Il pentito Bonaventura contro l’industria dei bambini soldato

Il pentito Bonaventura e il comitato sostenitori collaboratori di giustizia dichiarano guerra mediatica alla fabbrica,della 'ndrangheta,nella realizzazione di nuovi bambini soldato armati.

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A parlare dell’argomento, ancora una volta, è uno dei primi pentiti di “mamma ‘ndrangheta”: Luigi Bonaventura.

Ex sgarro della ‘ndrangheta militare della potente cosca “Vrenna – Bonaventura”, quest’ultimo colui che dal 2007 ha descritto alle varie procure il mondo nascosto, nonché il modo di pensare, della famosa criminalità organizzata internazionale chiamata “’Ndrangheta” dichiarando guerra mediatica a tutte le “mafie” che strumentalizzano e utilizzano i bambini come soldati.

Collaboratore di giustizia dal 2006 è noto per essere stato reggente della cosca ‘ndranghetista dei Ciampà-Vrenna-Corigliano-Bonaventura, operante nel territorio di Crotone. Da pentito fino a oggi ha fornito il suo contributo determinante a 14 procure antimafia e gli arresti non si contano più come i sequestri milionari e i nomi famosi dei De Stefano, Grandi Aracri, Piromalli, da Reggio Calabria fino in tutta Europa, si deve a lui se tanti altri hanno avuto il coraggio di pentirsi e collaborare con la giustizia anche a caro prezzo.

Bonaventura, infatti, ha dichiarato: quattro anni fa mi è stato revocato il programma di protezione da parte dello Stato. Tutto questo perché ho denunciato mediaticamente ma anche a livello giuridico delle problematiche serie nel programma di protezione e per questo mi hanno contestato delle violazioni comportamentali tipo interviste non autorizzate in cui denunciavo delle verità e dei rifiuti di trasferimento. In pratica con me lo Stato italiano si è comportato come una donna gelosa e possessiva che non accettava di essere rifiutata e quindi ha preferito cacciarmi e mettermi in mezzo alla strada per punizione insieme a due miei nuclei familiari. Lo Stato in tal modo ha messo a rischio la mia vita e le vite dei miei cari”.

Luigi Bonaventura, cresciuto come un “bambino soldato” costretto – quasi per gioco – sin dall’età di dieci anni a sparare, a sparare con pistole vere, e non giocattoli, tipo: Beretta made in U.S.A., Russia, 

apriva gli occhi alle procure sull’evoluzione di “mamma ‘ndrangheta” sulla corsa ai Bitcoin, al calcio scommessa, pilotare calciatori, squadre, campionati e creare profitti con una catena industriale che solo “interrogazioni” a chi di dovere potranno chiarire il perché nessuno gli ha dato mai retta e ha scavato – per trovare conferme – nelle varie dichiarazioni spontanee in cui lo stesso prevedeva il narcotraffico, l’apocalisse dei traffici dei rifiuti al nord e dello smaltimento a quintali di varie droghe nell’Est Europa fino in Germania.

Lo stesso che hai detto che solo la “repressione” senza “prevenzione e cultura” nella Calabria, e non solo, non bastava per fermare la criminalità organizzata che continua a crescere grazie al passaggio da padre in figlio del testimone simbolo di “mamma ‘ndrangheta”.

Oggi con il Comitato Sostenitori dei Collaboratori di Giustizia di cui è fondatore insieme alla presidente Valeria Sgarlata, denunciano “l’abbandono dei bambini in mano alla ‘ndrnagheta”.

Scrive così nel suo profilo Facebook Luigi Bonaventura:

Cari ex compari miei, i bambini dovete mandarli a scuola, indicargli un futuro diverso, siamo nel 2019, ma che cavolo state facendo? A Rosarno ero di casa e cosi voi a Crotone (e cosi in altri posti), quindi andiamo oltre le chiacchiere, sapete bene chi sono. Rocco, Salvatore, Ciccio (che non siete in questi arresti), questa cosa e altro mi ha toccato molto e ho preso una decisione, presto aprirò un blog (o altro), dove voglio dirvi come stanno le cose, vi parlerò con comprensione, empatia e onestà, vi parlerò a cuore aperto per dirvi che certe cose non appartengono più a questa epoca. Tutti noi siamo figli di “mamma ndrangheta”, fratelli di sventura e cosi questo bambino, che è per me, come un fratellino e per lui e altri, faremo con il Comitato di tutto nel nostro piccolo per proteggerli e aiutarli. Saremo vigili a non farli rientrare in contesti speculativi o strumentali, se mai ci fossero da parte di altri. Parlerò in questo Blog agli ex compari di Reggio, Crotone, Sinopoli, Santa Eufemia di Aspromonte, Gioiosa Jonica etc; parlerò ai Grande Aracri, De Stefano, Arena, Nicoscia, Piromalli, Bellocco,Pesce, Alvaro, Pelle, Mammoliti, Megna, ai mie ex uomini, ai miei familiari etc. Tanto sapete mi conoscete tutti e se alcuni di voi non personalmente, sapete chi sono e chi era mio nonno, mio zio Gianni la mia famiglia. Vi voglio chiedere è vita questa? E’ davvero questo che volete per i vostri figli e le nuove generazioni? Non basta cosa stiamo vivendo noi? Lo so che lo Stato, l’associazionismo antimafioso e altri possono e devono fare di più, ma anche voi dovete creare le condizioni. Si può collaborare e capisco che per noi e difficilissimo quasi impossibile, o tenere i soldi che avete fatto e dissociarvi, fermarvi e se necessario per partire. Non lo vedete che adesso cercheranno anche di prendersi i vostri figli? Giustamente come dargli torto se gli date l’educazione ‘ndranghetistica? Quanti di voi sono a 41 bis? E’ vita questa per voi e soprattutto per le vostre famiglie? Quanti cari amici o parenti morti ammazzati abbiamo ognuno di noi? Non siate affrettati nel criticarmi conosco bene mamma ‘ndrangheta, vedrete che parlerò con il cuore in mano capendo tante e tante difficoltà che ci sono, vi racconterò cosa c’è di buono o di male da questa parte e perché è giusto farne parte. Io che non sono migliore di nessuno e con tanti miei peccati alle spalle, saluto a tutti.( Luigi Bonaventura)

Dall’altra parte il Comitato Sostenitori CdG, con la presidente dott.ssa Valeria Sgarlata dichiara – in riferimento a tale fenomeno – quanto segue:

Con tutto il Comitato in Italia e l’ONG mondiale che stiamo creando, interverremo per far prevalere la cultura e la prevenzione in tutte le zone dove “vivono le mafie”:’ndrnagheta, mafia, camorra ecc, saremo a disposizione degli avvocati e di chiunque vorrà intraprendere il percorso di collaborazione perché il “dono della vita” dei bambini e il loro futuro è “il nostro impegno principale”, ma – sottolinea la dott.ssa Sgarlata – non abbandoneremo le famiglie di chiunque si affiderà alla giustizia e a noi del Comitato. E’ tempo di cambiare il modo di fare antimafia, è tempo di interventi seri e soprattutto del fare: i bambini sono il futuro della nostra Nazione e del cambiamento”.

Il messaggio della presidente del Comitato è chiaro, come è chiaro il messaggio lanciato da Luigi Bonaventura a chi, in Calabria, lo ha conosciuto come ‘ndranghetista e adesso, dopo tanti anni di collaborazione con lo Stato, come testimonial anti-‘ndrangheta.