Salvini ora chiede il taglio dei parlamentari ma niente voto subito

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Mettiamola pure in questo modo: gli italiani non hanno più l’anello al naso dai tempi della seconda Repubblica, resta l’amara consapevolezza che da quel momento in poi si sono lasciati coinvolgere dagli eventi che li hanno condizionati.

Delle politiche che si sono palesate all’insegna del benessere del Paese – bisogna ricordare sempre con il benestare del Parlamento Europeo di cui siamo parte attiva – in questa ‘strana’ legislatura si continua a trasgredire nel ridicolo.

Infatti Salvini invoca a gran voce la sfiducia, il 20 agosto, al premier Conte chiedendo di evitare lo spauracchio di un governo tecnico insistendo sulle elezioni immediate. Ma la Lega va in delirio quando l’affondo del suo leader si sposta sulle problematiche del Sud il quale, sempre secondo il segretario del Carroccio, dopo aver firmato il dl del Reddito di Cittadinanza vorrebbe toglierlo.

Ma l’apice della trasgressione è stata raggiunta in queste ultime ore quando il ‘Capitano di Pontida’ si è detto disponibile al taglio dei parlamentari. Un taglio che in tutta onestà, tralasciando l’intelligenza, contrasta persino l’idea del voto subito. Infatti la proposta di riduzione del numero dei parlamentari non sarebbe vigente nella successiva legislatura. Se invece si vuole renderla davvero vigente nella legislatura successiva, bisogna attendere almeno la primavera inoltrata del 2020, rispettando l’iter dell’articolo 138 della Costituzione.

Bisogna evidenziare a Salvini che è necessario che il voto parlamentare sulla riduzione sia con le Camere pienamente funzionanti lungo l’asse del rapporto fiduciario Governo-Parlamento. Se il Governo Conte non dovesse essere più in carica, e si fosse in piena crisi politica, la quarta votazione parlamentare non si potrebbe tenere non configurandosi questa come una votazione di ordinaria amministrazione. Tutt’altro.

Di conseguenza conta molto il calendario dei lavori, che di per se impedisce tutto ciò, essendo la mozione di sfiducia del Governo Conte calendarizzata, appunto, prima del potenziale voto sulla riduzione del numero dei parlamentari. Quindi sa di cosa parla il segretario della Lega?