Arabia Saudita, Houthi rivendicano attacco con droni contro impianto e giacimento petroliferi

I ribelli Houthi hanno rivendicato l'attacco con droni contro l'impianto di lavorazione di Abqaiq e il giacimento di Khurais, di proprietà del colosso Aramco.

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Nella notte di sabato droni hanno attaccato un grande impianto petrolifero e un giacimento nell’est dell’Arabia Saudita, innescando incendi enormi. Non si hanno notizie in merito a morti e feriti.

I bersagli dell’attacco – l’impianto di lavorazione di Abqaiq e il giacimento di Khurais – sono di proprietà dell’azienda pubblica saudita Aramco, colosso dell’industria petrolifera. L’azienda sarebbe riuscita a domare le gigantesche fiamme generate dalle esplosioni.

Non è ancora chiaro in che modo questo attacco influenzerà la produzione di petrolio saudita. Tuttavia, considerando le enormi dimensioni delle strutture colpite, è plausibile che ci saranno ripercussioni su produzione e prezzi. L’impianto di Abqaiq è – secondo Aramco – “il più grande impianto di stabilizzazione del greggio al mondo” mentre il giacimento di Khurais è il secondo più grande dell’Arabia Saudita.

L’attacco è stato rivendicato dai ribelli Houthi, gruppo armato sciita contro cui Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti stanno combattendo nello Yemen da quattro anni e mezzo.

La guerra dello Yemen ha causato quella che le Nazioni Unite hanno più volte definito “la più grave crisi umanitaria al mondo” e i morti alla fine del 2019, secondo un rapporto commissionato dalle Nazioni Unite, potrebbero essere 230 mila. L’Arabia Saudita è intervenuta a partire dal marzo 2015 soprattutto con campagne di bombardamenti aerei che hanno ucciso migliaia di civili e distrutto le già fatiscenti infrastrutture sanitarie yemenite, favorendo la diffusione di epidemie e malattie e la carenza di acqua potabile.

Mentre l’Arabia Saudita supporta i miliziani fedeli al governo del presidente riconosciuto Hadi, gli Houthi sono appoggiati dall’Iran. Tuttavia, a differenza di Riad, Teheran non interviene direttamente nella guerra. La guerra dello Yemen è quindi anche una guerra per procura tra Arabia Saudita ed Iran.

In passato i ribelli Houthi hanno attaccato più volte il territorio saudita con droni. Lo scorso giugno un drone ha attaccato l’aeroporto di Abha nel sud-ovest dell’Arabia Saudita causando 26 feriti mentre lo scorso mese sono riusciti a colpire il giacimento petrolifero di Shaybah, nel sud-est del paese.

Al di là delle ripercussioni sulla produzione di petrolio, l’importante colpo messo a segno dagli Houthi contro le proprietà della Aramco è destinato ad aggravare la tensione nello Yemen, riducendo ulteriormente le speranze per la fine di una guerra tanto terribile quanto ignorata.