Francesco Garofalo, l’artista dei VIP

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Quando si parla di arte generalmente si parla di artisti che nel corso del tempo hanno lasciato tracce indelebili del loro talento. Di solito il riferimento viene attribuito a quei ‘geni’ del passato che hanno segnato epoche attraverso le loro opere di inestimabile valore, ma i tempi moderni, talvolta, ci lasciano presagire che i talenti, gli artisti sono una categoria in estinzione.

Tutt’altro. Mai come in questo terzo millennio si evidenziano artisti di vario genere. Come se il cambio generazionale, almeno in questo campo, non sia così repentino. La dimostrazione che l’arte nell’era digitale conserva ancora una sopraffina valenza, lo si nota nelle opere di Francesco Garofalo.

Nato a Napoli cremonese per adozione, l’artista 47enne poliedrico, avanguardista e moderno si è distinto tra i ‘big’ del suo genere immortalando con i suoi pennelli i volti più noti dello spettacolo, del cinema e della società comune. Francesco Garofalo si esprime attraverso le sue opere mescolando le tecniche dei grandi maestri del passato a quelle contemporanee, assoggettando la sua vena artistica da cui si può scorgere tutta la raffinatezza e la maestranza del pittore moderno.

Il grande maestro Pupi Avati lo ha definito “un artista dal talento puro”, un elogio di prestigio che sottolinea la brillante arte di Francesco Garofalo che imprime la sua arte, appunto, graffiante e materica in diversi stili di pittura. Una personale capacità elaborativa, analizzando attentamente quanto lo circonda e riproducendo nei particolari sempre in modo ben comprensibile e facilmente fruibile, da pittore figurativo nel vero senso del termine, che rispetta spazi e dimensioni, profondità e primi piani, non senza un pizzico di aulico lirismo poetico di fondo, che ingentilisce l’insieme figurale.

L’arte di Francesco Garofalo, dunque, rappresenta la realtà visibile con una particolare accortezza per l’equilibrio, l’armonia, la proporzione, nell’intento di racchiudere nelle immagini, quanti più dettagli emozionali possibili, in modo da riproporre quelle scelte, in funzione della propria esclusiva visione. @francescogarofaloa