Il tonfo di Di Maio, il trionfo di Salvini. Rinasce il Pd, cresce FdI

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Ribaltamento: Lega al 34,3 per cento, M5S al 17

Che botte questa notte. M5S continuava a prenderle a più non posso. Più avanti andava lo spoglio, più percentuali di voto perdeva di volta in volta, seggio dopo seggio.

Il divario tra Lega e M5S è ora abissale: 16 per cento. Boom di Salvini, crack di Di Maio & Company.

La Lega sbaraglia tutti, con un risultato eccellente: 34,6

Il sorpasso del Pd: 22.7 per cento

Il Pd si sta risvegliando dal torpore e, riappropriandosi dei voti persi nelle ultime votazioni politiche, sorpassa di netto i grillini.

I pentastellati fanno un tonfo, quindi. Sprofondano anche grazie ai reiterati ‘no’. E il ‘no’ – a prescindere da ragioni più o meno giustificabili a seconda dei punti di vista –  non paga. Mai.

Chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Occorrono programmi in politica. Bisogna essere propositivi, saper fare un gioco di squadra, senza ostruzionismi ad oltranza.

Che cosa farà adesso Di Maio? Continuerà a contestare Salvini ad oltranza, con i suoi reiterati ‘no, no e poi no’?

Di Maio non ha fatto altro che condurre una campagna elettorale  tutt’altro che favorevole al Governo del quale fa parte. Sembrava essere all’opposizione, piuttosto. Contro tutti e persino contro se stesso. Un kamikaze.

Il silenzio totale del M5S (17 per cento)

Di Maio finora ha dato forfait. Nessuna dichiarazione. Chissà poi perché? Leccarsi le ferite non basta, a posteriori. Starà facendo un esame di coscienza il nostro vicepremier? Persino la sua ‘carta jolly’ del reddito di cittadinanza si è rivelato un flop.

Una sorta di boomerang per l’inesperto vicepremier. Avrà ancora il coraggio di trovare un escamotage dialettico per convincere – o auto-convincersi – che la sconfitta, in realtà, non sarebbe poi così tanto evidente? Colpa dell’astensionismo, si è lasciato scappare di bocca Di Maio con i suoi.

Cronaca di una ‘morte’ annunciata

Era ancora tutto in essere nella notte bianca dello spoglio. Quartier generale dei Cinque Stelle: alla Camera dei deputati, sala della Lupa.

Il M5S non si è pronunciato durante lo scrutinio. Nessun commento sui voti che sono andati persi. Riconquistati dal Pd. Nessun grillino ci ha messo la faccia. Grillo ha smesso di strillare e inveire, Casaleggio è scomparso nel nulla, forse nascosto sotto alla sua famigerata piattaforma Rousseau. Di Maio tace. La notte forse avrà portato consiglio?

M5S si è rivelato essere un movimento privo di consistenza, sorto dal nulla. Nato per il capriccio di un comico, deciso a cambiare mestiere ma da dietro le quinte, manovrando a suo piacimento i suoi burattini insieme al ‘guru’ Gianroberto Casaleggio prima, e al figlio Davide Casaleggio dopo. Così come è esploso all’improvviso, ora il Movimento 5 Stelle implode drasticamente. Una Caporetto. E c’è di più. Predicano bene ma razzolano male, i nostri grillini.

Quartier generale M5S: a Montecitorio

I pentastellati hanno sfruttato la Sala della Lupa alla Camera dei Deputati come ‘quartier generale’. Risultato: neanche un comunicato stampa. Non hanno neanche avuto il coraggio di farne uno per tutta la durata dello spoglio. Camera aperta solo per loro. Non un hotel a cinque stelle. E dopo le due di notte i grillini saltano fuori da Montecitorio evitando di rilasciare dichiarazioni. No comment. Bocche serrate. La grande fuga con la coda tra le  gambe.

I grillini hanno avuto la sfrontatezza di abusare inutilmente di un palazzo istituzionale – Montecitorio – a livello personale. Che spreco a spese degli italiani. Alla faccia del taglio dei costi della politica.

