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USA vs Cina: riparte la lotta per la Conquista dello Spazio

| 19 Gennaio 2019 | ATTUALITÀ

La conquista dello spazio è tornata al centro del dibattito. Il riequilibrio tra le potenze e, in particolare, l’ascesa della Cina, ha permesso di riproporre uno scontro che sembrava ormai chiuso in favore degli Stati Uniti quando il 20 Luglio 1969 Neil Amstrong diede il primo passo sulla Luna. Ciò che assumeva il significato di un grande evento per l’umanità ha rappresentato una battuta d’arresto per l’Unione Sovietica nella corsa per la conquista dello spazio.

USA – URSS. Una Prima corsa allo Spazio nel contesto della Guerra Fredda. 

Iniziata dal 4 Ottobre del 1957 con il lancio dello Sputnik da parte dell’URSS, la prima corsa allo spazio è durata quasi 20 anni. Successivamente il 3 Novembre sarebbe stato lanciato lo Sputnik 2. Gli Stati Uniti, sorpresi dalla velocità con cui i Sovietici si facevano presenti in quella nuova arena politica, decisero di lanciare il primo razzo Vanguard I, ma senza alcun successo. Il primo successo Statunitense sarebbe arrivato con il lancio del razzo battezzato “Explorer I”.

Più tardi, il 29 Luglio 1958 sarebbe nata la NASA mentre il 12 Aprile 1961 i russi lanciarono il primo uomo nello spazio, Yuri Gagarin con la navetta Vostok I. In risposta, gli USA fecero altrettanto con Alan Shepard il 5 maggio e il 20 Febbraio 1962 J. Glenn fu il primo uomo a raggiungere l’Orbita. Il botta e risposta sarebbe continuato fino al lancio dell’Apollo XVIII – dopo il fallimentare tentativo dell’Apollo I, il quale esplose sulla rampa di lancio – nel 1968 al quale i sovietici risposero lanciando la capsula Zond 5 ma solo il primo raggiunse l’Obiettivo.

La corsa allo spazio ha impegnato le due potenze fino al 1972 quando Nixon e Kosygin firmarono l’apertura alla collaborazione tra le due Potenze nell’esplorazione dello Spazio. Successivamente, nel Luglio del 1975,  l’aggancio fra l’Apollo 18 e la Soyuz 19 diede inizio alla Prima missione congiunta tra gli Stati Uniti e l’URSS decretando la fine di quella versione della Guerra Fredda nello spazio.

La Cina entra in gioco

Oggi invece, a presentare tutte le carte per una nuova corsa allo Spazio è la Cina, la quale, silenziosamente si è arricchita sia a livello di strumenti, sia con la conoscenza necessaria per giocarsi una partita che soltanto pochi possono permettersi. Dopo il primo lancio nel 1984, la Cina ha compiuto diversi progressi nell’esplorazione dello Spazio.

Il passaggio più importante è accaduto il giovedì 3 gennaio alle 3.26, quando dopo 27 giorni di viaggio la sonda Chang’-e4 ha raggiunto il lato nascosto della luna. Si tratta di un traguardo senza precedenti nell’esplorazione dello Spazio ma le ambizioni di Pechino non sembrano fermarsi qui: la missione Chang’e-4 ha come obiettivo l’eseguimento di diversi esperimenti biologici sulla superficie del satellite. L’istallazione di una biosfera con semi di patata e una Pianta di Fiore sono soltanto alcune delle prove destinate a riscontrare la possibilità di garantire una sorta di habitat artificiale mirata a garantire permanenza degli esseri umani sul suolo lunare. Per raccogliere le rilevazioni dello sperimento, la Cina invierà la missione Chang’e-5 entro il 2020.

La prospettiva Occidentale

C’è da aggiungere che non è la prima volta in cui si fa il tentativo di costruire una specie di habitat artificiale oltre il Pianeta Terra. La stessa NASA ha più volte avanzato le ipotesi di possibili condizioni di vita in Marte da parte di diverse sonde robotiche tra cui si può menzionare la scoperta realizzata dal Robot Curiosity che, nell’anno scorso ha trovato del materiale organico di oltre 3.000 milioni di anni. Poco fa è stata lanciata anche la missione Amadee-18 nel deserto di Oman, nella quale Cinque ricercatori hanno simulato le condizioni di vita sul Pianeta Rosso e nel quale, per la cronaca, è stato piantato anche un orto Made in Italy.

D’altronde, gli Stati Uniti hanno raccolto il messaggio di Pechino come una sfida alla loro egemonia nello Spazio e, lo scorso 17 Gennaio, il Presidente Trump ha annunciato la possibilità di uno spiegamento di armi nello spazio per intercettare i missili nemici. Senza ancora ufficializzare la decisione, Trump si è detto pronto a rafforzare il proprio scudo anti-missili per “proteggere gli Stati Uniti e i suoi interessi all’estero da eventuali attacchi”.

Lo Spazio, un’arena di lotta politica

La percezione di una minaccia latente agita l’amministrazione statunitense la quale, oltre alla sfida per quanto riguarda la propria egemonia in uno Spazio che sembrava chiuso nel suo favore, prova la paranoia di una minaccia che diventa sempre più reale e che si materializza in diversi volti: Dal classico rivale Mosca, alle minacce prolungate provenienti da Teheran e Pyongyang fino a giungere all’ormai affermata potenza sfidante di Pechino, la quale, ora come ora, sembra avere il fiato sul collo di Washington.

Ricapitolando, oggi vediamo come lo spazio torna ad essere la posta in palio nell’assidua competenza per il primato nella Politica Mondiale, dove il gioco si riapre per mettere in discussione l’egemonia statunitense che reagisce con toni piuttosto bellici alla minaccia di Pechino. Per ora, l’unica affermazione ufficiale che si può fare è l’apertura di una nuova Corsa allo Spazio, attraverso la quale le Grandi Potenze cercano di arginare le incertezze che non possono, non vogliono o non sono disposte ad affrontare sul proprio Pianeta.

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