete; lo storytelling di Salvini si ripete

Sebbene il nuovo Governo si sia insediato con la legittimazione della Costituzione, non si placano le polemiche sul nuovo schieramento di maggioranza. Nonostante il ‘suicidio politico’ di Matteo Salvini forzato dai colonnelli della Lega, al raduno di Pontida il segretario del Carroccio ha confermato le reali idee che, a lungo andare, se fosse ancora alla maggioranza avrebbero portato il Paese sul baratro di una crisi territoriale.

La proposta di andare alle votazioni poi ritrattarla suggerendo a Luigi Di Maio diventare premier, sono state manovre che avevano il sapore di una ‘beffa’ e che avrebbero sancito un’ulteriore crisi di Governo sull’asse delle politiche economiche. E pur vero che forse un’alleanza alle votazioni tra Forza Italia, Fratelli d’Italia e la stessa Lega, avrebbe sposato un’organizzazione di vertice non omogenea visto le distanze di pensiero di carattere: europeistico, nazionalistico e autonomistico.

Ma Salvini ribadisce, dal palco di Pontida, le sue scelte lanciando lo slogan di delegittimazione contro la costituzione; la stessa che nemmeno un anno e mezzo fa lo aveva insignito Ministro dell’Interno. L’incontro con Berlusconi molto probabilmente avrà pure accorciato il distacco tra sovranisti e europeisti, ma resta il dilemma di un centrodestra sempre più atipico dinnanzi alle strategie politiche che determineranno i prossimi emendamenti che il governo Conte bis proporrà in parlamento.

Dunque, mentre tutti sono attenti ai lavori del nuovo Governo, sia la Meloni che il governatore della Liguria, Giovanni Toti, incalzano sulla possibilità di un ritorno alle elezioni mentre, quest’ultimo, spergiura sull’eventuale convergenza del suo nuovo movimento con Calenda e Renzi: “Noi siamo legati ad un’alleanza di centrodestra e come tale vogliamo andare avanti. Non credo assolutamente si possa pensare a inciuci, inciucetti o incroci strani.” Poi in chiusura una stoccata a Berlusconi: “Le sinistre stanno da un lato e il centrodestra sta da un altro lato, comunque esso si conformi. Deve essere un centrodestra nuovo, senza veti, senza ripicche e con tante idee nuove che spesso ha avuto solo in modo parziale”.

Al netto di tutte queste considerazioni che sottolineano una omogeneità dispersiva nel ricompattare un’alleanza di centrodestra, il meccanismo di modernizzazione dell’opposizione al governo giallorosso sembra abbastanza problematica in vista della neutralizzazione dell’aumento dell’IVA, le misure di sostegno alle famiglie e ai disabili, il perseguimento di politiche per l’emergenza abitativa, le misure di deburocratizzazione e di semplificazione amministrativa, il rafforzamento degli incentivi per gli investimenti privati, nonché l’incremento della dotazione delle risorse per la scuola, per l’università, per la ricerca e il per il welfare.

Insomma a Pontida, storica roccaforte degli ‘elmetti cornuti’, di tutto questo non si è parlato. Anzi, l’ex Capitano ha aizzato i leghisti facendo propaganda con Greta in braccio spacciandola come una delle piccole vittime di Bibbiano; poi Selvaggia Lucarelli su Twitter gli fa il contro pelo: “Mi comunica un magistrato che la bambina GRETA portata da Salvini sul palco di Pontida NON E’ MENZIONATA NELL’ORDINANZA del GIP di Reggio Emilia riguardante il “caso Bibbiano”. Inoltre il suo caso non sarebbe stato neppure tra quelli seguiti dai Servizi Sociali della Val d’Enza”. Per non parlare degli insulti razzisti a Gad Lerner.

Sostanzialmente il segretario della Lega ha riproposto i soliti temi che va argomentando da settimane contro l’esecutivo Conte bis, comincia e chiude il raduno con il governo abusivo e poltronaro senza un vero programma fattibile per l’intero Paese. Tutto sommato il caso ha voluto che Pontida è sembrato più un remake del Papeete che un raduno nazionale politico.


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