Premiati i fatti, non le polemiche

Il segnale degli Italiani è stato chiaro. Chiedono fatti, non inutili chiacchiere. Sono i fatti concreti che contano, che pagano, che vanno riconosciuti. Onore al merito, quindi.

Tutta la campagna elettorale si è imperniata su inutili discussioni, persino riguardo a fascisti e antifascisti. Dopo i vent’anni della seconda Repubblica in cui si parlava di berlusconiani e antiberlusconiani. Ma i temi importanti e gli annessi programmi da affrontare, analizzare, discutere e proporre? In troppi li hanno accantonati, e sono stati ben pochi a non trascurarli.

Matteo Salvini ha mostrato coerenza, caparbietà e carattere. Questo gli va riconosciuto, come il successo appena ottenuto. E’ stato “un voto per il lavoro” il suo, come ha dichiarato il leader leghista.

Le elezioni politiche anticipate sono sempre più vicine? 

Per Salvini, il Movimento 5 Stelle sarebbe ancora il suo alleato di governo “per lavorare serenamente”. E aggiunge: “Usiamo questi consensi contro l’avversario che è la sinistra. Concentreremo al meglio questa vittoria non per regolamenti interni ma per un Governo più efficiente”. Obiettivo principale: un’accelerazione sul programma di governo per risolvere i problemi più urgenti: Tav, immigrazione, lavoro, salute, valori. Diritto al lavoro, alla vita, alla sicurezza, alla salute, per le famiglie che vogliano avere figli. Meno tasse, no all’aumento dell’Iva, via al decreto sicurezza e a quello sblocca-cantieri: sono queste le urgenze a cui dare una priorità assoluta.

Grande successo anche per FdI: 6,4 per cento

Con il 6,5 per cento, Fratelli d’Italia fa un salto di qualità, a due punti in meno rispetto a Forza Italia (8,7 per cento). Ma non dappertutto. Nel centro Italia, Fratelli d’Italia supera il partito di Berlusconi.

“Un risultato straordinario contro ogni pronostico”, asserisce Giorgia Meloni, la leader di FdI, che al centro Italia è più forte di Forza Italia. Un esito ottenuto con “umiltà e determinazione”. Concretezza. Ampiamente al di sopra della soglia di sbarramento, FdI raggiunge il secondo miglior risultato di questa competizione. “La prima cosa che io noto – dichiara la Meloni – è che Fratelli d’Italia non si darà limiti, e c’è un’alternativa possibile”.

Quali conseguenze avrà questo ribaltamento di risultati a livello nazionale?

“In Italia si avrà un ritorno al bipolarismo” auspica Zingaretti, che in Salvini intravvede “un leader pericoloso” e lo sfida al voto politico. A sinistra del Pd, però, al momento non c’è altro.

Di Maio si reputa l’ago della bilancia.

Per Giorgia Meloni c’è un’alternativa possibile in italia: Lega e Fdl, rappresenterebbero ora una maggioranza alternativa. Rispetto al risultato delle ultime politiche FdI raddoppia di netto la propria percentuale.

Un “Nuovo Rinascimento europeo

Salvini parla di un “nuovo Rinascimento a livello europeo.

Quale scenario si prospetta a Bruxelles? Socialdemocratici e popolari non potranno più governare da soli. I sovranisti hanno fatto un grande passo in avanti: Inghilterra, Francia, Ungheria, Italia sono le nazioni con la vittoria più netta. Finlandesi, danesi, polacchi, svedesi. Guardano tutti verso destra.

Su 28 paesi si rompe il predominio assoluto dei popolari e dei socialdemocratici. I sovranisti avanzano ma non stravincono, restando all’opposizione. I Verdi avanzano. Effetto Greta, forse?

Pesi e contrappesi sono ora stravolti. Segno di un’Europa che può cambiare? Quali alleanze per il Parlamento europeo? Staremo a vedere nei prossimi giorni.